Vaccini in azienda, in lista anche Atac e Ama: giovedì via con Acea, Eni, Enel e Stellantis

Vaccini in azienda: in lista anche Atac e Ama. Giovedì via con Acea, Eni, Enel e Stellantis
Vaccini in azienda: in lista anche Atac e Ama. Giovedì via con Acea, Eni, Enel e Stellantis
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Martedì 1 Giugno 2021, 00:23 - Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 11:07

Si parte da giovedì prossimo - il farmaco sarà Astrazeneca - ma l’obiettivo dell’operazione è a lungo termine. Più precisamente all’autunno, quando le somministrazioni per la terza dose non saranno effettuate più negli hub vaccinali, ma in studi dei medici di base, farmacie, pediatri e, per l’appunto, le imprese. Al via, su base volontaria e senza fasce d’età, le vaccinazioni in azienda, con Acea, Eni, Enel Coop, Conad, AbbVie e Stellantis, che sono le prime partire. Il Cane a sei zampe ha stretto un accordo con il Campus Biomedico, la grande distribuzione con il Gemelli, l’ex Fca ha aperto un hub lo scorso 27 maggio a Piedimonte San Germano, disponibile anche al pubblico.

Oggi tocca al colosso farmaceutico AbbVie lanciare il suo centro a Campoverde, ad Aprilia. Parliamo di oltre 20mila dipendenti. Ma poi si attende che altre realtà seguano l’esempio. Per esempio, sarebbero pronte a partire anche le altre due principali municipali della Capitale, Atac e Ama con quasi 20mila addetti, che stanno studiando di appoggiarsi alla struttura aperta da Acea all’Ostiense. Tra le 300 realtà che hanno dato la disponibilità ci sono poi la Confindustria nazionale o nomi delle Tlc come Telecom e Wind3.

Vaccino Pfizer, sì della Ue e di Aifa alle dosi per 12-15enni. Il Cts: «Efficace e sicuro»

Spiega l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato: «Noi mettiamo a disposizione le dosi, mentre le aziende si prendono in carico tutte le organizzazioni. Aspettiamo che ci chiedano i vaccini per organizzare una parte della campagna, che arriva in un momento nel quale stanno aumentando le iniezioni negli hub anche attraverso gli open day e stanno per partire (oggi, ndr) quelle in farmacia». Come detto, la strategia è di più ampio respiro, visto che a fine estate chiuderanno gli hub (tra i primi quello del centro congressi dell’Eur) e in autunno partiranno i richiami per la terza dose. Non a caso Natale Di Cola, segretario della Cgil del Lazio, nota: «Le vaccinazioni aziendali avranno anche il compito di sostenere la campagna di vaccinazione pubblica e sensibilizzare i cittadini che ancora per diverse motivazioni non hanno provveduto alla vaccinazione». Per poi aggiungere: «È necessario concludere al più presto la campagna vaccinale utilizzando anche i siti aziendali e permettere così di riprendere al più presto le attività no-covid che stentano a ripartire, concentrando quelle covid nel centro d’eccellenza dello Spallanzani».

IL PROTOCOLLO

Ieri intanto D’Amato ha incontrato le parti sociali, imprese e sindacati, per illustrare il protocollo del Lazio sulle vaccinazioni aziendali. Le linee guida prevedono che le grandi imprese possano arrivare a 800 somministrazioni al giorno, debbano allestire i poli in zone dotate di grandi parcheggi e facilmente raggiungibili, con aree per le diverse fasi (accettazione, anamnesi, iniezioni e osservazione). Necessari anche frigoriferi per conservare le dosi e strumentazioni mediche per l’assistenza. I più piccoli possono consorziarsi oppure stringere accordi con ospedali o centri medici privati.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA