Pillole anti-Covid dal medico di base: c'è il via libera. Ma i virologi sono contrari. Quali sono i rischi?

Fino ad oggi questo farmaco non ha avuto una larga diffusione

Covid, ok agli antivirali dal medico di base. Gli esperti: scelta scorretta, non vanno bene per tutti
Covid, ok agli antivirali dal medico di base. Gli esperti: scelta scorretta, non vanno bene per tutti
di Mauro Evangelisti
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Martedì 12 Aprile 2022, 17:25 - Ultimo aggiornamento: 19:08

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) darà il via libera alla possibilità che il medico di famiglia prescriva i farmaci antivirali, le pillole anti-Covid. Secondo la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti «sarà fondamentale garantire ai medici una adeguata formazione in merito all'utilizzo di tali molecole e alla loro interazione con altri farmaci, così come sarà cruciale rendere gli antivirali di più immediato reperimento, ad esempio anche nelle farmacie e non solo nei centri attualmente indicati per la loro distribuzione».

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Pillola Paxlovid di Pfizer

Si sta parlando della pillola Paxlovid di Pfizer e il piano andrà compilato dal medico di base nel caso di adulti colpiti dal Covid-19, che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad elevato rischio di progressione della malattia severa. Secondo Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), questa decisione consentirà di abbattere ricoveri, terapie intensive e decessi. Ma prima che diventi operativa comunque serviranno diversi giorni.

 

I virologi 

Tra i virologi però ci sono delle perplessità. Il professor Matteo Bassetti, primario di Malattie Infettive all'ospedale San Martino di Genova, dice: «Lasciare le prescrizioni delle pillole antivirali contro il Covid ai medici di medicina generale non risolverà il problema. Anzi: in un Paese come il nostro, dove non c'è una profonda cultura infettivologica, è un grave errore. La prescrizione prevede la compilazione di un modulo Aifa, complesso sia prima che dopo, in più sono farmaci che hanno interazioni importanti con altre molecole. Insomma, mi sembra una decisione populista. Gli antivirali devono essere prescritti con assoluta appropriatezza, altrimenti li sminuiamo. Vedo tanta politica e poca scienza». Fino ad oggi questo farmaco non ha avuto una larga diffusione. Come mai? Spiega Bassetti: «Non si sono usati gli antivirali nelle Regioni che non sono state in grado di organizzarsii. In Liguria, ma anche nel Lazio e in Toscana, il sistema di distribuzione ha funzionato. Ma la realtà è che non si sono usati perché non tutti possono prenderli».

Anche il professor Massimo Andreoni, primario di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma, invita alla prudenza. Premette: «Esiste certamente l'esigenza di potenziare al massimo la distribuzione degli antivirali in pillola che si sono dimostrati in grado di ridurre le ospedalizzazioni e la progressione della malattia severa, quindi la possibilità di permettere la prescrizione anche al medico di famiglia potrà semplificare l'accesso a questi farmaci». Però c'è l'altra faccia della medaglia: «Serve grande attenzione, sono antivirali di cui va fatta esperienza. Certamente il medico di medicina generale può essere in grado di gestire questi farmaci, ma da parte dell'Aifa è indispensabile una informativa più corretta possibile perché ci potrebbe essere una corsa da parte degli assistiti alla pillola anti-Covid». Va sempre ricordato che il limite di questo antivirale è che può essere somministrato solo nella primissima fase della malattia, entro cinque giorni dai sintomi. La pillola va presa per cinque giorni, ogni 12 ore.

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