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Omicron, il Covid tornerà in autunno? Come affronteremo la nuova ondata, tra farmaci e fattore T

Omicron, il Covid tornerà in autunno? Come affronteremo la nuova ondata, tra farmaci e fattore "T"
Omicron, il Covid tornerà in autunno? Come affronteremo la nuova ondata, tra farmaci e fattore "T"
di Giampiero Valenza
4 Minuti di Lettura
Martedì 12 Aprile 2022, 18:46 - Ultimo aggiornamento: 19:19

La partita con il Covid-19 non è affatto chiusa. Anzi. I nuovi contagi giornalieri, che continuano ad essere tanti: solo oggi l'12 aprile, sono contati più di  casi 83.643 e 169 morti con un tasso di positività al 14,9%. Numeri molto alti se messi a confronto con quelli delle prime ondate, ma comunque con un carico sulle strutture ospedaliere di gran inferiore lunga. Ma cosa potrà accadere quest'autunno ?

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Ciò che i contagi di Sars Cov-2 hanno dimostrato molto chiaramente è la loro evoluzione in relazione alla stagionalità. Le curve, infatti, si abbassano sempre un po’ con l’avvicinarsi del caldo. Poi, riprendono in autunno (tra settembre e ottobre). Quindi, si potrebbe ipotizzare un aumento del numero dei casi dopo un calo estivo.

 

LE DIFESE

I contagi potrebbero aumentare anche per effetto di una riduzione dell’effetto dei vaccini, che comunque ora è tornato a salire anche grazie alla terza dose. Secondo quanto appurato dalla ricerca scientifica, infatti, le cariche anticorpali contro Sars Cov-2, dopo la conclusione del primo ciclo di immunizzazione, hanno dimostrato un picco entro il primo mese dalla somministrazione, per poi calare nei mesi successivi. La terza dose, però, ha dimostrato che riesce a ridurre il tasso di infezione di circa 10 volte e di malattia grave e decessi di circa 20 volte.

LE PROSPETTIVE

Potremo aspettarci un aumento dei casi Covid in autunno? Sì, ma a questo punto può venire in soccorso la quarta dose del vaccino. Ad oggi il Ministero della Salute, l’Aifa, l’Istituto superiore di sanità e il Consiglio superiore di sanità hanno previsto il secondo richiamo per gli over-80, per i residenti delle Rsa e le categorie a rischio tra i 60 e i 79 anni. Quest'azione potrebbe contribuire ad abbassare l’asticella dei contagi tra settembre e ottobre. Secondo quanto dimostrato finora dalla ricerca scientifica, infatti, la letalità per Covid è maggiore all'aumentare di età e fragilità.

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LE VARIANTI

Nel frattempo, la famiglia delle Omicron (1, 2 e 3), ma anche le ricombinazioni (come Xe o Xj), potrebbero continuare a diffondersi. Potrebbe diventare prevalente una nuova variante (come accaduto nel corso dei due anni di pandemia). Abbiamo ben capito come Omicron sia meno “cattiva” della Delta, e di avere meno complicanze gravi. Omicron, però, potrebbe mutare. E qui, abbiamo un bivio: o può essere più leggera (come ha dimostrato di essere Omicron in paragone a Delta, per esempio), o può avere sintomi diversi, più gravi.

IL FATTORE T

In questo caso, però, la scienza ha il fattore T, il tempo, che la sta aiutando tantissimo. Gli scienziati di tutto il mondo stanno continuando la ricerca per individuare nuovi farmaci e nuove cure. In autunno potrebbe arrivare anche un nuovo vaccino a mRna (come Pfizer o Moderna, per esempio), ma tarato sulla variante Omicron. Quindi, avremmo un ritrovato aggiornato che, nel caso di un aumento dei contagi, potrebbe essere utile proprio per rafforzare la copertura anticorpale e ridurre di nuovo la futura curva.

I FARMACI

In più, ci sono antivirali e anticorpi monoclonali, cure che stanno dimostrando di essere efficaci se assunte nel momento giusto, ed ecco perché è importante avere a che fare con il medico immediatamente, sin dai primi sintomi, e non trascurare la malattia.

LE RESTRIZIONI

Anche davanti a un allentamento delle misure, poi, restano sempre importanti le altre misure di prevenzione : mascherine, distanziamento, lavaggio delle mani ed evitare (per quanto possibile) i luoghi a rischio. Tutte sono buone regole che consentono comunque di ridurre la probabilità di contagiarsi. Si tratta di consigli validi non solo per Covid, ma anche per tutte quelle patologie i cui virus sono trasmissibili attraverso le droplet , le goccioline di saliva che vengono rilasciate quando, per esempio, si parla.

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