Omicron, cosa accadrà in autunno? Bassetti: «Il virus tornerà». Per Galli potrebbe arrivare una «variante buona»

Primo maggio, concerto «a rischio Covid». Bassetti: «Il virus tornerà in autunno». E il Green pass?
Primo maggio, concerto «a rischio Covid». Bassetti: «Il virus tornerà in autunno». E il Green pass?
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Sabato 30 Aprile 2022, 15:32 - Ultimo aggiornamento: 15:51

Dal primo maggio molte restrizioni per contrastare la diffusione di Omicron cadranno. Addio al Green Pass e alle mascherine, tranne in alcuni posti al chiuso. I dispositivi di protezione individuale (le Ffp2) resteranno obbligatori nel trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza, nei cinema, nei teatri, nei locali di intrattenimento e musica dal vivo e per tutti gli eventi e competizioni sportive al chiuso. Sarà così anche per lavoratori, utenti e visitatori di ospedali e strutture sanitarie, incluse le Rsa. Misure, però, che potrebbero comportare un innalzamento dei casi, soprattutto in autunno.

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Omicron, Bassetti: «In autunno il virus tornerà»

«In autunno Sars-Cov-2 tornerà a rialzare la testa - così all'Adnkronos Salute, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova -, come ha fatto negli ultimi due anni perché ormai è tra di noi, ma se continueremo a fare le dosi di richiamo di vaccino a chi lo vorrà, spero il più alto numero di persone possibile, è ragionevole pensare che non avremo un impatto pesante come nel 2020 e nel 2021, cioè come nelle prime tre ondate. Per questo niente pessimismo ma consapevolezza di quello che abbiamo vissuto». Torneranno anche le restrizioni? Per il virologo «non si tornerà al Green pass o alla mascherina obbligatoria, non bisognerà farsi prendere dal panico e utilizzare gli stessi mezzi che andavano bene due anni fa e che oggi vanno meno bene». Secondo l'infettivologo genovese, dunque «è probabile che quella che arriverà in autunno sarà un'ondata un pò minore di quella di quest'anno, ci saranno sicuramente casi ma - rimarca - dobbiamo sempre pensare che il 95% della popolazione italiana in questo momento è protetta dalle forme gravi di Covid, sia grazie alla vaccinazione che alla malattia naturale. Dunque il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere il virus. Abbiamo cioè un'immunità importante rispetto al virus».

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Galli: «Potrebbe arrivare una variante "buona"»

«Da qui all'autunno può accadere di tutto. Può anche succedere che il virus muti ancora e salti fuori una variante con caratteristiche meno preoccupanti. Non dobbiamo pensare solo in negativo. Ma può anche succedere, al contrario, che ci siano varianti più patogene. Non lo sappiamo. E non possiamo dire che l'allentamento delle misure, previste da domani, influisca sull'autunno». L'ammorbidimentò inciderà invece sulla circolazione del virus attuale che continua ad essere importante. I casi che noi vediamo sono solo una parte. Una buona fetta oggi non viene registrata». Lo afferma all'Adnkronos Salute Massimo Galli, ex direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano.

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La mortalità nei vaccinati «fino a 9 volte maggiore»

Il rapporto dell'Iss indica che nel periodo compreso fra il 4 marzo e il 4 aprile 2022 il tasso di mortalità standardizzato per età (relativo alla popolazione di età uguale o superiore a 5 anni) nei non vaccinati è stato pari a 36 decessi per 100.000 abitanti, ossia circa quattro volte più alto rispetto ai vaccinati con il ciclo completo (due dosi) da meno di 120 giorni (9 decessi per 100.000 abitanti) e circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con la terza dose (booster), nei quali la mortalità è pari a 4 decessi per 100.000 abitanti.

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