​Vaccino Novavax, cosa cambia con Moderna e Pfizer? Qual è preferibile per la terza dose? Domande e risposte

Fra i virologi prevale la tesi che utilizzare un farmaco diverso da quelli usati per le due dosi precedenti sia la strada ottimale

Venerdì 10 Dicembre 2021 di Diodato Pirone
Novavax, il nuovo vaccino. Cosa cambia con Moderna e Pfizer? Qual'è preferibile per la terza dose?

Si dovrebbe chiamare Nuvaxovid il nuovo vaccino - molto diverso da quelli che conosciamo - che a giorni sarà approvato dall'Ema, l'Autorità europea di controllo dei farmaci. Si tratta di un farmaco studiato e prodotto da una società biotech americana che si chiama Novavax e che si distingue sia dai prodotti di Pfizer e Moderna, a tecnologia mRna, che da quelli che utilizzano vettori virali come l'AstraZeneca e il Johnson&Johnson. Secondo Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Negri e decano degli esperti italiani di farmaci, e intervistato dall'Huffington Post: «Questo vaccino è pensato per agire contro le varianti ma non è detto che sia migliore degli altri».

 

 

Novavax, come funziona il nuovo vaccino 

Semplificando il vaccino Novavax utilizza una tecnologia molto collaudata che è stata aggiornata. In sintesi Novavax ha l'effetto di produrre anti-corpi contro il Covid esattamente come fanno altri vaccini ben noti come quello contro la pertosse e la meningite. La tecnologia usata è quella delle "proteine ricombinanti". Che cosa significa? In parole povere nel Novavax sono presenti particelle piccolissime di virus che vengono addizionate a una molecola che stimola il sistema immunitario.

Nei vaccini a mRNA, invece, il farmaco fornisce alle cellule tutte le informazioni necessarie attraverso la componente genetica. In quelli a vettore virale l'informazione anti-Covid viene veicolata attraverso un virus innocuo per l'uomo la cui funzione è quella di trasportare il "messaggio" anti-virus. 

 

 

 

Quale migliore per la terza dose?

A questo punto sorge spontanea una domanda: qual è il vaccino preferibile per la Terza Dose? Premesso che anche gli studi più recenti - come quello diffuso negli ultimi giorni dall'autorevole rivista specializzata Lancet - sottolineano che tutti i vaccini sono efficaci, fra i virologi prevale la tesi che utilizzare un farmaco diverso da quelli usati per le due dosi precedenti (quindi la soluzione "eterologa") sia la strada ottimale.

 

 

Paradossalmente nelle ultime settimane si sono diffuse nelle famiglie preferenze per il Pfizer come per Moderna, come se fosse un derby, che non trovano una giustificazione plausibile nelle ricerche scientifiche. Le differenze nell'efficacia fra i due vaccini - che pure sono misurate dalle autorità sanitarie - sono modeste anche se segnalano un leggero vantaggio per Moderna. «Quello che conta veramente - sottolinea il professor Massimo Ciccozzi del Campus Biomedico - oltre al vaccino è portare sempre la mascherina. Anche dopo la terza dose».

 

 

Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 16:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA