Listeria, morto un uomo a Campobasso: aveva mangiato ricotta, era in rianimazione da giorni

Le sue condizioni erano state definite da subito molto gravi a causa anche di alcune patologie pregresse

Listeria, morto un uomo a Campobasso: aveva mangiato ricotta, era in rianimazione da giorni
Listeria, morto un uomo a Campobasso: aveva mangiato ricotta, era in rianimazione da giorni
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 19:19 - Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 14:07

Un altro morto per listeria. Un uomo di 75 anni di Bojano (Campobasso) è morto questo pomeriggio nel reparto di Terapia intensiva del Cardarelli del capoluogo molisano, dopo aver contratto la listeriosiLe sue condizioni erano state definite da subito molto gravi a causa anche di alcune patologie pregresse. L'uomo da giorni era in Rianimazione dopo aver ingerito un alimento, probabilmente della ricotta. Sul caso è stata avviata una verifica dell'ufficio Igiene per risalire al tipo di alimento all'origine del contagio.

 

Listeria, Bassetti: «No a terrorismo psicologico»

«Dopo i wurstel mangiati crudi, i tramezzini al salmone». Il batterio Listeria monocytogenes è «d'attualità», ma «non stupiamoci: la listeria non è un problema di oggi, è sempre stata un problema. Noi abbiamo sempre avuto casi di listeriosi nei nostri ospedali e reparti. La listeriosi può dare una meningite, una sepsi e le persone più fragili possono anche andare incontro al decesso. Però non è che dobbiamo essere terrorizzati dal fatto che se mangio un wurstel o un tramezzino al salmone mi prende la listeria e muoio. Questa equazione evidentemente finisce per terrorizzare la gente». A spiegarlo è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive al policlinico San Martino di Genova, che sul tema posta un suo video su Facebook contro quella che definisce nel titolo «l'isteria della listeria».

«La listeria può essere trasmessa attraverso il cibo e bisogna avere alcune accortezze: intanto il lavaggio accurato delle mani, sempre, nella manipolazione del cibo, e alimenti come carne e wurstel andrebbero cotti per ridurre il rischio - indica l'infettivologo - Credo comunque non sia il caso di essere troppo allarmati» perché, appunto, «la malattia della listeria è sempre esistita, abbiamo sempre avuto casi, e anche dei decessi purtroppo. Cerchiamo di ridimensionare il fenomeno: è giusto essere sul pezzo, ma non bisogna fare del terrorismo psicologico sulle persone».

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