In Italia 11 milioni di malati oncologici e cardiaci, nasce il Tavolo tecnico tra Foce e governo: «Per garantire a tutti le cure necessarie»

Sabato 21 Novembre 2020 di Camilla Mozzetti

Il dato è impressionante: in Italia ci sono almeno 11 milioni di persone affette da tumori o malattie cardiologiche che necessitano di assistenza e di cure specialistiche. Di esami e controlli ciclici. Che hanno bisogno di sapere di non esser lasciati soli perché nessuno deve restare indietro e a tutti deve essere garantito il diritto alla salute anche nel pieno dell'emergenza sanitaria provocata dal coronavirus. In Italia ci si continua ad ammalare e non solo di Covid-19. Ogni anno, nel nostro Paese, «circa 413mila cittadini muoiono per malattie cardiovascolari, oncologiche e oncoematologiche e 153mila per altre patologie (respiratorie, neurologiche, endocrino-metaboliche, psichiche, gastrointestinali ed infettive), per un totale di 566mila decessi», analizza il professor Francesco Cognetti presidente di Foce, la Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi. Ed è per questo che l'attenzione deve restare alta anche per coloro che non hanno contratto il virus del Sars-Cov-2.

A tal proposito dopo un incontro avvenuto lunedì scorso tra il direttivo della Foce, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza, è stato aperto un Tavolo tecnico per garantire ai pazienti più fragili la continuità di cure e assistenza anche sotto la pandemia del Covid-19. Obiettivo del tavolo sarà quello di lavorare a otto punti, considerati decisivi per la tutela degli 11 milioni di malati cardiaci e oncologici. Tra questi la netta separazione fra ospedali, ambiti di cura e assistenza per pazienti Covid e quelli per pazienti non Covid; la necessità che tutte le strutture di oncologia medica, cardiologia ed ematologia rimangano pienamente operative anche a livello ambulatoriale, inclusa la preservazione della rete dell’emergenza cardiologica e dell’attività di chirurgia oncologica. Senza dimenticare la soddisfazione urgente del fabbisogno di nuovi medici specialisti, cardiologi, oncologi e ematologi, attraverso il reclutamento con contratti a tempo indeterminato, la ripresa immediata degli screening oncologici in tutte le Regioni e la rifondazione della medicina territoriale attraverso strutture ad hoc. 

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Durante la prima ondata, secondo le analisi condotte dalla Foce, e illustrate al governo ci sono stati diversi ritardi o cancellazioni di interventi chirurgici per tumore dovuti ad un affollamento fino all’intasamento delle terapie intensive. Non solo, la diminuzione dell’afflusso ai pronto soccorso e alle unità di terapie intensive cardiologiche di pazienti con infarto del miocardio in fase acuta ha portato, secondo i dati presentati dalla Società Italiana di Cardiologia, ad un raddoppiamento della mortalità per questa patologia. Circa il 20-30 % dei trattamenti oncologici sono stati perlomeno ritardati, se non cancellati mentre c'è stato un forte rallentamento degli screening oncologici per la prevenzione di importanti tumori.

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«Il Covid ha determinato finora 45mila morti - conclude Cognetti - e per evitare che aumenti la mortalità per patologie non Covid è fondamentale garantire la continuità delle cure in totale sicurezza. In tal senso è molto importante la piena comunione di intenti con il Governo per proteggere i pazienti più fragili, in particolare quelli colpiti da tumore e malattie cardiovascolari. Gli otto punti costituiscono quindi una guida su cui il Tavolo tecnico lavorerà nelle prossime settimane».

 

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