Brusaferro (Iss): «Chiusure decise in base a dati vecchi? Alcuni indicatori richiedono tempo». Indice Rt calcolato sui soli sintomatici

Martedì 17 Novembre 2020
Brusaferro (Iss): «Chiusure decise in base a dati vecchi? Alcuni indicatori richiedono tempo». Indice Rt calcolato sui soli sintomatici

Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, difende i 21 parametri che ogni settimana vengono presi in esame insieme al ministero della Salute per determinare la fascia di rischio-Covid delle regioni. «Gli Indicatori - spiega - sono un mix tra indicatori tempestivi e altri che richiedono piu tempo per la raccolta, come il tempo di incubazione. L'insieme di elementi che si raccolgono tiene conto di questa variabilità». La precisazione arriva durante la conferenza stampa sull'analisi della situazione epidemiologica organizzata al ministero della Salute ed è una replica, di fatto, alle Regioni che chiedono di rivedere i 21 parametri e ridurli a 5.  

«Rt - ha proseguito Brusaferro - oltre a tracciare il trend ci dice anche dove stiamo andando ma piu andiamo avanti nel tempo piu le proiezioni rischiano di essere instabili. Quindi cosa succederà a Natale dipenderà molto da come ci comportiamo. Ci auguriamo che misure adottate e comportamenti facciano in modo che in tutte le parti del paese saremo a Rt sotto 1».

«L'indice Rt, dati molto migliori della Germania»

«Rt è un parametro fondamentale per predire come sta andando l'epidemia, perché è il primo indicatore per capire se l'epidemia accelera o no. A volte però facciamo un errore: se Rt scende a 1,2 non è bene perchè l'epidemia comunque cresce. La scorsa settimana era 1,4 ma prima era una 1,7, ma ancora non possiamo vedere una diminuzione dei casi e delle terapie intensive. Quando andiamo a Rt sotto 1 allora epidemia decresce», ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.

«Calcoliamo l'Rt da due sorgenti di dati: la serie temporale di dati sintomatici e la data di inizio sintomi. Non consideriamo gli asintomatici perché essi sono una quantità molto instabile nel tempo e quando c'è difficoltà nel contact tracing la loro quota diminuisce», ha detto Stefano Merler della fondazione Bruno Kessler spiegando che «il calo di Rt dalla metà di ottobre c'è sia guardando Rt dei sintomatici sia le ospedalizzazioni. L'Rt non è ancora sotto 1, quindi l'epidemia è ancora in crescita. Ma c'è una decrescita».

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Le stime sono tutt'altro che incerte e nelle altre regioni, tranne il Molise, le forchette per Rt non sono grandi. Inoltre questi dati sono pubblici sul sito del ministero della Salute, ha aggiunto. Merler ha ricordato che «i dati sono molto migliori della Germania, ad esempio, anche per lo sforzo disumano di tutti».

Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA