Covid, la curva dei contagi è ferma. «Ma per vedere i risultati della stretta, bisogna aspettare il 6 gennaio»

Covid, la curva dei contagi è ferma. «Ma per vedere i risultati della stretta, bisogna aspettare il 6 gennaio»
Covid, la curva dei contagi è ferma. «Ma per vedere i risultati della stretta, bisogna aspettare il 6 gennaio»
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Sabato 19 Dicembre 2020, 19:31 - Ultimo aggiornamento: 21:25

Una curva ferma sostanzialmente al plateau, con qualche leggero segnale di flessione, alcune situazioni regionali critiche, troppi ingressi nelle terapie intensive senza significativa diminuzione ed un numero di decessi ancora alto. Se tutto procederà come previsto, comunque, a Natale si riuscirà ad avere una riduzione dei decessi sotto i 500 morti in media al giorno.

Sono 176.185 i tamponi per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute, in leggero calo rispetto a ieri, quando erano stati 179.800. Il tasso di positività (rapporto positivi-test, compresi quelli ripetuti e di controllo) è del 9,2%, in flessione rispetto al 10% di ieri (-0,8%). Le vittime sono state 553. Calano di 35 unità - nel saldo giornaliero tra ingressi e uscite - i pazienti in terapia intensiva per il Covid in Italia. I ricoverati nei reparti ordinari diminuiscono invece dii 405 unità nelle ultime 24 ore.

Ma le analisi statistiche, il linea con quanto segnalato anche dall'Iss, segnano un andamento ancora oscillante, con tante variabili che possono ancora influenzare la curva dei contagi. A spiegarlo è il matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le applicazioni del Calcolo "Mauro Picone" del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). I prossimi giorni saranno cruciali: «Già si è registrato l'effetto dell'aumento dei contatti del periodo del black friday, alcuni giorni, dal 21 al 27 novembre, che hanno inciso 10-14 giorni dopo» ha spiegato.

Sebastiani conferma una leggera decrescita della percentuale dei positivi sui casi testati: rispetto ad una settimana fa si è passati dal 25 al 22% circa. Flette anche il dato dei positivi sui test anche ripetuti che si attesta al 9.26. Da 5 giorni quindi la percentuale sta calando, quasi 3 punti di riduzione che fanno ben sperare ma dall'inizio di dicembre la curva a parte le fluttuazioni, non scende. «Comunque, se la previsione verrà confermata, a Natale la curva media dei decessi scenderà sotto i 500 al giorno».

«I primi risultati della stretta dopo il 6 gennaio»

Ora il timore di molti esperti è che le giornate di shopping prefestive possano contribuire ad un nuovo slancio del virus. «Temo anche che ripresa la scuola arrivi prima che ci sia stata evidenza chiara di un risultato positivo della stretta che scatterà il 24. Per vedere i primi effetti bisognerà aspettare il 6 gennaio circa, ed il rischio è che potremmo trovarci con la ripresa della scuola in una fase epidemica ancora delicata. Buona cosa sarebbe valutare la situazione epidemica a metà gennaio prima di ripartire».

Sebastiani sottolinea anche alcune incongruenze sui dati regionali. La sua analisi vede per la provincia di Trento una situazione molto più critica rispetto a quella dell'Abruzzo che però è inserita nella fascia arancione, ad un livello di allerta più alto rispetto al giallo della prima. «Sarebbe utile avere tutti i dettagli dell'algoritmo così qualsiasi scienziato potrebbe implementarlo e con un lavoro di analisi identificare i principali fattori che contribuiscono all'assegnazione delle classi delle regioni. Cosa che sarebbe utile ai governatori per indirizzare alcune scelte locali sulle quali hanno potere», chiede l'esperto.

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