Cerberus in 65 paesi, allarme Oms: «“Figlie” di Omicron salgono a 400». Andreoni: in Italia è già al 15%

I lignaggi discendenti di Omicron 5 rimangono predominanti con una prevalenza del 77,1%

Cerberus in 65 paesi, Oms: « Figlie di Omicron salgono a 400». Andreoni: in Italia è già al 15%
Cerberus in 65 paesi, Oms: «“Figlie” di Omicron salgono a 400». Andreoni: in Italia è già al 15%
di Mario Landi
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Venerdì 28 Ottobre 2022, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 10:51

Dopo più di mille giorni di pandemia arriva un nuovo allarme dell'Agenzia europea del Farmaco: «Non è ancora finita, nelle prossime settimane ci sarà una nuova ondata legata alle nuove sottovarianti di Omicron». Ed è proprio in un mondo dominato da Omicron che continuano a ridefinirsi le relazioni di famiglia fra le varie declinazioni di questo ceppo del coronavirus.

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Cerberus spaventa l'Europa

BQ1 cresce di peso e scatta l'allerta. Il sottolignaggio è attenzionato in Europa perché, tra la metà di novembre e inizio di dicembre, è dato come dominante. Al 25 ottobre il ramo al quale appartiene BQ.1.1, battezzata come Cerberus, è stato segnalato in 65 Paesi del pianeta (8.077 sequenze). L'altra sottovariante su cui è stato acceso un faro dall'Organizzazione mondiale della sanità - XBB e XBB.1 - è stata segnalata da 35 Paesi (1.453 sequenze).

E casa Omicron diventa sempre più affollata, perché - analizza l'Oms nel suo aggiornamento settimanale su Covid - Sars-CoV-2 continua a mutare, «la diversificazione genetica continua e ha dato origine a 390 lignaggi discendenti, così come a 48 identificati come ricombinanti». Quindi i 'figlì di Omicron sono aumentati ancora nel giro di poche settimane, e salgono a quota 400.

 

I dati

BQ.1 è una sottovariante di BA.5 con mutazioni aggiuntive sulla proteina Spike, e la discendente Cerberus (BQ.1.1) ne ha addirittura un'altra in più. Durante la settimana epidemiologica 40 (dal 3 al 9 ottobre), dalla tabella che riporta le quote globali e la prevalenza delle sottovarianti Omicron emerge che BQ.1 e discendenti pesavano già per il 6%. È questa la più attiva e osservata delle sottovarianti di Omicron 5, i cui lignaggi discendenti rimangono predominanti con una prevalenza del 77,1% nella settimana considerata, seguita dai discendenti di Omicron BA.4 con una prevalenza del 5,4%.

I sottolignaggi di BA.2 sono aumentati in prevalenza, rappresentando il 4,3% delle sequenze nello stesso periodo di rendicontazione. Invece la prevalenza delle figlie di Omicron 1 è sotto l'1%, mentre non sono state riportate sottosequenze di Omicron BA.3 a livello globale nelle ultime 8 settimane. La direzione che ha preso l'evoluzione di Sars-CoV-2, osservano gli esperti che parlano di «evoluzione convergente», mostra «il potenziale di adattamento del virus in corso per evolversi ulteriormente».

Andreoni: in Italia è già al 10-15%

«Stiamo viaggiando a un milione di casi Covid al mese, troppi. Ma soprattutto si stima che la variante ribattezzata Cerberus», il sottolignaggio BQ.1.1 della famiglia di Omicron 5, «sia già arrivata in Italia al 10-15%. Sappiamo che ha una evasione immunitaria che preoccupa e i monoclonali non sono efficaci. Per i prossimi mesi non è un buon segnale, speriamo non ci dia problemi». Lo evidenzia all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), facendo il punto sulle nuove varianti del coronavirus Sars-CoV-2.

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