Roma, alunna con disagio psichico ripresa in aula: il web insorge. «È rimasta un anno a casa, poi le hanno rinfacciato di non essere preparata»

La denuncia social di alcuni compagni del liceo Bertrand Russell al Tuscolano

Roma, alunna con disagio psichico ripresa in aula: il web insorge. «È rimasta un anno a casa»
Roma, alunna con disagio psichico ripresa in aula: il web insorge. «È rimasta un anno a casa»
di Flaminia Savelli
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Giovedì 22 Settembre 2022, 07:54 - Ultimo aggiornamento: 14:55

La denuncia arriva via social dai suoi compagni di classe: una studentessa con un disagio psicologico certificato è stata costretta all'interrogazione. La vicenda, che rischia di sollevare un polverone di proteste e polemiche, sta agitando già da alcuni giorni gli alunni del liceo linguistico, classico e scientifico Bertrand Russell di via Tuscolana. Quindi il messaggio: «Una studentessa, da tempo con un disagio psicologico certificato e che si era rinchiusa in casa per più di un anno, è stata messa alle strette per essere interrogata, senza rispettare il piano didattico personalizzato e i bisogni educativi speciali» hanno riferito i compagni di istituto che questa mattina si riuniranno in assemblea per discutere di quanto avvenuto.

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LA VICENDA

Ancora, sempre secondo la ricostruzione dei compagni: «La scuola ha rinfacciato alla studentessa il fatto che durante l'estate si sia divertita e uscita con gli amici e non abbia studiato». La vicenda è accaduta ieri mattina, in una delle sezioni del triennio, durante l'interrogazione di inglese. Quando la ragazza è stata interrogata. E avrebbe appunto spiegato alla docente di non essere preparata perché l'interrogazione non era stata programmata. A quel punto la protesta dalla classe, è finita negli uffici della preside dove però, sempre secondo gli amici, la risposta della preside sarebbe stata «vergognosa». La studentessa infatti, insieme ad alcuni compagni, avrebbe poco dopo spiegato alla dirigente quanto appena avvenuto in classe. La preside avrebbe però confermato quanto detto dall'insegnante. Da qui la decisione di denunciare via social quanto accaduto nell'istituto: «Ciò che è avvenuto al liceo Russell - hanno poi scritto in una nota gli studenti - non può essere tollerato, infatti oggi faremo una conferenza stampa per mettere alla luce i problemi della scuola verso i disagi psicologici che vivono gli studenti e le studentesse con bisogni educativi speciali». I compagni di scuola ribadiscono: «La nostra compagna ha da tempo questi disturbi e i prof lo sanno dal primo anno. Ecco perché non possiamo tollerare che venga negato quanto le spetta in termini di attenzioni».

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LE REAZIONI
Rischia ora di accendersi una violenta polemica. «Intanto il primo passo è accertare quanto avvenuto - precisa Mario Rusconi presidente di Assopresidi - Al momento abbiamo ricevuto la segnalazione da parte degli studenti, tuttavia non sono ancora emersi tutti gli elementi necessari per fare chiarezza. Tutte le scuole hanno l'obbligo di attivare i programmi specifici per i ragazzi con disabilità e disturbi certificati. Inoltre - sottolinea Rusconi - tutto il corpo insegnante è consapevole che i ragazzi rientrano dopo due anni di pandemia. Dunque tutti i canali di supporto e sostegno per gli alunni sono stati attivati. Per capire cosa è accaduto - conclude Rusconi - sarà determinante accertare cosa è avvenuto in classe».
 

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