Luigi Ramacci, l'edicolante morto di infarto dopo aver inseguito un ladro: tragedia a Roma

La vittima l'ha inseguito e fermato, poi il malore

Luigi Ramacci, l'edicolante morto di infarto per inseguito un ladro: tragedia a Roma
Luigi Ramacci, l'edicolante morto di infarto per inseguito un ladro: tragedia a Roma
di Alessia Marani
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Venerdì 4 Febbraio 2022, 06:34 - Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 14:56

Ha approfittato di un momento di distrazione, mentre Luigi Ramacci, 64 anni, dopo avere aperto la porta dell'edicola al Portuense stava sistemando la vetrina, per entrare all'interno, frugare nel fondocassa e fuggire via con poche decine di euro, quasi tutti spicci. Un'incursione fulminea. Gigi che non è il proprietario dell'edicola ma va a dare una mano e a fare compagnia ai titolari, ha urlato, si è lanciato all'inseguimento del bandito, un italiano sui quarant'anni, alto 1,80, agile, capelli brizzolati e barbetta, fino addirittura a fermarlo grazie all'intervento del benzinaio che lavora nell'impianto di fronte. Salvo poi lasciarlo andare via dopo averlo trattenuto e recuperato la somma.

Luigi Ramacci, morto per inseguire un ladro

 

Poco dopo, però, è arrivato il dramma: Luigi, affaticato, inizia a sentirsi male fino ad accasciarsi al suolo, stroncato da un infarto. A ricordare quei momenti è Vincenzo, il cognato della titolare della rivendita, che ogni mattina staziona lì accanto vendendo fiori. «Erano da poco passate le 7, ho trovato Gigi sconvolto, mi ha raccontato del furto, della fuga e dell'inseguimento - spiega -. Mi è sembrato molto stanco, sudava freddo, gli ho chiesto se si sentisse bene, se avesse bisogno di una ambulanza, ma lui mi ha detto di non preoccuparmi, che era meglio andarci a prendere un caffè».

I due vanno al bar poi tornano all'edicola. Gigi dapprima si siede, «volevo portargli acqua e zucchero - racconta ancora Vincenzo - ma non ho fatto in tempo, l'ho ritrovato a terra dentro il gabbiotto. Mi sembra un brutto sogno, eravamo come fratelli».

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IL QUARTIERE
Nella mattinata il via vai di clienti e amici davanti all'edicola all'incrocio con via degli Irlandesi è continuo. Tutti ricordano Luigi come una persona generosa, disponibile, incapace di fare del male e grande è la rabbia: «È morto per colpa di un balordo. E se pure lo prendono, che gli possono fare? Nulla», il refrain.
Ramacci si arrangiava con mille commissioni e dava una mano in edicola. «Non aveva più una casa sua - spiega una parente della titolare - ma poteva andare a dormire da due signore anziane qui vicino, poi però passava la giornata all'edicola. In questi giorni mia nuora è malata e lui ci faceva la cortesia di aprire».

Marco e Grazia del bar Giannangeli sono affranti: «Gigi era un pezzo di pane. Non aveva figli, non si era sposato. Aveva fatto il camionista ma anche lavorato negli studi di canale 5 ed era orgogliosissimo di sua sorella, morta qualche anno fa, l'attrice Adriana Rame, molto nota come protagonista di fotoromanzi negli anni 60 e 70». Il mondo di Ramacci, originario di Alghero (SS), era tutto in quel quadrilatero di strade e palazzine tra l'edicola, il bar, la farmacia, la gelateria e il benzinaio. «Se quel ladro glieli avesse chiesti dei soldi, lui glieli avrebbe dati. Aiutava chiunque», ricorda ancora Vincenzo.

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ORE CONTATE
Sul caso indagano i carabinieri di Vigna Bonelli, anche se è difficile dimostrare un collegamento diretto tra il furto e la morte del 64enne, avvenuta dopo circa un'ora. Al vaglio dei militari le immagini di videosorveglianza dei negozi e della banca di fronte. Il fuggitivo sarebbe stato visto salire, senza la mascherina e con una busta in mano, su un autobus in direzione Marconi e avrebbe le ore contate.

 

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