Roma, dietrofront Ztl: il Centro chiude. Ira dei negozianti: saldi affossati

Roma, dietrofront Ztl: il Centro chiude. Ira dei negozianti: saldi affossati
Roma, dietrofront Ztl: il Centro chiude. Ira dei negozianti: saldi affossati
di Lorenzo De Cicco
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Sabato 16 Gennaio 2021, 08:53 - Ultimo aggiornamento: 08:56

Contrordine: il Centro di Roma richiude. Da stamattina i varchi della Ztl si riaccenderanno, chi li oltrepassa senza il tagliando sul cruscotto rischia una multa da 80 fino a 355 euro. Secondo la Confesercenti, almeno il 30% dei potenziali clienti rinuncerà ad andare a fare shopping nel cuore della città: «Anche a causa della pandemia - dicono dall’organizzazione - pochi si muoveranno lo stesso, con i mezzi pubblici». Non è un caso se proprio le sigle dei negozianti sono le più inviperite contro la decisione del Campidoglio. La giunta Raggi si è spaccata in due: da una parte l’assessore allo Sviluppo, Carlo Cafarotti, che ha chiesto fino all’ultimo di prolungare l’apertura almeno fino al termine dei saldi, a metà febbraio.

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«Una scelta di buon senso, vista la situazione», il ragionamento che Cafarotti ha condiviso nelle riunioni a Palazzo Senatorio. Ma ha prevalso la linea dell’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, e del presidente della Commissione Trasporti, Enrico Stefàno, entrambi convinti che il centro “senza frontiere” finisca solo per aumentare il traffico, rallentando di conseguenza i bus. Raggi ha dovuto mediare. Il 4 dicembre aveva firmato l’ordinanza per spegnere le telecamere fino al 15 gennaio, assecondando quindi le richieste dei commercianti (e di Cafarotti), ieri invece ha optato per la chiusura, cassando la proroga. Varchi accesi quindi non solo in Centro, anche a Trastevere, Testaccio e a San Lorenzo.

LE REAZIONI
«Per i negozi del cuore di Roma è una pugnalata, gli imprenditori sono esasperati», commenta Valter Giammaria, il presidente della Confesercenti, 15mila imprese associate, circa 1.500 all’interno della città storica. «L’abbigliamento, le calzature, l’intimo, sono settori travolti dalla pandemia, con fatturati in calo anche del 50 o 60%. Senza contare i mesi in cui sono stati chiusi del tutto». Il 35% del commercio romano ha sede in centro, la zona più tormentata dalla crisi Covid, svuotata di turisti e a secco di impiegati, molti dei quali da 11 mesi non sono mai rientrati dallo smart working. «Dentro la giunta qualcuno ci aveva ascoltato, per esempio Cafarotti, ma ha vinto l’impostazione più ideologica - conclude Giammaria - così si colpiscono le imprese già con i bilanci in rosso».

«Siamo spiazzati», ammette Romolo Guasco, direttore della Confcommercio di Roma. «È una mossa estremamente penalizzante per i saldi, nel primo weekend dall’inizio delle promozioni, mentre il Lazio peraltro vira in arancione». Secondo Confcommercio durante le svendite di quest’anno già si registrerà una pesante contrazione degli acquisti: la previsione è -90 milioni, la spesa media a persona è calata a 110 euro. Stefano Di Niola, segretario della Cna, la confederazione degli artigiani e della piccola e media impresa, è convinto che «il ripristino della Ztl sia un’offesa al buon senso, a tutto danno degli imprenditori che con tantissima fatica stanno cercando di non chiudere».

«POCHI PARCHEGGI»
Per Enrico Stefàno, M5S, capo della Commissione Trasporti del Comune, l’apertura dei varchi invece «non sarebbe la soluzione alla mobilità e al commercio della città. Non esiste un’offerta legale di sosta dentro la Ztl, nella migliore delle ipotesi avremmo auto che girano invano per cercare parcheggio, creando ingorghi e rendendo ancora meno efficiente il trasporto pubblico». La riapertura degli accessi, ha fatto sapere in serata l’amministrazione, d’ora in poi sarà possibile solo se «il Lazio entrerà in zona rossa».

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