Roma, tamponi tra i rifiuti: sos Ama. Tonnellate di «spazzatura radioattiva» respinte dagli impianti

Gli impianti rimandano indietro i mezzi. Oggi vertice con l’ospedale Sant’Andrea

Scarti dei tamponi tra i rifiuti, sos Ama: 10 tonnellate di «spazzatura radioattiva» respinte dagli impianti
Scarti dei tamponi tra i rifiuti, sos Ama: 10 tonnellate di «spazzatura radioattiva» respinte dagli impianti
di Lorenzo De Cicco
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Giovedì 9 Dicembre 2021, 07:20

Tonnellate di scarti sanitari. Sacchi con dentro di tutto: provette dei test Covid, garze, mascherine usate. Li hanno trovati insieme all'immondizia comune. Risultato: i tir dell'Ama, appena arrivati agli impianti di trattamento, sono stati rimandati indietro. Il limite di «radioattività» dei rifiuti trasportati da Roma era stato superato. Detta così, la cosa può sembrare più sinistra di quanto sia in realtà: col termine «radioattivo», nel campo del trattamento dell'immondizia, si indicano anche gli scarti «che hanno origine prevalentemente da impieghi medici e di ricerca», come spiega sul suo portale l'Enea, l'agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Insomma, stiamo parlando di rifiuti ospedalieri, «speciali», che hanno bisogno di un trattamento diverso rispetto all'indifferenziata ordinaria.

All'Ama è comunque scattato l'allarme, perché proprio nel momento in cui il Campidoglio sta provando a tirare fuori la città dalle secche dell'emergenza spazzatura, vedersi rispediti indietro i camion carichi di pattume è una grana non da poco. Il problema va risolto, «con urgenza», dicono a Palazzo Senatorio. L'assessora all'Ambiente di Roma, Sabrina Alfonsi, ha convocato per stamattina una riunione con l'Ama, il XV Municipio e i vertici dell'ospedale Sant'Andrea. Perché è proprio intorno al nosocomio di Grottarossa che i netturbini hanno raccolto i sacchi con le scorie sanitarie, mischiati all'immondizia normale. «Non vogliamo prendere il tema sottogamba - dice Daniele Torquati, il minisindaco Pd del XV Municipio, distretto che si allunga da Ponte Milvio a Prima Porta - Purtroppo i report che ci ha inviato l'Ama parlano chiaro: dentro i sacchi c'erano scarti sanitari, perfino le provette o i test anti-Covid. E il limite di radioattività, anche se di poco, era stato scavallato, quindi gli impianti non hanno accettato la spazzatura».

 

I REPORT

Secondo i dossier riservati della partecipata, si tratta di oltre 10 tonnellate di scorie ospedaliere mescolate all'immondizia comune. Per ora, spiegano fonti dell'Ama, il problema riguarda principalmente il Sant'Andrea. Altri grandi ospedali, dal San Camillo allo Spallanzani, conferiscono i rifiuti correttamente, non destano preoccupazioni. Ma anche una sola, grande struttura sanitaria può creare problemi, dato che i carichi di una certa zona, generalmente, quando vengono stipati sui tir diretti agli impianti, possono essere abbinati all'immondizia raccolta altrove. L'azienda è pronta a lanciare un ultimatum, nel vertice di stamattina, convocato alle 13.15: o gli scarti sanitari saranno smaltiti a dovere dall'ospedale, altrimenti arriveranno gli ispettori. Col blocchetto delle multe.

Per il resto in città, netturbini e spazzini, in attesa del bonus da 360 euro, stanno tentando di colmare il gap dei mesi scorsi. In strada restano ancora circa 500 tonnellate. Nelle relazioni inviate dall'Ama in Comune, si parla in particolare di due municipi in condizioni «critiche»: il XIV (Balduina, Primavalle, Ottavia) e il V (Torpignattara e Casilino). Ma stando alle segnalazioni dei comitati di quartiere, sacchi sparsi sui marciapiedi si notano ancora dal Portuense alla Nomentana. Lunedì arriveranno i netturbini privati, per la raccolta in negozi e ristoranti. Alla promessa del «Natale pulito» fatta dal sindaco, mancano 16 giorni.

 

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