Scuola Roma, effetto lezioni online: voti bassi a uno studente su 3. Alle superiori con la media del 4

Martedì 23 Febbraio 2021 di Francesco Pacifico
Scuola Roma, effetto lezioni online: voti bassi a uno studente su 3. Alle superiori con la media del 4

I presidi avevano chiesto ai loro insegnanti di non calcare la mano con i giudizi. Ma nonostante sia stato tenuto più di un occhio di riguardo, è sconfortante il quadro che si evince nelle scuole superiori romane dopo gli scrutini nel primo quadrimestre. Perché - segnala Mario Rusconi, presidente dell’associazione dei Presidi del Lazio - «un ragazzo su tre ha sommato in pagella per lo più insufficienze. Ed è inutile ricordare quale peso abbia avuto in questi risultati la didattica a distanza». Di conseguenza, circa 30mila alunni - a oggi - ha la media del “4” e rischierebbe la bocciatura o di ottenere dei debiti su molte materie.

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Dall’inizio dell’anno i ragazzi delle superiori in classe ci sono stati davvero poco. Nelle ultime settimane la metà è in Dad, ma nei mesi precedenti circa il 75 per cento della popolazione studentesca romana ha assistito alle lezioni da remoto, cioè a casa, collegati a un computer tra connessioni che saltavano, scarsa interazione con il docente, per non parlare di corsi cancellati anche perché - per venire incontro soprattutto alle matricole - si è deciso di tenere una parte delle ore offline, per facilitarli con i compiti a casa.

LA SITUAZIONE

Già all’inizio anno scolastico il direttore dell’ufficio regionale scolastico Rocco Pinneri aveva lanciato l’allarme - e non soltanto per le superiori - spiegando che «a quanto denunciano i professori, i bambini delle seconde elementari fanno fatica a leggere dopo la Dad fatta dopo il lock down, mentre gli iscritti alle prime e alle seconde hanno problemi con le traduzioni di greco e latino o con i calcoli matematici più complessi». Ma il problema non riguarda soltanto i più piccoli. Spiega al riguardo Rusconi: «I ritardi nell’apprendimento sono abbastanza omogenei, non li abbiamo riscontrati soltanto nelle prime o nelle seconde. Dalle nostre prime stime, registriamo almeno un aumento del 10 per cento delle insufficienze. Anche per questo noi presidi abbiamo deciso di anticipare i corsi di recupero». Cioè quelli che un tempo si tenevano prettamente alla fine degli scrutini di giugno. Quest’anno, invece, sono in programma anche il sabato per recuperare il tempo perduto, saranno svolti prettamente in didattica a distanza e con l’ufficio scolastico regionale che ha scelto di mettere in campo anche gli insegnanti fragili, quelli che possono più facilmente lavorare da remoto, visto che un ritorno in classe potrebbe mettere a rischio la loro salute.

I LABORATORI

In attesa dei risultati definitivi del monitoraggio ufficiale fatto dall’Invalsi, le prime stime che girano tra i presidi sul rendimento dei loro allievi dice che le materie dove si sono registrate più insufficienze sono quelle scientifiche, matematica in testa. Ma anche i corsi tecnici, che necessitano spesso della frequenza nei laboratori, hanno segnato molti voti negativi, proprio perché queste aule erano off-limits dopo le restrizioni del Covid. Spiega Cristina Costarelli, preside del liceo Newton: «Non è che l’anno scorso i voti poi fossero migliori nel primo quadrimestre, ma come l’anno scorso insegnanti e studenti si sono messi di buona lena per recuperare. Molti ragazzi mi hanno chiesto di far partire i corsi di recupero».

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Dall’agrario Sereni, la direttrice Patrizia Marini sottolinea che «queste carenze nell’apprendimento vengono da lontano. Oltre agli effetti della Dad, nei ragazzi sono subentrati problemi di natura psicologica: ho allievi che si sono lasciati andare, non hanno un luogo adatto dove studiare, scontano un clima non favorevole in famiglia, anche perché molti genitori hanno perso il lavoro. Da noi poi le criticità sono acuite perché siamo in periferia, tanto che abbiamo chiamato anche uno psicologo per supportali. Mi spavento soltanto se penso soltanto ai tanti ragazzi che mi hanno annunciato di voler abbandonare». 

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