Scuola, cambiano le regole: nel Lazio in 60 mila tornano in aula senza il certificato medico

La Regione invia le nuove indicazioni sulla gestione di quarantene e positivi, controllo ai presidi e i medici: «Era necessario semplificare»

Scuola, cambiano le regole: nel Lazio in 60 mila tornano in aula senza il certificato medico
Scuola, cambiano le regole: nel Lazio in 60 mila tornano in aula senza il certificato medico
di Camilla Mozzetti
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Domenica 6 Febbraio 2022, 22:34

Positivi, casi sospetti, quarantene e rientro in classe: le regole cambiano ancora e decadono quelle in vigore fino a ieri. La svolta sta tutta in una parola, ovvero “semplificazione” che da oggi permetterà a circa 60 mila studenti laziali, dalle elementari alle superiori, di rientrare in classe senza più ad esempio chiedere al medico il certificato di guarigione dal Covid. La Regione Lazio con una nota inviata sabato a tutti i medici di famiglia, pediatri di libera scelta e Ufficio scolastico regionale, traduce il nuovo decreto legge contenente gli aggiornamenti sulla “gestione dei casi di positività all’infezione da Sars-Cov-2 nei sistema educativo, scolastico e formativo”.

Come prima cosa nei casi in cui la frequenza scolastica sia stata sospesa da oggi gli alunni dalle elementari agli istituti superiori potranno riprendere le lezioni dimostrando di aver concluso il ciclo vaccinale primario da meno di 120 giorni, essere guariti o aver effettuato la dose di richiamo se prevista. A verificare il rispetto di una di queste disposizione saranno «le istituzioni scolastiche - si legge nella nota regionale - mediante l’applicazione mobile per la verifica delle certificazioni verdi». In sostanza, soprattutto nei casi di guarigione, decade il certificato prima richiesto al medico di famiglia o al pediatra di libera scelta e basterà dunque l’esito di un tampone negativo.

 

«BENEFICIO PER TUTTI»

«L’ultima circolare regionale chiarisce cosa deve essere rilasciato per il rientro a scuola specificando che il solo esito negativo del tampone è valido per il rilascio del Green pass e soprattutto che non è prevista alcuna certificazione medica per attivazione didattica a distanza o digitale integrata (Dao o Ddi) per alunni in quarantena per contatti o positivi per infezione - spiega Alberto Chiriatti, vicepresidente regionale della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale - In questo caso sarà la famiglia a chiedere le modalità didattiche. Tutto ciò va verso una semplificazione burocratica a vantaggio di tutti». In parole povere la documentazione necessaria per il rientro a scuola non passerà più per gli ambulatori dei medici tant’è che, ad esempio, non è «prevista certificazione medica dopo una quarantena per un contatto scolastico» né è prevista «certificazione per l’attivazione della Dad». Solo nel caso in cui gli alunni abbiamo avuto un contatto stretto con un caso Covid «in ambito extra-scolastico i medici di famiglia e/o i pediatri provvedono ad effettuare l’attestazione di inizio e fine quarantena».
Non solo, a essere ridotti anche i giorni di quarantena. Per tutti gli alunni, sempre dalle elementari alle superiori, che ad oggi non abbiano concluso il ciclo vaccinale e dunque non abbiano neanche fatto il richiamo oppure che non siano ancora guariti «la quarantena è ridotta - spiega ancora la Regione - da 10 a 5 giorni». Infine sull’accertamento dei casi in ambito scolastico «Il periodo intercorrente tra l’accertamento di un caso ed il successivo non dovrà essere maggiore di 5 giorni».

IL FOCOLAIO

Dunque un focolaio per essere definito tale, dovrà essere composto da cinque casi accertati. Nella nota regionale si legge poi un appello rivolto ai presidi: «Si confida nella piena collaborazione per le nuove disposizioni al fine di favorire da parte delle Asl la tempestiva applicazione delle misure sanitarie previste nei servizi educativi in presenza di focolai di 5 o più casi, con particolare attenzione alle situazioni che coinvolgono bambini compresi nella fascia d’età esente da vaccinazione». Dunque il controllo sull’andamento dei casi che resta in capo ai dirigenti.

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