Varianti Covid, allerta a Roma: la Asl richiama i vaccinati (dopo il caso dei medici positivi)

Giovedì 18 Febbraio 2021 di Flaminia Savelli
Varianti Covid, allerta a Roma: la Asl richiama i vaccinati (dopo il caso dei medici positivi)

Uno screening di massa a tutto il personale sanitario immunizzato. Per accertare durata ed efficacia del vaccino somministrato. Non solo: medici e infermieri dovranno dichiarare se sono stati a contatto con un positivo e quindi essere sottoposti a tampone molecolare. 
L’allerta è scattata con i primi 12 camici bianchi risultati positivi dopo il secondo richiamo di Pfizer. E dietro i nuovi contagiati, c’è l’ombra della variante inglese: Variant of Concern, classificata come VOC 202012/01. 

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«Il controllo è necessario per accertare che la vaccinazione abbia prodotto un’ adeguata produzione di anticorpi neutralizzanti. Un monitoraggio, protratto nel tempo, che servirà a capire la durata dell’effetto protettivo del siero» precisa Enrico Di Rosa, direttore del SISP (Servizio Igiene e Sanità pubblica) dell’Asl Roma 1. 

La nota con la nuova disposizione è stata inviata già da tutte le Asl. Un documento interno(del 17 febbraio) con il calendario dei nuovi esami già programmati, che è stato inoltrato al personale sanitario e ai dipendenti delle Asl. Con le convocazioni a partire dal 28 febbraio, secondo il calendario vaccinale. Quindi, a un mese dalla seconda somministrazione di Pfizer e ancora, a seguire, con intervalli regolari di due mesi per tutto l’anno. 

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Gli esami dunque si ripeteranno «con l’ausilio- si legge nel documento- di un nuovo test che rileva in modo quantitativo gli anti corpi (anti- Sars Cov2)».Con una nota finale: «Si invitano tutti i destinatari della disposizione a una piena collaborazione per l’efficace attuazione del monitoraggio». Uno screening che prevede anche tamponi molecolari. 

Durante il monitoraggio di medici e infermieri, per chi ha avuto un contatto stretto con un contagiato o manifesta i sintomi della malattia, dovrà sottoporsi anche un ulteriore esame con il tampone molecolare. Un passaggio obbligatorio soprattutto per escludere contagi da variante. Dunque: «Il percorso per l’individuazione di eventuali positivi - conferma il direttore del SISP, Di Rosa- è diverso e richiede l’esecuzione di un tampone a seguito di sintomi o di esposizione a rischio e comparsa di sintomi». 

Un’ accelerazione per il piano di controllo dei vaccinati con il Pfizer. Il monitoraggio era stato infatti già previsto all’avvio del programma vaccinale regionale. Ma dopo i primi immunizzati positivi, e con il rischio dei contagi da variante, i tempi sono stati anticipati. I risultati alle Asl sono arrivati questa settimana. Quando durante i controlli ordinati per alcuni cluster, sono emersi i positivi al Covid. Come l’infermiere di una casa di cura di Monte Mario (Asl Roma 1), l’operatore sanitario dell’ospedale del Torrino (Asl Roma3). Ancora: due infermieri, uno in servizio all’Aurelia Hospital, un altro al San Camillo (Asl Roma 4).

 

 

 

 

Un elenco di 12 nuovi positivi, tutti con il secondo richiamo, che ha fatto scattare tutti i campanelli d’allarme. Su cui sono ancora in corso accertamenti. I campioni delle loro analisi saranno determinanti per stabilire, scientificamente, come il virus abbia superato lo “scudo” del vaccino. Nello specifico, su un campione di 4 sanitari contagiati dopo l’antidoto, sta conducendo un’analisi la Società italiana di malattie infettive. 

«Contagiarsi, anche dopo avere ricevuto la seconda somministrazione, non significa automaticamente che il vaccino è stato poco efficace», ha spiegato il direttore scientifico Massimo Andreoni, virologo del Policlinico Tor Vergata. «In tutti i casi che abbiamo preso in esame finora, ci siamo trovati davanti a persone completamente asintomatiche».

flaminia.savelli@ilmessaggero.it

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 17:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA