Roma, tangenti e vacanze: la vita dorata del funzionario che “aggiustava” gli abusi all'ufficio condono

Giovedì 25 Giugno 2020 di Michela Allegri
Era l’uomo giusto all’interno del Comune di Roma per aggirare la burocrazia e fare “magie” illegali per trasformare pratiche insanabili in manufatti condonati, tanto che uno dei suoi clienti paralleli gli aveva promesso addirittura una statua al centro della Colombo. Un’abilità che gli garantiva una vita dorata, con doppio stipendio - legale e illegale -, e che è stata maturata con gli anni, grazie agli agganci giusti. I suoi servizi venivano lautamente remunerati da una lunga schiera di clienti, compresi nomi noti della Capitale: professionisti, imprenditori, ristoratori. E lui, Marco Ursini, funzionario del Campidoglio per lungo tempo assegnato all’ufficio del Condono edilizio, era riuscito a mettere insieme un sistema consolidato, descritto nell’ordinanza che dispone i domiciliari a suo carico. L’inchiesta conta 6 persone agli arresti e 84 indagati. Ursini diceva di avere amicizie importanti, «chiamo qualcuno alla Camera dei Deputati», si vantava con alcuni clienti.

Dalla sua parte, Ursini aveva un esercito di dipendenti pubblici, come la compagna Cristiana Berardi - sostiene la procura - e alcuni impiegati dell’azienda controllata dal Comune, Risorse per Roma, finiti ai domiciliari insieme a lui. Per ribaltare un’istruttoria relativa a una pratica di condono che si era conclusa con un parere negativo, era sufficiente rivolgersi a Ursini e pagare. E i clienti erano imprenditori, professionisti facoltosi, ristoratori. «Ho conosciuto il presidente della cosa della cinematografia - dice Ursini intercettato - c’hanno due condoni da 200 metri quadri l’uno, l’ho salvati». I tecnici ingaggiati dagli imprenditori Antonio e Daniele Pulcini - il secondo è stato assolto in appello nel processo Mondo di Mezzo -, invece, lo avrebbero contattato per aggiustare le pratiche relative a una villa nel quartiere Olgiata, a un camping di lusso e per effettuare «almeno un intervento informatico sulla pratica di agibilità di 800 unità immobiliari del Consorzio Le Terrazze del Presidente, facente capo al gruppo Pulcini», si legge nell’ordinanza. Un complesso che era già costato agli imprenditori un processo - prescritto - per abuso edilizio. A proposito di una delle pratiche, Ursini dice: «Non ti salva nemmeno la penicillina, perché questi sono venuti il 12 ottobre del 2003, la scadenza dei termini è 31 marzo... allora dobbiamo creare delle prove che questa roba era nei termini». E uno degli ingegneri dei Pulcini gli giura eterna riconoscenza se li avesse aiutati con un altro lavoro: «Quando è che riesco a ritirare quel condono al campeggio... dove vuoi la statua te?». E il funzionario: «Non lo so, al centro della Colombo, però all’incrocio con Acilia». E dopo avere incassato i soldi, Ursini commenta con la compagna: «Ce ne andiamo in vacanza amò con quelli».

IL RISTORANTE
Poi c’è il proprietario del ristorante “Checco dello Scapicollo”, sulla Laurentina, da anni punto di riferimento dei calciatori della Roma, frequentato anche da attori e politici. La domanda di condono era stata respinta perché i lavori effettuati erano successivi al limite fissato dalla legge, cioè il 1985, e per eccesso di volumetria. Il rischio era quindi la demolizione del locale, o l’acquisizione al patrimonio del Comune. A quel punto era entrato in scena Ursini, chiamato nel luglio 2017 dal titolare Francesco Testa. Il prezzo pattuito per il lavoro era 2.000 euro. L’obiettivo era dimostrare «falsamente» che i lavori abusivi fossero precedenti alla data-limite. «Tocca inventarselo - dice Ursini - la cazzata la dobbiamo inventà noi».

LE CLINICHE
Un altro interlocutore di Ursini era l’imprenditore Fabrizio Amore, che il gip descrive come un «discusso personaggio con precedenti penali», già coinvolto in un’inchiesta collegata a quella sul Mondo di Mezzo. Amore avrebbe lavorato per «favorire pratiche di condono» di suo interesse e nell’interesse del Centro Geriatrico Romano Spa, di Poligest Spa e di Policlinico Portuense Sap, cliniche facenti parte del gruppo Sanigest Spa, della famiglia Garofalo.
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