Roma, allo Spallanzani «ricoveri a livelli pre-pandemia»: solo in 5 in terapia intensiva

Venerdì 9 Luglio 2021
Roma, allo Spallanzani «ricoveri a livelli pre-pandemia»: solo in 5 in terapia intensiva

Si allenta ancora la morsa del Covid sulla Capitale. I numeri dei ricoveri all'ospedale Spallanzani sono tornati ai livelli pre-pandemia. Dopo quasi 600 giorni dall'inizio dell'emergenza, e 526 bollettini quotidiani, l'istituto di Roma ha certificato oggi questo importante dato. Rimangono cinque pazienti in terapia intensiva, mentre sono 34 i pazienti ospedalizzati.

«Sono ricoverati 34 pazienti» risultati positivi e «cinque ricoverati in terapia intensiva. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o in altre strutture - continuano dallo Spallanzani - sono 2.858».

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Pressing per la vaccinazione dei più giovani

Dall'istituto specializzato in infettivologia, nel comunicato allegato al bollettino, spingono sul fronte della «vaccinazione degli adolescenti, anche in vista della riapertura delle scuole». E intanto, sempre dallo Spallanzani annunciano che «negli Usa sono stati vaccinati oltre 10 milioni di giovani tra i 12 e i 18 anni». Il dato emerge da un incontro nell'ambito di una collaborazione tra l'Istituto ed il Dipartimento di patologia dell'Emory university di Atalanta, diretto dal professor Guido Silvestri, che ha preso in analisi lo stato della pandemia in Italia e negli Usa e le misure adottate e da adottare per il suo contenimento.

«I dati di entrambi i Paesi - spiega una nota dello Spallanzani - confermano la potenzialità dei vaccini quale strumento molto efficace di protezione dalla malattia grave, dall'ospedalizzazione e dalla mortalità. Infatti oggi i pochi vaccinati che si contagiano scoprono di essere positivi solo occasionalmente o soprattutto occasionalmente», proseguono.

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Il professor Silvestri ha riportato un fatto molto significativo nella nota congiunta. «Il 99,2% dei morti da Covid negli Stati Uniti è rappresentato oggi da persone non vaccinate. È un dato veramente esemplificativo della capacità del vaccino di proteggerci dal virus. E con la necessità di utilizzare l'altro indispensabile strumento di protezione dal Covid: la somministrazione di anticorpi monoclonali come atto terapeutico ma anche come immunità passiva», concludono.

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