Omicron 5, salgono i contagi: nelle farmacie introvabili Tachipirina, Nurofen e Brufen

Omicron 5, salgono i contagi: nelle farmacie introvabili Tachipirina, Nurofen e Brufen
di Camilla Mozzetti e Flaminia Savelli
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Martedì 28 Giugno 2022, 06:58 - Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 17:16

L'ondata dei ricoveri ordinari e ora, i casi di Covid che iniziano a salire così come i contagiati da ricoverare. Negli ospedali della Regione Lazio si accedono le prime spie rosse. Anzi: «Dallo scorso marzo, non siamo mai scesi sotto la soglia di criticità nei reparti» precisa Giulio Maria Ricciuto, direttore Dea e presidente Simeu (Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza). Il nodo ancora da sciogliere riguarda proprio i posti letto: la carenza in quelli della Capitale è al 15% in meno. «Le cifre sono ancora indicative, ma da quanto stabilito il numero previsto è di 3 posti letto per 1000 abitanti. Ci sembra chiaro che siamo ben al di sotto» precisa il presidente Ricciuto. Ecco perché nelle ultime settimane, si sono ingolfati anche i pronto soccorso. Tra il mese di marzo e aprile, la lista di attesa si è allungata fino a 700 malati bloccati e in attesa di ricovero. Una crisi che si è riversata sul reparto delle ambulanze, bloccate per ore nei piazzali delle strutture sanitarie. Perché in attesa di un posto in reparto, i malati vengono visitati sulle barelle. Un sistema che è andato in tilt a più riprese e che ancora oggi, registra picchi altissimi di attese. Tanto che la Regione Lazio è intervenuta con un piano anti - affollamento. Con l'obiettivo di smaltire nel più breve tempo possibile, le attese dei malati. «Non siamo ancora usciti dall'emergenza dei ricoveri ordinari - sottolinea il presidente Ricciuto - e siamo molto preoccupati dai numeri del Covid. Stanno crescendo in maniera esponenziale e temiamo una nuova ondata di malati. Durante l'ultima ondata i contagiati non erano in condizioni serie. In questa ultima settimana invece, abbiamo già registrato le prime polmoniti».

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I NUMERI
Con i numeri dei contagiati in ospedale che stanno riprendendo quota. Ieri, secondo il bollettino della Regione Lazio sono stati 45 i nuovi ospedalizzati nei reparti ordinari, per un totale di 597. Stabili ancora le terapie intensive con 50 positivi gravi. Mentre sta risalendo la curva del contagio: ieri sono stati 3.623 i nuovi positivi di cui 2.316 a Roma. Ma il trend è in crescita: tra sabato e domenica hanno superato il tetto dei sei mila. Con il piano anti affollamento che va ancora a rilento. Come disposto, ogni pronto soccorso dovrà attivare una task force interna di specialisti. Ancora: velocizzato il piano delle dimissioni e un maggiore equilibrio tra il numero di posti letto nei reparti Covid e non Covid. «L' ordine di servizio è arrivato a tutte le strutture che si stanno adeguando» conferma il presidente Ricciuto che precisa: «Ma ci vuole del tempo perché sia tutto operativo. Con il timore di essere intanto travolti nei mesi estivi da una nuova ondata della pandemia. La prossima settimana sarà determinante per capire cosa ci aspetta nelle prossime settimane».

 


IN FARMACIA
Nonostante la Regione, nel suo bollettino, segnali che i nuovi casi siano in calo, tornano le file davanti alle farmacie per sottoporsi ai tamponi rapidi. Ma il timore di ammalarsi (o di riammalarsi) porta con sé altri effetti: sono quasi introvabili medicinali come Tachipirina, Brufen o Nurofen che molti contagiati usano per curarsi. Ieri mattina è sbottata una farmacista di piazza Balsamo Crivelli con 15 persone in attesa del test: «È un continuo, c'è una psicosi e qui i farmaci stanno finendo perché le aziende e i distributori non riescono a rispondere alla domanda». Alberto Chiriatti, medico di base a Ostia, spiega che «è inutile fare scorta di questi prodotti: sono antifiammatori che riducono i sintomi, ma il virus del Covid si debella o per forma autonoma o con gli antivirali e i monoclonali».

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