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Monoclonali anti Covid, si parte con le terapie in 11 ospedali del Lazio

Monoclonali anti Covid, si parte con le terapie in 11 ospedali del Lazio
di Flaminia Savelli
4 Minuti di Lettura
Venerdì 19 Marzo 2021, 00:13

Non solo vaccini. Ma anche medicinali con anticorpi monoclonali: un’altra arma per combattere il Covid. L’annuncio dell’avvio al nuovo protocollo è arrivato ieri dalla Regione Lazio: «È pronto il protocollo di somministrazione» si legge nella nota regionale. Le prime forniture sono arrivate ieri in Italia. Con una procedura d’urgenza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Si tratta di 150 mila le dosi acquistate per un valore che si aggira intorno ai 100 milioni di euro. Per poterne usufruire però sarà necessario avere dei precisi requisiti: essere pazienti ad alto rischio. Nello specifico, ultrasessantenni che abbiano sviluppato il Coronavirus da pochi giorni.

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I centri e i locali per le somministrazioni sono stati già individuati e le dosi verranno consegnate nelle prossime ore. A Roma dall’ospedale Lazzaro Spallanzani, a Tor Vergata, al policlinico Umberto I e il Sant’Andrea. Allo stesso tempo, le scorte verranno consegnate anche nei centri delle Marche, Campania, e Lombardia.
Ma sulla prescrizione degli anticorpi“Eli Lilly”, saranno comunque i medici di base a decidere. Nella lista dei pazienti a cui potrà essere somministrata la cura, sono stati inclusi i pazienti diabetici, obesi e sottoposti a dialisi. Ancora: i malati oncologici in terapia immunosoppressiva. È previsto anche l’uso tra gli adolescenti dai 12 ai 17 che soffrono di asma o altre malattie respiratorie, malattie cardiache, anemia falciforme, problemi del neurosviluppo.

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LA CURA


A differenza dei vaccini, per i monoclonali è necessaria una sola iniezione senza richiami e si prevede che coprano anche tutte le varianti fino ad ora note del Coronavirus. 

«Siamo pronti a partire anche con i monoclonali» conferma Pier Luigi Bartoletti, il segretario romano della Fimmg (federazione medici di medicina generale). Che sottolinea: «Stavamo solo aspettando l’ok del ministero e le ultime indicazioni per procedere con questa nuova cura. Ma il protocollo, su come procedere e a chi destinare i monoclonali, ci era stato già comunicato nelle passate settimane. Per questo siamo pronti a partire».

 
Lo scorso 9 marzo l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, aveva siglato una determina ad hoc che di un «registro dedicato all’uso appropriato e al monitoraggio dei medicinali a base di anticorpi monoclonali» e l’attivazione di un sistema di farmacovigilanza specifico. 
La sperimentazione ha quindi confermato l’efficacia degli anticorpi. Se somministrata nelle fasi iniziali della malattia, per gli studi fin qui condotti è molto alta: tre malati su quattro potrebbero averne ottimo beneficio. Con l’efficacia accertata intorno al 70%.

 
LE SCORTE


Ma, così come per i vaccini, ora dipenderà molto dalle scorte che verranno consegnate nel Lazio. «Sfruttiamo ogni arma di cui disponiamo - precisa ancora Bartoletti- ma è chiaro che solo nelle prossime settimane definiremo un programma preciso e coordinato anche con gli altro ospedali regionali. Sarà decisivo, per la prescrizione, capire quante dosi verranno messe a disposizione». Non solo gli ospedali romani partecipano infatti al nuovo programma. La richiesta alla Pisana è arrivata anche dall’ospedale San Paolo di Civitavecchia, di Palestrina, l’Ospedale dei Castelli. A Viterbo, dal policlinico di Belcolle e infine da Rieti, Latina e Frosinone. 
«Cercheremo di coordinare medici e dosi» conclude il segretario Bartoletti: « saranno necessarie alcune settimane per rodare il nuovo sistema e offrire così ai pazienti un ulteriore piano medicinale contro il Covid. La speranza è che gli anti corpi siano davvero efficaci».
 

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