Mascherine, cade l’obbligo. La paura dei negozianti a Roma: «Le useremo fino a giugno»

Gli esercenti: «Omicron si diffonde veloce non possiamo permetterci altre chiusure». Nei centri commerciali resteranno le raccomandazioni per utilizzarla

Mascherine, cade l obbligo. La paura dei negozianti a Roma: «Le useremo fino a giugno»
Mascherine, cade l’obbligo. La paura dei negozianti a Roma: «Le useremo fino a giugno»
di Alessia Marani
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Domenica 1 Maggio 2022, 00:18 - Ultimo aggiornamento: 2 Maggio, 13:51

«Le mascherine? Noi le manteniamo». C’è chi lo fa per convinzione, perché comunque «è meglio utilizzare il buon senso», chi per precauzione («se si ammalano i dipendenti, chi lavorerà?») e chi per rispettare la legge («almeno fino al 4 maggio quando il Governo al tavolo coi sindacati non stipulerà un nuovo protocollo»). La materia, a dire il vero, resta confusa per la maggior parte dei negozianti capitolini: se per i normali cittadini e clienti (fatto salvo nei cinema, teatri e mezzi pubblici) da oggi cadrà l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione diventato simbolo dell’emergenza Covid, non tutti hanno ben chiaro se datori di lavoro e dipendenti dovranno continuare a utilizzarla. «Di fatto - spiega Stefano Di Niola, segretario della Cna di Roma, associazione che raccoglie circa tremila tra parrucchieri, centri estetici, bar e ristoranti - fin quando non torneremo al tavolo con il Governo mercoledì, le disposizioni della nuova normativa che alleggerisce le misure anti-Covid non potranno essere intese come recepite. Noi diamo questa lettura restrittiva dell’impianto normativo anche perché se per esempio un dipendente dovesse ammalarsi di Covid in questi giorni, il datore di lavoro che lo avesse sollevato dall’uso della mascherina, potrebbe essere chiamato in causa. Tanto vale aspettare qualche altro giorno». 

Mascherine, nuove abitudini

Tempistiche a parte, la maggior parte degli esercenti sembra intenzionata a non andare a briglia sciolta, almeno fino a quando i contagi non scenderanno. «Francamente - afferma la signora Antonella, di Sapore di pane, storico forno all’Appio Latino - non ce la sentiamo di abbandonare il percorso intrapreso così all’improvviso. Noi tutti che lavoriamo qua dentro continueremo a indossare la mascherina per noi stessi e per i clienti. E, allo stesso modo, manterremo le accortezze sulle distanze ed eviteremo le calche». Anche i clienti sono sulla stessa lunghezza d’onda, «tanto che ormai da soli - aggiunge Antonella - aspettano fuori che esca chi li precede prima di entrare. Per tutti è diventata un’abitudine».

Il centro commerciale Maximo, sulla Laurentina, oggi rimarrà aperto anche per approfittare del via vai sulla direttrice per il litorale. «In considerazione del fatto che l’ordinanza ministeriale, nei luoghi al chiuso, raccomanda l’uso della mascherina, noi abbiamo deciso di farla mantenere a tutto il personale di vigilanza, pulizia, agli appaltatori e allo stesso staff di direzione almeno fino al 15 giugno, salvo diverse indicazioni. Nel cinema e nelle zone di intrattenimento, inoltre, si farà rispettare l’obbligo mascherina e resterà fruibile il gel igienizzante nei vari ambienti», afferma il direttore Alessandro Allegri. Non intende correre pericoli nemmeno l’altro grande centro commerciale a nord della Capitale. A Porta di Roma da domani niente più richiami al corretto utilizzo delle mascherine per i clienti, ma dagli altoparlanti sarà diffusa la raccomandazione a indossarle comunque. «Siamo stati molto attenti in questi anni di pandemia - dice il direttore Filippo De Ambrogi - e intendiamo mantenere degli standard di sicurezza alti. Di fatto abbiamo già osservato che i clienti in maniera ormai naturale evitano di dare l’assalto in massa ai negozi e cercando di tenersi distanziati». 

«Meglio aspettare»

Claudio Pica presidente della Fiepet Confesercenti che riunisce 12mila tra bar e attività di ristoro, ha inviato ai propri associati una circolare in cui si raccomanda prudenza. «Sebbene aspettassimo da tanto questo momento, perché andremo a recuperare un fetta di clientela No vax - dice - siamo decisi a mantenere livelli di attenzione alti. D’altronde si tratta di tenere duro per qualche altra settimana. Aspettiamo intanto la riunione del 4, ma prima di abbandonare del tutto i dispositivi di protezione credo dovrà passare ancora qualche settimana, fino a giugno quando si andrà verso l’estate e, come ci si augura, la curva dei contagi sarà in caduta. Omicron è molto più infettivo - continua Pica - e considerato che abbiamo enormi difficoltà a trovare personale visto che 20mila lavoratori hanno cambiato nel frattempo settore e molti giovani hanno cambiato le loro abitudini di socialità per cui non accettano lavori notturni, non possiamo permetterci il lusso di squadre di lavoro decimante dal Covid. Per noi esercenti ammalarsi significa chiudere per giorni, non dimentichiamolo».

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