Lockdown, controlli in stazione e confini sorvegliati: stretta Lazio per non diventare arancione

Domenica 15 Novembre 2020 di Mauro Evangelisti e Alessia Marani
Lockdown, controlli in stazione e confini sorvegliati: stretta Lazio per non diventare arancione

Confini con Campania e Toscana sorvegliati speciali. Bisognerà impedire che chiunque non ne abbia motivo valido lasci le regioni in fascia rossa per entrare nel Lazio. Si tratta di un obiettivo importante, perché è fondamentale non retrocedere in fascia arancione. Oggi il Lazio, anche grazie a un indice di trasmissione vicino a 1, tra i più bassi in Italia, ha evitato chiusure più rigorose, restando nella classificazione gialla. Nei 21 indicatori che determinano l'inasprimento delle misure (dunque per il Lazio il salto da fascia gialla ad arancione), preoccupa la percentuale di riempimento dei reparti di area medica con pazienti Covid, superiore al 40 per cento, mentre per ora è sotto il livello di sicurezza del 30 per cento quella per le terapie intensive. Ma perché la cabina di regia, nelle nuove valutazioni che usciranno venerdì, non colpisca anche il Lazio, bisognerà mantenere altissima la guardia.
LE REGOLE
Devono contribuire i cittadini rispettando le regole, ma sarà fatto anche con alcune contromisure decise dal governatore Zingaretti l'altro giorno, che con una ordinanza ha chiuso i grandi magazzini pure al di fuori dei centri commerciali il sabato e la domenica, e sospeso i mercati nei giorni festivi. Altro fenomeno sotto sorveglianza, è la migrazione da regioni confinanti di pazienti Covid che vengono a chiedere aiuto (e ricoveri) agli ospedali laziali già sotto stress. Discorso differente, ovviamente, vale per chi non ha la residenza nel Lazio ma si trova a Roma o in una delle altre quattro province per ragioni di studio o di lavoro.

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Ma come si difendono i confini? I controlli saranno a campione, rafforzati dopo le 22, più semplici da eseguire nelle stazioni ferroviarie piuttosto che in autostrada ovviamente, dove a vigilare saranno, rispettivamente, Polfer e stradale. Le Questure di Viterbo e Latina, tra i territori di confine, hanno approntato i piani che già in settimana potrebbero essere rivisti e rafforzati nei comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. Martedì anche nella Capitale si riunirà il Cosp. Sia chiaro: non siamo nel periodo di lockdown nazionale, quando con tutte o quasi le attività e gli spostamenti bloccati, alle forze dell'ordine competeva quasi esclusivamente questo tipo di verifiche, ma gli incarichi di routine continuano, con i reparti mobili e di prevenzione crimine impegnati sul fronte delle manifestazioni e delle operazioni di giudiziaria. Né il Dpcm ha previsto unità o organici ampliati da destinare a questo servizio. Del resto, il Governo, come il Viminale, sull'attuazione delle misure anti-Covid, contano molto sul senso civico dei cittadini, chiamati a uno speciale self-control. Se a Roma l'attenzione è concentrata soprattutto sui principali snodi ferroviari con controlli, a partire da questa mattina, delle autocertificazioni di chi scende dai convogli provenienti da Toscana e Campania (anche se già alla partenza dovrebbe avvenire un primo check) e ai caselli, nelle zone di confine, si è scelto in primis di coinvolgere le polizie locali dei Comuni, i cui sindaci potrebbero decidere di chiudere strade o accessi.

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LA STRATEGIA
La strategia, come in un inedito Risiko, è quella di provvedere con chi conosce meglio abitanti e luoghi a presidiare vie secondarie e centri più piccoli, impiegando vigili e carabinieri di stazione. Così, se sugli snodi di Orte (anche con l'Umbria, regione arancione, gli spostamenti sono interdetti) e dell'Aurelia a controllare sarà la Polizia, nelle cittadine lungo la Cassia, direttrice Siena, ci penseranno Arma e caschi bianchi. A Sud, controlli rafforzati nell'area del Garigliano che segna il limbo tra le due regioni, a Minturno, Castelforte e Santi Cosma e Damiano. Controlli anche nel Frusinate. Altro discorso quello dei flussi negli ospedali. Nei giorni scorsi si è registrata una migrazione di pazienti campani all'ospedale di Latina. «Stiamo monitorando - spiega l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato - l'afflusso giornaliero nelle nostre strutture di non residenti». Informazioni che ora raccoglieranno anche i posti di polizia negli ospedali.

 


 

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