Cranio Randagio, il dolore della mamma: «Sulla morte di mio figlio finora soltanto silenzio»

Venerdì 11 Ottobre 2019 di Camilla Mozzetti

Tre anni di silenzio che non smettono di fare rumore tra i pensieri di una madre che, con la dignità dei perdenti, cerca solo la verità. Suo figlio è morto per un'overdose al termine di una festa di compleanno. Nessuno degli undici ragazzi che erano presenti in quell'appartamento alla Balduina la notte dell'11 novembre 2016 sa o vuole ricostruire cosa è successo. Nessuno da allora ha parlato. Eppure una storia per spiegare cosa sia accaduto a Vittorio Bos Andrei, alias Cranio Randagio, rapper in ascesa nel panorama musicale italiano, dovrà pure esistere. Se non altro per non recare offesa alla pur semplice logica. L'unico indagato che rischia il processo ovvero il pusher individuato come l'uomo che avrebbe ceduto il mix letale potrebbe non arrivare mai sul banco degli imputati. Un'ulteriore perizia tossicologica, chiesta dal gip, porterebbe a escludere che sia stato il crack o la cocaina la droga scatenante dell'overdose perché assunta la sera prima della festa e il nuovo accertamento potrebbe condurre al proscioglimento dell'uomo per il quale la Procura aveva chiesto il processo per la cessione delle droghe e per omicidio come conseguenza di un altro reato.

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«Speravo che si aprisse il processo, lo speravo con tutte le forze racconta la mamma di Cranio randagio, Carlotta Mattiello perché per me è l'unico modo di conoscere la verità». È un fiume in piena questa donna che riesce a camuffare magistralmente il dolore dietro un tono di voce composto. «Al di là dell'ultima perizia dice volevamo sapere cosa è successo quella mattina ma nessuno lo dice e trovo agghiacciante che non si possa andare a processo». L'ultima parola, però, non è stata ancora scritta anche se il giudice che si sarebbe dovuto pronunciare sul caso istituire il dibattimento o procedere con l'archiviazione è stato spostato ad altro incarico e la mamma del rapper dovrà ora aspettare il 22 gennaio prossimo per avere un nuovo giudice a cui rivolgersi. Con il suo legale, forse, chiederà una contro-perizia.

LE DOMANDE
Tante le domande, tuttavia, a cui non riesce a dare una risposta. «Se non fosse successo qualcosa di strano continua perché dopo tre anni i genitori, il figlio nel cui letto è morto Vittorio non sono venuti da me a dire: guarda Carlotta, non è successo niente purtroppo Vittorio è stato sfortunato, ci siamo fatti tutti e lui ci ha lasciato le penne. Perché non dire questo? Se non c'è niente di cui aver paura perché non parlare?». Su quella notte la donna crede «che non sono stati in grado di gestire la situazione, erano tutti fatti e hanno lasciato morire mio figlio senza rendersene conto». Tra i punti oscuri di questa vicenda l'assenza «di esami tossicologici svolti ai presenti» quando la polizia è entrata nell'appartamento. «In una casa dove c'è un morto per droga non fai niente? Vedi tutto pulito? È tutto normale?».

Per Andrei non è stato possibile stabilire con esattezza l'ora della morte. Il suo stomaco era vuoto. Delle quattro persone che il mattino del 12 novembre erano con lui il festeggiato, suo fratello, un altro amico e il padrone di casa , nessuno ha mai detto nulla. Cranio Randagio è morto al mattino ma «l'ambulanza è arrivata intorno alle 15. Quella sera conclude la madre è uscito almeno due volte dalla festa con altri presenti. Non si è capito dove è andato, cosa abbia preso, è molto bizzarro che gli altri siano immuni da tutto ciò come se mio figlio avesse fatto tutto da solo».

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