Coronavirus Roma, l’infermiera a rischio contagio si autosospende dal lavoro: il giudice le “restituisce” i figli

Mercoledì 29 Aprile 2020 di Alessia Marani

Ha potuto finalmente riabbracciare i suoi gemelli di 10 anni, Donatella S., l’infermiera 39enne di Anzio che l’8 aprile scorso si era vista togliere la custodia dei bambini dal Tribunale di Velletri in via cautelare e fino a cessata emergenza coronavirus, perché ritenuta una possibile fonte di contagio per via del suo lavoro. L’ex marito aveva fatto ricorso al giudice chiedendo l’affidamento dei figli temendo, appunto, rischi per la loro salute. Ieri mattina si è svolta l’udienza presidenziale alla presenza delle parti al termine della quale il giudice ha deciso per la revoca del provvedimento.

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Ma non perché non la ritenesse più motivata ma per la «intervenuta - così si legge nel dispositivo - sospensione dal lavoro della donna». Insomma, Donatella ha dovuto autosospendersi dall’incarico di infermiera strumentista del blocco operatorio di un ospedale pubblico romano (no Covid) pur di vedersi garantito il diritto di avere con se i figli senza doverli vedere o sentire, quando era possibile, con il telefono o in videochat. La questione era stata sollevata dal NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che aveva lanciato l’allarme: «Secondo questo principio qualsiasi operatore della sanità, non solo un infermiere - diceva il segretario provinciale di Roma Stefano Barone - che peraltro nemmeno è in prima linea nell’emergenza, potrebbe vedersi privato del ruolo educativo e dell’affetto dei figli. Dopo il danno, la beffa». 

Donatella aveva scritto un’accorata lettera anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sempre ieri ha ricevuto la risposta dal Quirinale. «Gentile signora, desidero innanzitutto esprimerle la più sincera, umana comprensione per la sua sofferenza di madre (...) il Capo di Stato non ha poteri di iniziativa o intervento (...) non posso che esortarla ad avere fiducia nelle decisioni della magistratura, il cui compito è operare nel rispetto delle norme di legge e nell’esclusivo interesse dei minori», il testo. Nella decisione il giudice non ha mancato una postilla: «(...) Pur stigmatizzando la maniera in cui la notizia è stata riportata alla stampa». 

Gli avvocati del padre dei bambini tengono a precisare di avere agito per il «potenziale rischio incombente sulla ex moglie di essere esposta al virus, a differenza dell’ex marito, che lavora a casa in smart working» e che, quindi, avrebbe potuto stare con loro più a lungo durante queste giornate di quarantena. Donatella per non correre il pericolo di non riavere i figli chissà fino a quando, per il momento, è ricorsa a una sospensione dal lavoro. «Ma non vorrei dovere scegliere tra il lavoro e l’essere mamma per l’unica colpa di essere una infermiera», dice.

Ultimo aggiornamento: 12:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA