Roma, bimbo positivo al centro estivo, verifiche mancate. Le mamme: «Ci siamo autoisolate»

Sabato 4 Luglio 2020 di Camilla Mozzetti e Stefania Piras

Che sia un bar, un ristorante o ancora un centro estivo, dopo il caso scoppiato al Casilino (periferia Est di Roma) dove un bambino di 5 anni ha varcato l’ingresso di una struttura ricreativa estiva aperta da privati risultando positivo al Covid-19 perché contagiato durante una cena di classe della sorella maggiore 14enne, la materia resta sempre la stessa: i controlli sul rispetto delle prescrizioni governative in merito al contenimento del contagio da coronavirus e sulle relative linee guida che la Regione Lazio ha diramato per garantire riaperture in totale sicurezza. E se è vero che non esistono controlli preventivi perché il gestore di un bar così come quello di un centro estivo (pubblico o privato che sia) si assume la responsabilità di assicurare la totale sicurezza, è altrettanto vero che delle verifiche successive sarebbero auspicabili. Proprio come avviene per i bar e i ristoranti: centinaia quelli della Capitale che dall’avvio della “Fase 3” sono stati soggetti a ripetuti controlli da parte della polizia locale. Dal comando generale gli agenti della municipale hanno un compito: le pattuglie sul territorio quando escono al mattino per i controlli sulle attività commerciali aperte si fermano, laddove possibile, a verificare anche i centri estivi ma dopo il caso che ha riguardato la struttura del Casilino il dipartimento Politiche educative e l’assessorato alla Scuola di Roma Capitale non ha richiesto formalmente alcun tipo di attenzione a questi ambienti.

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LE VERIFICHE
Si invitano solamente i Municipi ad assicurare che vengano fatte rispettare le norme. «Ma come? - domanda il presidente del VI Municipio Roberto Romanella che guida il territorio del centro estivo del Casilino - non è che io posso chiedere ai vigili un controllo mirato su queste strutture se la decisione non viene presa a livello centrale». La materia dei centri estivi è complessa: da una ci sono quelli comunali attivati dai Municipi tramite dei bandi per usare spazi pubblici tramite un finanziamento che quest’anno si è aggirato intorno ai 6 milioni di euro, dall’altra i privati che aprono proprio come bar e ristoranti. Vizi e virtù riguardano tanto queste strutture quanto i centri estivi: alcuni - come quello aperto nella Casina di Raffaello a Villa Borghese - esegue giornalmente un triage all’ingresso: misurazione della febbre e analisi di routine, chi ha qualche linea viene rimandato a casa ed eventualmente segnalato all’Asl. Ma tutti gli oltre 500 centri estivi operano con le stesse procedure? Intanto la struttura al Casilino resta chiusa, oggi arriveranno gli esiti dei tamponi sugli altri 40 piccoli iscritti al centro, mentre i genitori del piccolo di 5 anni e della sorella 14enne sono risultati negativi.

AL CASILINO
«Tanto spavento, ma ho fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi mamma», racconta la madre dei due ragazzi che ora stanno in isolamento a casa. I primi sintomi sono comparsi mercoledì sera: il bambino con la febbre a 39 e la sorella con dolori alle articolazioni. Ora la febbre non c’è più. Per il piccolo era la prima mattinata passata al centro estivo: era in lista d’attesa, un bimbo aveva dato forfait e così ha potuto iscriversi. Era entrato e non aveva febbre. «Mio figlio ha nove anni e frequenta quel centro da due settimane ma non stava nello stesso gruppo del bimbo risultato positivo, non ha avuto contatti e non siamo ancora stati contattati dalla Asl, siamo a casa e aspettiamo, siamo abbastanza tranquilli: il centro è molto sicuro, c’è il gel mani e misuravano la febbre tutti i giorni», dice una mamma che frequenta anche la scuola da ballo nella stessa palestra. «Mio figlio ha 8 anni, frequentava da metà giugno, i genitori non entravano se non per pagare o per il bar e c’erano comunque due entrate, sono tranquilla ma la Asl ci ha imposto la quarantena fino al 14 luglio, lunedì faremo il tampone», racconta un’altra mamma, Azzurra Carbotti. «Mia figlia ha 9 anni, andava al centro da tre giorni e misuravano sempre la febbre, e non era nello stesso gruppo del bimbo positivo. Siamo sereni. Non siamo stati contattati dalla Asl e ora ci siamo autoisolati», dice una terza mamma.

LA STRUTTURA
Il centro per bimbi, era il primo anno che veniva organizzato, rimane sospeso mentre la scuola di ballo, che è l’attività principale da 25 anni di quell’associazione, può già riprendere: l’avvenuta sanificazione è stata riscontrata dalla Asl giovedì. È chiaro che tutta la zona, Borgata Finocchio, si è molto allarmata. «Volevo iscrivere mia figlia proprio lì ma ora ho cambiato idea», dice un papà fuori dalla gelateria a pochi passi dalla palestra.

Ultimo aggiornamento: 00:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA