Carabiniere ucciso a Roma, cosa è il "cavallo di ritorno"

Carabiniere ucciso a Roma, cosa è il "cavallo di ritorno"
Il carabiniere ucciso a coltellate nel quartiere Prati a Roma era in servizio con un altro collega per sventare quello che in gergo si chiama « cavallo di ritorno», ovvero la richiesta di un 'riscattò da parte dei ladri per restituire al proprietari i beni sottratti. Il caso classico di cavallo di ritorno prevede che il ladro, dopo aver messo al sicuro il bene rubato contatti il proprietario recuperando le generalità dai documenti sottratti (solitamente contenuti nelle borse o nei portafogli rubati).
 


A questi propone poi lo scambio con una somma di denaro da effettuarsi in luogo e in data stabilita. A questo punto il proprietario del bene ha in genere tre opzioni: presentare denuncia alle forze dell'ordine, le quali si adopereranno per la cattura dei malviventi e il reperimento della refurtiva; accettare lo scambio e presentarsi al luogo dell'appuntamento con la somma di denaro prestabilita; lasciar perdere e vedersi sottratta la proprietà del bene mobile. Di solito la cifra chiesta dai ladri si aggira sui 100 euro. E sarebbe stata questa la cifra chiesta alla persona vittima dei ladri che hanno accoltellato a morte il carabiniere Mario Cerciello Rega.
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Venerdì 26 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento: 17:16
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