Trattati di Roma, battesimo di fuoco per Raggi: «Popoli protagonisti della Ue»

Trattati di Roma, battesimo di fuoco per Raggi: «Popoli protagonisti della Ue»
di Simone Canettieri
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Sabato 25 Marzo 2017, 09:01 - Ultimo aggiornamento: 10:25

Un omaggio a Papa Francesco, ma anche un attacco alla convenzione di Dublino sull'immigrazione. E poi un appello «al potere decisionale dei popoli che devono essere i veri protagonisti dell'Unione europea», altro che banche e cancellerie. Saranno queste le basi su cui poggerà il discorso che Virginia Raggi pronuncerà questa mattina al cospetto dei 27 capi di Stato dell'Unione Europea per il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma. La padrona di casa «porterà i saluti dei romani» intorno alle 10 dalla sala degli Orazi e Curazi in Campidoglio.

L'INVESTITURA
Tutto il M5S guarda al battesimo internazionale della grillina (ben più importante di quello di New York, saltato causa bufera di neve). Raggi è tornata ieri pomeriggio dalla vacanza (piena di polemiche) sull'Alpe di Siusi - con il figlio e l'ex marito - e si è subito «chiusa» con il proprio staff per limare il discorso. Un messaggio politico rimbalzato per tutta la giornata dalla comunicazione nazionale a quella del Comune. «Nulla si può lasciare al caso: Virginia sarà la portavoce di tutto il MoVimento». E da oggi diventerà, vista l'importanza dell'appuntamento, ancora di più un ingranaggio fondamentale della creatura di Grillo e Casaleggio. Un unicum, nel bene e nel male. «Sono tornata carica», ha assicurato «Virginia» al capogruppo Paolo Ferrara, nel primo faccia a faccia avuto appena scesa dal treno. Dietro alla vacanza di questi giorni, infatti, c'era il desiderio della sindaca di staccare dallo stress su prescrizione dei medici («Ho ascoltato i dottori», ha detto appena partita»). Prima di gettarsi a capofitto sul discorso di oggi - sfrattata dal Campidoglio chiuso dalle 15 per bonifica con cani e artificieri in giro per il palazzo - Raggi ha affrontato una serie di nodi politici che a partire da lunedì dovrà affrontare.

In primis, la delibera dello stadio che è in corso di «assemblaggio» anche se non mancano i problemi, come ammettono diversi pentastellati, nella trattativa con i privati. Poi c'è la giunta. Sempre da lunedì il Comune ha intenzione di stringere sul nuovo assessore ai Lavori pubblici. Che dovrà essere donna e laureata, come da bando fatto girare nelle chat interne. Se ci riuscirà sarà anche la settimana del ritorno a Ostia, nel decimo Municipio, granaio di voti grillini alle ultime elezioni, che il M5S vuole confermare a ottobre, quando finirà la fase del commissariamento per mafia. Ci sono però grane più stringenti: come quell'ottavo Municipio. Il 5 aprile suona il gong: se il mini-sindaco Paolo Pace non ritirerà le dimissioni, cadrà la giunta della Garbatella. E Raggi sarà reggente, formalmente, anche di quella amministrazione: pratica che poi delegherà a un assessore o a un consigliere. A dare il bentornato alla sindaca ieri c'è stato un altro caso singolare scoppiato in un municipio. Questa volta nel IV dove un atto della presidente Roberta Della Casa ha provocato polemiche e sfottò. In poche parole, nella mozione del gruppo M5S presentata per mettere in sicurezza l'asilo nido Bolle di Sapone', Della Casa ha impegnato la presidente (quindi se stessa) a occuparsi della vicenda. «Una farsa», per il Pd.

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