Covid, in due settimane 350 morti. Conte apre alle zone rosse differenziate per province: Emiliano chiede la stretta per Bat e Foggia

Venerdì 20 Novembre 2020 di Massimiliano IAIA

Sono i decessi a preoccupare particolarmente, nel giorno decisivo per la Puglia, con il governo che dovrà decidere l'eventuale spostamento della regione in zona rossa. Ieri sera, le voci da Palazzo Chigi escludevano improvvisamente questa possibilità, ma intanto proprio ieri un'importante opzione alternativa è stata ipotizzata dal premier Giuseppe Conte, che potrebbe prendere in considerazione la richiesta del governatore Michele Emiliano di prevedere la zona rossa per le sole province di Foggia e della Bat, aprendo così alla differenziazione per le singole province.


Il bollettino di ieri delinea una situazione sostanzialmente stabile, con i numeri che restano infatti piuttosto alti sotto tutti i punti di vista: nelle ultime 24 ore 1.263 nuovi positivi su 9.386 tamponi, per un rapporto del 13,45%. Dei nuovi contagiati torna a salire la curva per la provincia di Taranto, con altri 187 casi, stabile il Salento (98), cala la provincia di Brindisi (72). A questi si aggiungono i 555 della provincia di Bari, i 189 della Bat, i 154 dell'area foggiana, sei residenti fuori regione, e due casi dalla provincia di residenza non nota.


Continua a preoccupare il dato dei decessi: altri 28 nelle ultime 24 ore, numero identico a quello riportato sul bollettino di mercoledì. Il bollettino riporta sei morti per la provincia di Taranto (l'edizione del giornale di ieri dava conto di otto vittime, perciò all'appello del bollettino mancano ancora due decessi), quattro per la provincia di Brindisi e due per quella di Lecce. E poi ancora: cinque nella provincia di Bari, uno nella Bat, dieci nella provincia di Foggia. Il numero complessivo delle vittime sale così a 1.113. Nelle ultime ore sono morti altri due medici: Mauro Cotillo, 58 anni, medico odontoiatra di Foggia, e Giovanni Bissanti, 62 anni, medico di continuità assistenziale di Serracapriola. «Il tema della sicurezza degli operatori sanitari - dice il presidente dell'Ordine dei medici di Bari e della Fnomceo, Filippo Anelli - deve essere una priorità di sanità pubblica, oggetto di una grande attenzione».


E sono proprio questi dati sulla mortalità, che in Puglia si presenta particolarmente elevata rispetto alle regioni del Sud, a destare preoccupazione. Un dato su tutti: nelle ultime due settimane la Puglia ha fatto registrare 350 morti. In appena quindici giorni, insomma, si è registrato lo stesso tasso di mortalità del primo mese e mezzo della prima ondata.
Ieri altri 349 guariti, aumentano a 28.500 gli attuali positivi, con 1.524 ricoverati (più sei rispetto all'altroieri).
La Fondazione Gimbe fa notare che nella settimana dall'11 al 17 novembre, in Puglia i nuovi contagi sono aumentati del 32,7%, oltre la media nazionale che è stata del 24,4% e il rapporto positivi/tamponi è aumentato sino al 26,1% (media italiana pari al 28,4%), un test su quattro, quindi, risulta essere positivo.


Anche per questo, c'è attesa per le scelte del governo sulle nuove classificazioni delle Regioni. I 21 parametri che attribuiscono alle Regioni la collocazione nella zona gialla, arancione o rossa non cambieranno fino alla scadenza del Dpcm attualmente in vigore. Oggi si capirà se la Puglia, o parte di essa, passerà in zona rossa o resterà in zona arancione. Se la conferma arriva dal ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia («Non escludo che possano esserci altre regioni rosse»), il premier Giuseppe Conte - intervendo all'assemblea annuale dell'Anci - ha detto: «Il meccanismo che adottiamo è già tarato anche su base provinciale, è possibile differenziare le aree più in una medesima regione, così da adottare misure più rigide nelle province più a rischio» ma anche strette più leggere nelle province «meno a rischio, che non meritano penalizzazioni. È già previsto nel Dpcm, occorre una richiesta del governatore, fondata su una base scientifica, il ministro Speranza poi valuterà».

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