Xylella, pronto il nuovo piano, ma contro i vettori restano gli insetticidi

Martedì 15 Marzo 2016 di Maria Claudia MINERVA

Le nuove linee guida di contrasto alla xylella fastidiosa sono pronte, ma hanno bisogno ancora di qualche piccolo ritocco, prima di approdare in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva prevista per la prossima settimana. Stilato dall’Osservatorio fitosanitario regionale, di concerto con quello nazionale, il documento è stato ieri mattina oggetto di discussione nel corso del terzo incontro della task force regionale che lavora sulla xylella. I sessanta scienziati chiamati a raccolta dal direttore del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone hanno rinviato la loro approvazione ritenendo di dover apportare alcuni correttivi. Così Nardone ha concesso altre 48 ore di tempo, dopodiché le linee guida dovranno essere inderogabilmente pronte.
Le nuove “misure fitosanitarie per il contenimento della diffusione della xylella subspecie pauca ceppo Codiro” sono contenute in una bozza di 25 pagine e ricalcano, per sommi capi, quelle previste dall’ex commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti. Stavolta però il piano è stato costruito attraverso uno slalom che da una parte ha dovuto tenere conto della normativa nazionale e internazionale, dall’altro, invece, delle problematiche legate ai sequestri del Tar e della Procura e nelle more della pronuncia delle Corte di Giustizia Europea. Detto questo, le linee guida sono state redatte, come hanno spiegato i ricercatori dell’Osservatorio fitosanitario regionale nel momento in cui le hanno illustrate, «sulla base delle conoscenze scientifiche e dell’esperienza sinora acquisite sul batterio xylella fastidiosa». Sono stati precisati i concetti di “infezione” e “malattia”: «l’infezione - hanno sottolineato - si riferisce alla presenza di un organismo nocivo, in questo caso la xylella, all’interno di una pianta, di un’area o territorio», mentre per “malattia” si intende «l’espressione dei sintomi che l’organismo nocivo provoca. Pertanto, se si parla di “pianta infetta” ci si riferisce alla mera presenza del batterio nella pianta, la quale richiede del tempo per determinare i sintomi della malattia». Viceversa «una pianta malata è una pianta che mostra i sintomi dell’infezione proovocata dal patogeno xylella». Gli studiosi hanno anche ben definito i concetti di “prevenzione”, cioè mettere in atto le misure fitosanitarie per evitare o ritardare l’infezione del patogeno, e di “contenimento”, vale a dire mettere in atto delle misure fitosanitarie per ridurre la diffusione del batterio in un territorio, al fine di limitare i danni che esso provoca.
In questo momento gli obiettivi della Regione sono due: prevenire la presenza della xylella nei territori indenni, ridurre la presenza di xylella nelle aree infette «azione - è stato sottolineato - essenziale anche per raggiungere il primo obiettivo». Tra i punti chiave delle linee guida il controllo dei vettori, «una misura strategica, sebbene non sufficiente, per contenere la diffusione del batterio». L’unica azione possibile di contenimento del baterio consiste, secondo gli esperti «nell’intensificare e attuare pratiche agronomiche che prevedano, in sostituzione dell’estirpazione delle piante infette, una energica potatura da effettuarsi in maniera diversa (capitozzatura/sbrancatura) a seconda dell’ubicazione della pianta rispetto alle aree delimitate». Tra le misure agronomiche indicate ci sono: gestione del suolo, concimazioni e irrigazione, potatura ordinaria, potatura straordinaria o radicale delle piante infette, interventi fitosanitari ecosostenibili.
Un capitolo a parte merita il controllo dei vettori, da portare avanti in tre step: febbraio-aprile (controllo meccanico per distruggere le larve di sputacchina); maggio-agosto (controllo chimico con insetticidi sistemici); settembre-dicembre (interventi fitosanitari nei confronti dei parassiti dell’olivo con insetticidi autorizzati, frestaure, trinciature. Gli insetticidi sono stati uno dei motivi per cui gli scienziati hanno preso altro tempo prima di dare l’ok alle linee guida, anche alla luce di una pubblicazione recentissima che parla dei buoni risultati dell’utilizzo di molecole diverse da quelle in commercio finora.
La seduta della task force ha registrato anche l’intervento polemico del consigliere M5s, Cristian Casili: «Un piano quello illustrato che manifesta la sua debolezza nel perseguire la lotta al vettore unicamente con interventi chimici e drastiche potature. Una impostazione vecchia aggiornata solo in funzione delle determinazioni della Procura. Ciò che manca ancora è una vera strategia per fronteggiare il problema». Di ben latro avviso,il presidente di Copagri Lecce, Fabio Ingrosso «finalmente posso dire che si è iniziato a lavorare in una certa direzione, ci auguriamo che si arrivi a definire questo nuovo piano e che si riducano i tempi dell’emergenza».

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