Xylella, che devastazione: dal 2012 al 2017 danneggiati 6,5 milioni di alberi

Mercoledì 30 Ottobre 2019
Dal 2012 al 2017 l'infezione da Xylella fastidiosa in Puglia è progredita dall'area di Gallipoli fino a danneggiare gravemente 53.800 ettari di oliveti in Puglia e circa 6,5 milioni di piante. Sono i dati presentati da Pieter Beck del Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione europea alla seconda conferenza sulla Xylella fastidiosa dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), in corso ad Ajaccio. Si tratta di informazioni raccolte grazie a dati del satellite Sentinel 2 incrociati con quelli meteo. I dati sono parziali, ha specificato Beck: arrivano fino al 2017, sono relativi ai grandi oliveti (di superficie superiore ai 12,5 ettari che copre l'80% delle superfici totale degli oliveti) e registrano solo danni molto gravi, come il totale disseccamento, e non tutte le piante infette. Dati aggiornati al 2019 potrebbero essere disponibili entro la fine dell'anno.

Gli scenari. Non solo numeri alla conferenza di Ajaccio, tuttavia. Un metodo per la rilevazione via aerea della xylella fastidiosa prima della manifestazione dei sintomi, l'avvio delle ricerche sulle varietà di olivo resistenti al batterio e centinaia di incontri di divulgazione con agricoltori e cittadini in Puglia, Francia, Spagna e nel resto d'Europa: sono alcuni dei risultati ottenuti dai ricercatori dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) del Cnr di Bari nell'ambito del "Progetto Ponte". L'evento conclusivo del progetto, durato 4 anni e sostenuto dal Programma di ricerca dell'Ue Horizon2020, si è tenuto nei giorni scorsi ad Ajaccio, in Corsica. Il progetto, finanziato con 7 milioni di euro, ha coinvolto 120 ricercatori da 25 organizzazioni in 10 paesi europei e 3 non Ue, per indagare su tre nuovi parassiti dal grande impatto sull'agricoltura e la biodiversità del continente. Oltre alla Xylella, gli scienziati hanno intensificato le ricerche su un batterio che causa danni ai raccolti di alcuni ortaggi in Spagna, Finlandia e Francia e su un fungo (Hymenoscyphus fraxineus) che attacca il frassino europeo fino al disseccamento. Osservato dagli anni Novanta solo in Europa centrale e settentrionale, i ricercatori del progetto Ponte hanno rilevato il patogeno per la prima volta nell'area del Mediterraneo, in Serbia e Montenegro. Domani e mercoledì, sempre ad Ajaccio, si terrà la seconda conferenza sulla Xylella fastidiosa organizzata dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) con la partecipazione di scienziati, rappresentanti Ue e associazioni di categoria di agricoltori e vivaisti. © RIPRODUZIONE RISERVATA