Xylella, i reimpianti dopo la devastazione: alberi di nocciole e nuovi uliveti resistenti. In campo anche Ferrero e Monini

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Maria Claudia MINERVA

Un'Autorità di bacino, concordata tra Ministero dell'Agricoltura e Regione Puglia per mettere nero su bianco un piano organico capace di ripristinare, nel segno della biodiversità, i terreni distrutti dalla xylella. È la proposta dell'onorevole Giacinto Urso, che considera i reimpianti essenziali per ricostruire il patrimonio salentino andato perso in questi anni di epidemia delle piante. «In proposito, circola una confusione di idee e di proposte appesantite da notevoli incertezze - scrive Urso -. Urge, oltre al freno dell'infestazione, se ancora possibile, il varo di un'apposita autorità di bacino, un traguardo necessario e non agevole, che ha bisogno di preventive ricomposizioni fondiarie, mezzi finanziari notevoli, sviluppo cooperativistico, e ferma volontà da parte dei proprietari di ritornare alla cura dei campi devastati». Per questo, «sarebbe auspicabile l'affiancamento di importanti gruppi agro-alimentari che concedano intense esperienze, interventi e soccorsi». E così l'onorevole Urso «animato da residue briciole di passione civile, non spente dai miei quasi 96 anni di età sulla scorta dei loro programmi» sottolinea nella missiva con cui ha reso pubblica l'iniziativa, ha pensato bene di interpellare la nota società Ferrero e l'azienda nazionale olearia Monini, «le stesse, con solerzia, mi hanno rimesso le loro unite risposte confortanti» aggiunge, rendendo pubbliche le due missive che aprono a nuovi orizzonti di speranza. La prima, la Ferrero, rendendosi disponibile a ricevere segnalazioni di imprenditori salentini pronti ad aderire al suo programma denominato Progetto Nocciola Italia, rivolto a potenziali investitori che dispongano di terreni che desiderano destinare alla produzione di nocciola. E qui entra in gioco la biodiversità a cui si appella l'onorevole.

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La seconda azienda, invece, che è la Monini (l'extravergine degli italiani dal 1920), ipotizza l'idea di un bosco salentino nel momento in cui, scrivono nella lettera inviata all'onorevole «avremo una garanzia di tolleranza di nuove varietà». Un omaggio in nome del loro nonno materno, Tommaso Mastrolia, che era originario di Sternatia.
«Anche se il problema della fitopatia risulta all'ordine del giorno più di prima e qualche lodevole iniziativa appare ben avviata permane la sensazione che il tremendo terremoto compiuto soprattutto nel Salento dall'infestazione della xylella fastidiosa non sia ancora sufficientemente compreso - continua Urso -. Purtroppo, infatti, la scienza continua la sua impotenza di contrasto, In più vistose sono le negligenze subite dal parte del pubblico potere nazionale e unite ai notevoli errori da attribuire alla carente gestione della Regione Puglia. Il danno subito è immenso, per giunta aggravato dal totale abbandono delle terre interessate da parte dei proprietari. È venuta meno la produzione di olio pregiato, si sono chiusi e venduti numerosi frantoi, Gli addetti al settore non hanno lavoro né entrate economiche, anche i piccoli redditi familiari sono sfumati nel nulla. In più un meraviglioso patrimonio paesaggistico di elevata attrazione, anche turistica, risulta sconvolto e azzerato. Centinaia di agriturismo rischiano la chiusura. Gli aiuti pubblici continuano ad essere confusi e burocratizzati. Quello però che più mi preoccupa - insiste l'onorevole -, oltre alle economie distrutte e all'abbandono delle terre interessate, è il colossale problema dei reimpianti per rimpiazzare, a breve, le distruzioni patite».


Ecco perché «urge, oltre al freno dell'infestazione, se ancora possibile, il varo di un'apposita Autorità di bacino, organizzata di concerto con il Mipaaf e governo pugliese». Un Piano reimpianti da far partire con l'affiancamento di importanti gruppi agro-alimentari, non solo del territorio «che concedano intense esperienze, interventi e soccorsi», come appunto sono la Ferrero e la Monini, contattati qualche tempo fa dall'onorevole e subito disponibili ad aiutare la Puglia e il Salento, in particolare, divorato da una batteriosi che non perdona e che negli ultimi mesi sta galoppando veloce per conquistare il territorio a nord della Puglia.

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