Xylella: il piano va avanti. Da Bari il ministro Martina lancia la "settimana dell'aratura pugliese"

Mercoledì 8 Aprile 2015

Avanti tutta con il piano anti-xylella. Lo ha ribadito il ministro alle Politiche Agricole, Maurizio Martina, pochi minuti fa in conferenza stampa a Bari, nella sede del Corpo Forestale dello Stato. Il ministro ha lanciato un appello agli agricoltori affinché collaborino per l'attuazione del piano messo a punto dal commissario straordinario per l'emergenza, Giuseppe Silletti. Il ministro ha lanciato anche la “settimana dell'aratura pugliese” e ha anche precisato che sta lavorando per far approvare una modifica al decreto per consentire il riconoscimento dello stato di calamità.

Rassicurazioni anche sul piano degli ulivi da abbattere, la stima in eccesso è di 35mila piante da sradicare, ma il commissario Silletti ha detto che cercheranno di limitare il più possibile anche questa stima. «Pensiamo di abbattere solo diecimila alberi», ha sottolineato in conclusione.

Sono queste le intenzioni per rimediare alla doccia gelata dall’Ue che ha ritenuto «legittimo» il decreto con cui il ministro all’Agricoltura francese Stéphane Le Foll ha vietato l’import delle specie vegetali pugliesi a rischio xylella. Ora si teme che anche Paesi come Spagna, Grecia e Portogallo seguano l’esempio dei cugini d’Oltralpe, almeno fino alle decisione comunitaria attesa per la fine di aprile. Coldiretti e Cia parlano di danni ingenti per il comparto che vale 185 milioni di euro.

Il ministro Martina, per l'attivazione di uno stato di calamita' naturale in Puglia, dove gli ulivi sono colpiti dalla Xylella fastidiosa, ha anche precisato che occorre "costruire una norma che deroga e da' la possibilita' di accedere al fondo nazionale di solidarieta' per le calamita' naturali". "Dopo la approvazione del Def, quindi dopo venerdi', si discutera' con il presidente e con il governo, su quello che e' il veicolo piu' utile. Decreto o non decreto, per me il tema e' portarlo il piu' possibile dentro uno strumento che ci consenta di avere la norma".

Martina ha incontrato i giornalisti al termine di un incontro nella sede del Corpo forestale, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il governatore pugliese, Nichi Vendola, e il commissario per l'emergenza Xylella, Giovanni Silletti. Quanto allo stato di calamita', Martina ha detto che "si tratterebbe della prima volta che accade per una emergenza fitosanitaria. Quindi anche per chi la racconta semplice, vorrei dire che stiamo lavorando da settimane a un provvedimento che configura una deroga per l'accesso al fondo di solidarieta' nazionale. Non e' una normale pratica come se ci fosse il maltempo e, in seguito al problema, si fa scattare in maniera ordinaria una richiesta di calamita': occorre - ha ribadito - una norma". "Stiamo lavorando su questo strumenti - ha sottolineato - e non molliamo di un centimetro". "Tutte queste misure, pero' - ha concluso - hanno senso se scatta una operazione collettiva in cui tutti fanno la propria parte" per attuare il piano Silletti.

Quanto alla decisione della Francia di vietare le importazioni di prodotti vegetali dalla Puglia alle prese con il batterio della Xylella che ha infestato gli ulivi Martina ha spiegato: "Abbiamo sentito i francesi, abbiamo scritto formalmente. Consideriamo come sapete quella scelta totalmente inopportuna perche', come e' stato detto bene anche sul piano tecnico-scientifico, siamo di fronte a un caso che l'Europa tutta deve trattare e deve trattare in maniera coordinata. Il fatto che uno Stato avanzi unilateralmente un'iniziativa - ha concluso il ministro - non fa bene alle decisioni complessive della comunita'".

-----------------------------------------------------------------------

L'embargo strozza un settore che vale 185 milioni di euro - «Incredibile che l’Ue reagisca come Ponzio Pilato, facendo spallucce al provvedimento con cui il ministro dell’Agricoltura francese ha decretato il divieto di importazione dalla Puglia di 102 varietà di piante, quando non ha ancora disposto efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere e l’embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi salentini, come ad esempio il sud America e un doveroso periodo di quarantena delle piante provenienti da Paesi extra Ue, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto». Incredulo il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla reazione dell’Ue «che di fatto ha giustificato la decisione francese di alzare la guardia e chiudere le frontiere. Dall’Olanda possono entrare piante infette, come quelle di caffè che sono state ritrovate nei vivai lombardi - incalza Cantele -. Intanto, ha messo in quarantena da mesi vivai e olivicoltori pugliesi».

«L'origine e la traiettoria del batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi – continua il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - sono scientificamente provati: è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam. Subiamo un sistema di regole europee che facilita le importazioni di qualsiasi bene, mentre rende difficili, per assurdo, le esportazioni». Dall'ulivo alla vite, ma anche fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e numerose piante ornamentali per un totale di 102 specie vegetali, non potranno più essere esportate dalla Puglia in Francia per effetto del decreto del ministero dell'Agricoltura francese che è già stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale.

«Pesanti le ripercussioni a carico del comparto delle piante ornamentali - aggiungono da Coldiretti - che in Puglia ha raggiunto i 185 milioni di euro di valore, con un incidenza dell’11,4 per cento del valore della produzione regionale su quella nazionale. Dal punto di vista percentuale, considerato il quadro nazionale, i maggiori incrementi sul numero di aziende in termini assoluti si sono avuti in Puglia con un aumento di 632 unità. Nel sub-comparto del vivaismo la Puglia è emergente, tanto da contribuire in misura rilevante, negli ultimi dieci anni, alla crescita nel Mezzogiorno, dove le aziende salgono a 1.651 unità (+643) per una superficie di 1.552 ettari (+783). In Puglia gli investimenti di aree (1.619 ettari) risultano superiori rispetto alla Sicilia anche se sono relativi ad un numero di aziende inferiore (1.416 unità). Domani chiederemo al ministro Martina quali iniziative intenda assumere rispetto al provvedimento francese, ingiustificato». Sullo stop francese, anche Cia Puglia: «Questo embargo - sottolinea il presidente Raffaele Carrabba - è un fatto grave e ingiustificabile. Invitiamo il ministro a intervenire rapidamente per scongiurare una situazione che avrebbe effetti devastanti sull'economia dell'agricoltura pugliese che muove, da sola, 4 miliardi d'euro l'anno».

-----------------------------------------------------------------------

Dalle piante agli ortaggi: ecco i divieti - Ecco la lista dei vegetali specificata nel decreto del ministro francese all’Agricoltura: ulivo, vite, rosmarino costiero, nappola minore, pervinca, mirtillo gigante, olmo americano, quercia velenosa occidentale, ginestra odorosa, saggina, jojoba, setaria magna (genere di graminacea), sambuco comune, salix lasiolepis (specie di salice), salice rosso, rubus trivialis (tipo di rovo), rosmarino, alaterno, quercus rubra (tipo di quercia rossa), leccio, rovere nero, quercia palustre, quercus lobata (tipo di quercia bianca), quercus coccínea (tipo di quercia degli Usa), quercus alba (tipo di quercia bianca), quercus phellos (tipo di quercia rossa), quercus macrocarpa (tipo di quercia originaria del Nord America), quercus imbricaria (tipo di quercia rossa), ciliegio, pera-mela, porcellana comune, polygala myrtifolia (tipo di arbusto a foglie di mirto), palma selvatica o palma del Senegal, phoenix roebelenii (tipo di palma), pinus taeda (specie di pino), platano occidentale o platano americano, avocado, paspalum dilatatum (tipo di tappeto erboso), tabacco glauco, oleandro, neptunia lutea, nandina o bambù sacro, mirto, gelso, modiola caroliniana (tipo di malva), medicago sativa (erba medica), malva parviflora (tipo di malva), magnolia grandiflora (magnolia sempreverde), storace americano, caprifoglio, tulipifero, lippia, ligustrum lucidum, lavanda dentata, mirto crespo, lattuga selvatica, juniperus ashei (tipo di ginepro), noce, jacaranda, campanelle, ilex vomitória (arbusto sempreverde, stessa famiglia dell’agrifoglio), hibiscus schizopetalus (una specie di ibisco), emerocallidi, girasole comune, ginko, fraxinus pennsylvanica (tipo di frassino), fico, faggio giapponese, eucalipto rosso, erodium moschatum (fiore, famiglia del geranio), giavone, cyperus eragrostis (specie del papiro), cicuta, coelorachis cylindrica (tipo di manto erboso), pianta del caffè, citrus (mandarino, cedro, limone, pompelmo, arancia dolce, chinotto, ecc.), chitalpa, albero delle frange, quinoa, chamaecrista fasciculata (famiglia del pisello), catharanthus, cercis, callicarpa, catharanthus roseus, brassica (genere di cui fanno parte rape e cavoli), brachiaria plantaginea (tipo di prato), baccharis halimifolia, albero della seta o acacia, mimosa, ampelopsis arborea (tipo di vitigno), ambrosia, ippocastano californiano, acero.

Ultimo aggiornamento: 19:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA