Piano anti-xylella: dopodomani la ministra Bellanova incontra istituzioni e associazioni

Lunedì 6 Gennaio 2020 di Maria Claudia MINERVA
Mancano dieci giorni alla Conferenza Stato-Regioni nel corso della quale dovrebbe arrivare il via libera definitivo al riparto delle risorse - 300 milioni di euro in due trance (150 quest’anno, l’altra metà nel 2021) - destinate dal governo alla rigenerazione del paesaggio distrutto dalla xylella fastidiosa. Nel frattempo, la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, annuncia per dopodomani 8 gennaio un incontro al ministero (Mipaaf) con associazioni, istituzioni, stakeholder e portatori di interesse «perché il Piano sulla rigenerazione sia il 16 gennaio al tavolo della Conferenza Stato-Regioni».

Il Piano - che servirà a salvare gli ulivi e a rimborsare chi ha subito danni - è stato presentato ufficialmente l’antivigilia di Natale proprio dalla ministra e contiene 25 articoli per la rigenerazione olivicola della Puglia colpita dalla batteriosi, con appunto 300 milioni a disposizione, da utilizzare nel biennio 2020-2021, per contrastare la diffusione del batterio, il ripristino della produzione e il rilancio dell’economia rurale. Un piano che ha scatenato non poche contestazioni - da parte di alcune associazioni e imprenditori agricoli - per la ripartizione delle risorse, in particolare i 40 milioni assegnati a Gal e laboratori. Una diatriba che ha coinvolto anche la politica con uno scontro che si è consumato - oltre che sui social tra Bellanova e l’ex ministra per il Sud, la pentastellata Barbara Lezzi, sul presunto «dirottamento di fondi» - anche alla Camera dei deputati con Lega e Fratelli d’Italia che hanno chiesto al ministro per l’Agricoltura di spiegare in Aula. 

Oggi, a qualche giorno di distanza dalla polemica la ministra Bellanova ribadisce: «La continuità istituzionale non è un capriccio, è un valore. Invito tutti a leggere prima di obiettare. L’obiettivo del Piano è esplicito: rigenerazione dell’olivicoltura e del paesaggio. La metà delle risorse sono rivolte direttamente per indennizzi agli agricoltori e ai frantoi, quelli che in questi anni hanno perso tanto. Se non investiamo su di loro, non possiamo pensare a nessun rilancio. Ci sono 40 milioni per i reimpianti di ulivi, 25 milioni per le altre colture e nessuna parcellizzazione, piuttosto una vision forte e chiare direttrici di marcia: risposte all’emergenza, sostegno ad investimenti e ricerca. Il cambio di passo c’è tutto, nel merito e nel metodo». 
Quindi aggiunge: «Se qualcuno si aspetta una ministra che ratifica la sommatoria delle proposte, sbaglia. Abbiamo indicato una strategia di riposizionamento del territorio e del settore: discutiamo di questo. Il dialogo con organizzazioni agricole è agricoltori è decisivo: il piano è loro, saranno loro a doverlo far vivere per riprogettare il territorio. Mentre rilevo che il limite è quello di sempre: ognuno pensa solo a sé, come se questi anni di lotta contro il batterio non avessero veramente insegnato nulla. Quanto ai Gal forse non riesco a spiegarmi. Quella misura era già prevista, è stata sollecitata dal territorio, è a regia regionale, sarà la Regione a indicare i Gal attuatori. Teresa Bellanova coinvolge, decide, ma non dà soldi proprio a nessuno» conclude, scrivendo la parola fine alla questione e rinviando il dibattito sul Piano al tavolo in programma per dopodomani al ministero in vista della Conferenza Stato-Regioni del 16. 

Intanto, serve ricordare che sono cinque le aree di azione prioritarie: il contrasto alla diffusione del batterio; il ripristino della potenzialità produttiva; il rilancio dell’economia rurale nelle aree danneggiate; azioni orizzontali; il monitoraggio e la rete laboratori. Il Piano stanzia 10 milioni per frenare il contagio, 210 milioni per il ripristino della potenzialità produttiva, 40 milioni per il rilancio dell’economia rurale delle aree danneggiate, 25 per le azioni orizzontali (comunicazione e ricerca). Infine 15 milioni monitoraggio e laboratori. © RIPRODUZIONE RISERVATA