Xylella, la promessa di Emiliano: da noi 150 milioni per i reimpianti

Xylella, la promessa di Emiliano: da noi 150 milioni per i reimpianti
Fuori il presidio con i trattori, le motopale cariche di tronchi infettati dal batterio, i cartelli di protesta, le bandiere, i palloncini bianco-verdi di Agrinsieme. Dentro una delegazione di sindaci e alcuni rappresentanti delle organizzazioni agricole ancora divise su un tema drammaticamente comune: la xylella fastidiosa. Tutti in attesa del governatore della Puglia, Michele Emiliano, invitato ad un tavolo tecnico - sollecitato dal presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, dopo l'assemblea dell'11 marzo a Palazzo dei Celestini - sui problemi provocati dal pericoloso batterio nell'area più colpita di tutta la Regione.
«La situazione nel Salento è molto difficile da diversi anni, dal 2013 quando più di 10mila ettari furono trovati infetti dalla xylella, c'è una condizione generale dell'olivicoltura del Salento che ha bisogno di sostegno. È per questo che abbiamo chiamato alla mobilitazione tutta la Puglia, in solidarietà all'olivicoltura del Salento»: sono state le prime parole di Emiliano, che prima di guadagnare la porta d'ingresso della sede leccese della Regione, in viale Aldo Moro, si è fermato a salutare e a stringere la mano agli olivicoltori ormai senza più ulivi e lavoro. «L'Ue e il Governo si devono rendere conto che servono soldi importanti, veri, per mettere rimedio a un danno che non è nella responsabilità della Puglia. In questi anni - ha ribadito il presidente - noi abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare, lo diciamo con molta cautela, perché questo non è il momento di fare le campagne elettorali sulla xylella e non è neanche il momento di prendere le distanze dalle proprie responsabilità, non è nel mio stile. Io sono qua, mi avete visto passare in mezzo agli agricoltori, quelli che hanno capito la situazione e che sanno il lavoro che abbiamo fatto. Resta che questo intervento da parte dell'Ue e dal Governo, ci deve essere. Nel frattempo dovremo fare con i nostri soldi, con i soldi della Regione Puglia, cercheremo di trovare il denaro necessario almeno a far partire i reimpianti e renderli più semplici e meno complicati (dovrebbero essere 110 milioni per ricostituire il paesaggio e 40 milioni per lo svellimento e il reimpianto). Avverto il bisogno di ciascuna delle persone che era qui fuori di cominciare a lavorare, di cominciare nuovamente a sperare».
A chi ha criticato il decreto Emiliano ha annunciato emendamenti importanti, sui quali l'apparato regionale sta già lavorando. «Bisogna modificare una norma del decreto che è ancora un po' farraginosa, ma non è solo questo», quindi ha rilanciato il piano proposto qualche giorno fa: «Qui servono 500 milioni di euro in tre anni da investire per ricostruire il paesaggio del Salento e questa è una operazione nella quale la Puglia da sola, non ce la fa. Dobbiamo avere la solidarietà di tutti i pugliesi, di tutti gli italiani, di tutti gli europei rispetto, ripeto, a danni che non sono nella responsabilità degli olivicoltori. Abbiamo fatto tutto il possibile per limitare il danno, ma è un danno veramente grande e va condiviso con l'intera comunità».
Infine, l'appello a ritrovare l'armonia, con chiaro riferimento alla spaccatura tra le associazioni agricole che ha portato a Lecce a due cortei e a due sit-in diversi. «Questa riunione dal nostro punto di vista è estremamente importante perché stiamo provando a mettere insieme una proposta per ora pugliese, perché non abbiamo grosse risposte nazionali, quando qualche giorno fa ho detto che qui occorrerebbe un piano da 500 milioni di euro in tre anni, non ha risposto nessuno e persino noi pugliesi impegnati in una contesa - ha incalzato il governatore -. C'è un sentimento comune che dobbiamo far prevalere al di là dei difetti di ciascuno, questo intendimento comune viene realizzato attraverso il lavoro, scrivendo proposte e organizzando quello che avete fatto civilmente: manifestazioni, iniziative, pressioni. Anche le istituzioni, e di questo voglio ringraziare il presidente Minerva, stanno dando anche un segnale di come si esercita la pressione senza scadere, come è accaduto in altre regioni nel penale. Stasera dobbiamo giocare prima un po' in difesa, capire come parare il danno che è stato enorme, e come poi andare all'attacco. Queste cose si possono fare se tra di noi c'è discordia? Fermo restando che il momento del confronto arriva sempre e quindi non occorre anticiparlo, c'è un momento, come questo, dove dobbiamo contare gli uni sugli altri, che è una cosa importantissima. Oggi parte questa mobilitazione di tutta la Puglia, perché tutta la Puglia è stata richiamata alla solidarietà col Salento, da qui ripartiremo».
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Martedì 19 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 18:16