In più occasioni avrebbe definito i prodotti "NuovoOlivo" messi a punto per curare gli olivi affetti da Xylella fastidiosa «una truffa». Per questa ragione il consigliere regionale pugliese del Pd, Fabiano Amati ora dovrà difendersi dall'accusa di diffamazione per la quale risulta indagato, sulla base dell'avviso di conclusione delle indagini notificato nelle scorse ore dalla Procura di Brindisi.
I fatti
A presentare querela nei confronti del consigliere regionale del Pd è stato l'impreditore Luigi Botrugno, ideatore della linea di prodotti "NuovoOlivo nati con l’intento di curare gli olivi affetti da xylella fastidiosa", si legge nell'avviso di conclusione delle indagini che porta la firma del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro.
La cura di Botrugno su 13 ulivi del Comune di Lecce
Sono 13 gli ulivi situati nelle rotatorie agli ingressi di Lecce e colpiti da xylella che sono stati trattati con il cosiddetto protocollo NuovOlivo di Luigi Botrugno: si tratta di un infusi a base di oli vegetali e altre sostanze, tra cui idrossido di sodio, la cui vendita è stata regolarmente autorizzata.
Amati: «Il mondo gira al rovescio. Se ci sarà processo chiamerò tutti gli scienziati»
«Sono indagato per diffamazione. Il mondo gira al rovescio: questa è la storia di un soggetto che prova a truffare tante persone affermando surrettiziamente di poter curare la Xylella - compreso un ente pubblico come il Comune di Lecce - che si sente diffamato da chi svela quella truffa. Spero che l’ufficio del pubblico ministero con la richiesta d’archiviazione o il giudicante con sentenza, possano statuire al più presto quanto i creduloni abbiano contribuito a distruggere e diffamare la Puglia» ha fatto sapere Amati. «Se ci sarà il processo, chiamerò tutti i maggiori scienziati nazionali e internazionali a testimoniare la verità di quanto ho affermato. È intollerabile vedere ancora in azione negazionismi di ogni genere, magari celati con giochi di parole, mentre scorre sotto la nostra vista un paesaggio diventato purtroppo lunare a causa di tanta cecità nei confronti della prova scientifica».
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