Xylella, Centinaio salva il decreto Corsa contro il tempo per il piano

Xylella, Centinaio salva il decreto Corsa contro il tempo per il piano
di Maria Claudia MINERVA
Xylella, c'è il decreto. Il ministro Gian Marco Centinaio ha mantenuto la promessa, nonostante i timori che alla vigilia del Consiglio dei ministri aveva manifestato il governatore della Puglia, Michele Emiliano, pronto alla ribellione nel caso in cui non fosse stato varato. «Oggi possiamo finalmente cominciare a lavorare concretamente per risolvere l'emergenza xylella e gelate in Puglia, la crisi del settore ovino-caprino, e quello agrumicolo - ha dichiarato soddisfatto il numero uno del Dicastero all'Agricoltura, subito dopo l'ok in Cdm -. Il ddl crisi sulle emergenze in agricoltura, come avevo promesso, è stato trasformato in decreto legge e approvato in Cdm. È stato confermato quello che ho sempre ribadito, - ha proseguito il ministro - ossia che stavamo di fronte a una vera e propria emergenza, e per me quindi lo strumento per uscire dalla crisi non poteva che essere un decreto. Sono molto soddisfatto del lavoro portato avanti e dell'attenzione dei colleghi di Governo, che ringrazio, e che non hanno esitato a darmi ascolto per il bene dell'agroalimentare italiano. Parliamo di fatti, misure concrete, che riporteranno i settori olivicolo-oleario, agrumicolo, lattiero caseario e ovi-caprino al più presto fuori dalla crisi e finalmente competitivi». «Con le norme approvate oggi interveniamo con strumenti urgenti e decisivi. Fatti e non parole. Da domani mi auguro che finiscano le polemiche» ha, quindi, aggiunto Centinaio, con un chiaro riferimento alla «disobbedienza civile» annunciata dal governatore della Puglia, che ieri mattina era tornato a minacciare scioperi, invitando i pugliesi a fare fronte comune, sebbene già in mattinata Centinaio avesse gettato acqua sul fuoco: «Quello che vorrei fare è cercare di far star tranquilli tutti quelli che hanno minacciato di venire sotto al Mipaaft e il presidente Emiliano che minaccia rivoluzioni tipo quella francese. Calma - aveva insistito il ministro - abbiamo detto che ci avremmo messo il tempo necessario. Per me non ci saranno problemi affinché sarà trasformato in decreto. I colleghi mi hanno detto la stessa cosa. Per cui non vedo problemi». Detto, fatto.
Ieri, a tarda ora il Ddl è diventato decreto, con buona pace di chi già si era scagliato contro il governo. A cominciare dal presidente Emiliano che fin dall'altra ieri sera, quando era stata diffusa la nota che in Consiglio dei ministri invece del decreto tanto atteso sarebbe arrivato un disegno di legge, era andato su tutte le furie, minacciando, come si è detto, la rivolta. Proposito confermato ieri mattina, quando aveva ribadito: «È inaccettabile la trasformazione del decreto legge anti-xylella e antigelate in disegno di legge. Questa decisione del Governo merita una ribellione civile di tutta la Puglia. Chiediamo allo stesso ministro Centinaio di non accettare questo oltraggio alla sofferenza della Puglia olivicola e di unirsi alla nostra protesta anche presentando le proprie dimissioni dal Governo».
Contro il governo si erano schierati anche molti politici. A cominciare dalla senatrice del Pd, Teresa Bellanova, che aveva accusato il ministro: «Centinaio è solo un bluff: chiacchiere e nessuna serietà. Senza un decreto l'olivicoltura salentina e pugliese condannate a morte». Parole dure anche quelle del deputato pugliese di Fratelli d'Italia Marcello Gemmato: «Le mancate promesse del ministro mortificano gli agricoltori pugliesi. Centinaio elabori nell'immediato la soluzione definitiva e dimostri che le sue non sono stati soltanto inutili proclami». Il Movimento Cinque Stelle invece aveva accusato Emiliano: «Piuttosto che cercare di scaricare sul Governo le colpe del fallimento della Regione, il tragicomico duo Emiliano-Di Gioia dovrebbe chiedere scusa agli agricoltori per quello che ha fatto in questi anni contro la xylella: il nulla cosmico» avevano, infatti, dichiarato i consiglieri pentastellati pugliesi. Sulla stessa linea il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo: «Non ci facciamo arruolare nell'esercito di Emiliano. Lui e l'assessore Di Gioia hanno lasciato passare invano anni senza alzare un dito. E in corner, oggi, vorrebbero cancellare le loro responsabilità». Accuse contro il governatore erano arrivate pure dalla deputata pugliese della Lega, Anna Rita Tateo: «L'atteggiamento da agitatore di popolo di Emiliano non solo è allucinante, ma soprattutto è ridicolo. Invece di pensare a progettare gli scioperi delle categorie che lui stesso non ha tutelato, collabori col ministro con disponibilità e attenzione nell'interesse dei pugliesi e del settore agricolo».
Poi, ieri sera, poco dopo le 22.30, è arrivato il decreto e ha messo a tacere tutti. Ora la norma c'è e la Puglia, con i nuovi fondi - si spera possano arrivare 500 milioni - potrà finalmente sperare in quel dopo-xylella atteso da più di un lustro. «Da domani - ha concluso il ministro Centinaio - mi auguro finiscano le polemiche e si ricominci a lavorare, ne va del futuro».
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Venerdì 8 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:42