La vittoria di Giorgia Meloni e il dibattito al femminile: «Infranto il tetto di cristallo»

La vittoria di Giorgia Meloni
La vittoria di Giorgia Meloni
di Giuseppe MARTELLA
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Giovedì 29 Settembre 2022, 07:37 - Ultimo aggiornamento: 20:28

Sguardi da sinistra sull'exploit di Giorgia Meloni. A pochi giorni dalla tornata elettorale che ha instradato la leader di Fratelli d'Italia verso la guida del prossimo governo, si inseguono le riflessioni su quello che sarà - al di là della prudenza o dei condizionali d'obbligo - un risultato storico nella storia repubblicana italiana, ossia la prima presidente del consiglio donna. Riflessioni di donne che hanno fatto politica e che osservano lontano dalle istituzioni e dai ruoli di partito un momento epocale. Considerazioni profonde quelle di Maria Rosaria Manieri, figura storica del Partito socialista pugliese e senatrice per cinque legislature, e di Silvia Godelli, una vita nella Sinistra e assessore regionale al Turismo e al Mediterraneo nelle due giunte guidate da Vendola.

La vittoria vista dalla Sinistra

«L'escalation della Meloni sino alla soglia di Palazzo Chigi è il vero e più importante successo della Destra sottolinea Manieri verso cui l'Italia non ha svoltato. I voti di conservatori e progressisti si equivalgono e sull'esito della tornata elettorale pesano una legge elettorale che premia le coalizioni e l'astensionismo. Detto questo, la vittoria personale della donna Giorgia Meloni è innegabile». Manieri insiste e rimarca come «la Destra abbia scippato alla parte avversa, quella della Sinistra progressista, un principio storico e di bandiera, quello della parità di genere. La leader di Fdi ha così infranto il tetto di cristallo della politica».


Una difficoltà oggettiva nei partiti del centrosinistra trainati dal Partito democratico in un momento nel quale le questioni della parità di genere e dei diritti della donna andrebbero rilette. «La Sinistra dovrebbe riaprirsi all'esterno, ascoltare la società, le necessità soprattutto delle donne e riattivare al suo interno discussioni sul merito delle questioni. Confronti franchi e costruttivi ammonisce Maria Rosaria Manieri nei quali le donne abbiano la stessa dignità degli uomini che, una volta per tutte, non può essere riconosciuta dalle quote. I cerchi magici tipici della Sinistra di oggi e l'autoreferenzialità soffocano la donna e le impediscono di affermarsi». Da più parti, il timore è che la Meloni al governo possa andare a rivedere e ritoccare diritti acquisiti in tema di parità di genere o a difesa della donna. «Non credo che la Meloni sia così sprovveduta da crearsi problemi da sola. Del resto, più volte ne abbiamo avuto la dimostrazione prosegue Manieri che la società civile è più avanti della politica. La rivoluzione culturale è andata molto avanti, è molto difficile si torni indietro. D'altro canto, però, non ha più senso difendere in modo settario la legge sull'aborto, senza chiedersi quali siano le concrete e reali applicazioni della stessa e se queste tengano conto della dignità e della sicurezza della donna».

Le preoccupazioni di Godelli

La vittoria a mani basse della Meloni non fa dormire sonni tranquilli a Silvia Godelli: «Sono donna, madre e nonna di una donna e ho più di un timore. La leader di Fratelli d'Italia ha condizionamenti ideologici e culturali ben radicati in un determinato humus politico, bisogna stare in allerta su quelle che saranno le azioni concrete del prossimo governo». Nessuna rivoluzione particolare a spingere l'affermazione di Giorgia Meloni per Godelli, se non quella di essere il capo di un partito politico. «La presenza delle donne in politica è spesso frutto dei momenti storici. Pensiamo a Nilde Iotti, una figura titanica della politica e delle istituzioni repubblicane, al di là del suo essere donna. La questione non ha certo a che fare con la questione della parità di genere, le donne hanno sempre avuto più difficoltà a dedicarsi e conseguentemente aggiunge l'ex assessore regionale affermarsi in politica».


E per rafforzare la sua tesi aggiunge: «Ho lavorato e ho fatto politica, ma per molti anni non ho dormito più di tre ore per notte. Il peso sulla schiena delle donne è sempre eccessivo, soprattutto nei periodi sociali ed economici complicati come quello che stiamo vivendo». Ed ecco un terreno che la Sinistra secondo il parere di Silvia Godelli dovrebbe tornare a battere: «È improcrastinabile un'analisi della condizione femminile, sostanzialmente peggiorata negli ultimi decenni. Le difficoltà si abbattono prima e più duramente sulle donne chiosa la Godelli e solo migliorando fattivamente lo stato attuale si potrà ridare loro dignità e la possibilità di impegnarsi in politica».
 

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