Violenza sulle donne e femminicidi: la lista nera anche in Puglia

Violenza sulle donne e femminicidi: la lista nera anche in Puglia
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Lunedì 20 Giugno 2022, 07:32 - Ultimo aggiornamento: 12:25

La violenza nei confronti delle donne continua a far registrare numeri spaventosi, e la Puglia non fa eccezione. A confermarlo, d'altra parte, era stato il monitoraggio effettuato dall'Ufficio Statistico della Regione Puglia con i Centri antiviolenza. Anche per il 2021, la violenza in Puglia continua ad avere la sua matrice trasversale a età, titoli di studio, condizione lavorativa.

I numeri drammatici

L'incidenza più alta, tuttavia, si registra in età compresa fra i 30 e i 49 anni (56,7%). Le donne pugliesi più esposte alla violenza sono quelle con una relazione: le donne coniugate rappresentano il 37,8% del totale e le conviventi l'8,7%. Sommate alle donne separate, 20,2%, e divorziate, 4,7%, raggiungono il 58% dei casi. Le donne nubili rappresentano invece il 28,6%. Nel 2021, il 40,9% delle donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza è in possesso del diploma di scuola media superiore e il 37,1% di quello di scuola media inferiore. Si è registrato inoltre un aumento di donne laureate, il 14% contro il 12,6% dell'anno 2020. I dati confermano che la violenza sia prevalentemente agita in famiglia. Nell'81,9% dei casi, infatti, gli autori della violenza sono prevalentemente il partner (includendo coniugi e conviventi) e l'ex partner. Il partner attuale è l'autore di violenza nel 49,7% dei casi (coniuge, partner convivente e non convivente), mentre gli ex continuano ad agire violenza, nonostante la chiusura del rapporto, nel 32,2% dei casi (ex coniuge, ex partner non convivente, ex partner convivente). I familiari risultano autori della violenza per il 10% dei casi; i datori di lavoro/colleghi/conoscenti per il 5,2%; gli sconosciuti per l'1,3%. Le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza spesso riferiscono di aver subito violenze multiple. I dati del 2021 hanno confermato il trend dell'anno precedente, quando per la prima volta la violenza psicologica era risultata la forma prevalente di violenza denunciata dalle donne.

Anche violenza psicologica

Nel 2021, la violenza psicologica è al primo posto con il 45% dei casi, seguita al secondo posto da quella fisica (40,1%) e al terzo posto dallo stalking (6,9%). La violenza psicologica si posiziona al primo posto anche quale seconda violenza subita, con addirittura il 51,1% dei casi. Il balzo registrato nel 2020 in questa forma di violenza e il trend di crescita del 2021 sono sicuramente legati al periodo pandemico che, limitando la libertà individuale, ha certamente esacerbato e fatto emergere situazioni di violenza agite in ambito familiare. Altro dato da evidenziare è la violenza economica denunciata dal 46,8% dei casi quale terza forma di violenza subita. E i femminicidi? Quello di Donatella Miccoli è il 31esimo caso in Italia nel 2022. Solo nell'ultima settimana sono state uccise quattro donne.

«C'è un pacchetto di norme concordato nel dicembre scorso dalle ministre che offre strumenti più incisivi per arginare la violenza, incoraggiare le donne a denunciare e al tempo stesso dare alla magistratura e alle forze dell'ordine la possibilità di fermare gli aggressori prima che feriscano e uccidano», aveva detto nei giorni scorsi scrive la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna. «Sono passati poco più di sei mesi dalla messa a punto di quel disegno di legge. In questi sei mesi, secondo il report del Servizio analisi criminale della Polizia aggiornato al 12 giugno, quasi 50 donne e ragazze sono state assassinate in ambito familiare/affettivo, cioè da ex-partner o ex-mariti. Non so se e quanti di quegli omicidi avrebbero potuto essere evitati - prosegue la ministra - so che è urgente, indifferibile, accelerare l'iter dell'approvazione di quelle misure, attualmente ferme alla fase delle audizioni in Commissione Giustizia del Senato. Sotto il profilo politico, il pacchetto anti-violenza è sostenuto da autorevoli esponenti di tutti i partiti della maggioranza e dunque, non dovrebbero esserci problemi per una rapida discussione e approvazione».

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