Viaggio in auto nella Puglia degli infiniti cantieri: a piedi si fa prima

Viaggio in auto nella Puglia degli infiniti cantieri: a piedi si fa prima
di Paola ANCORA
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Domenica 5 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 6 Giugno, 17:58

A ogni passo un cantiere. Piede vigile sul pedale del freno, occhi fissi alla strada, a seguire il torpedone di auto, certo, ma prima ancora quello dei segnali che si susseguono annunciando lavori di ogni tipo: il rifacimento dell’asfalto, il disegno della segnaletica orizzontale, la sostituzione del guardrail. E vivaddio, direbbe qualcuno, che ci si preoccupi di avere strade migliori, più sicure, alla vigilia di una stagione estiva che troppo spesso, da anni, riempie le pagine di cronaca di incidenti di ogni tipo. Ma davvero è impossibile programmare certi lavori perché non siano d’intralcio alla forsennata e ingolfante viabilità estiva? Perché il problema si ripete ogni anno, ogni volta che giugno fa capolino dal calendario, al punto da essersi ridotto quasi una barzelletta da bar: la Puglia del sole, del mare (quando ci si arriva, visto il traffico) e dei cantieri. Un po’ come quella, altrettanto comica se non fosse tragica, di veder rifatto l’asfalto in città - una qualsiasi in questa parte di mondo - giusto il tempo per dire “Finalmente” e assistere impotenti a un nuovo “taglio” e rappezzo per lavori, oggi necessari a installare la fibra ultraveloce, domani alla manutenzione delle reti Enel o dell’Acquedotto. Da queste parti va così, da sempre, con buona pace di chi ci vive e di chi ci viene, per una manciata di giorni, a trascorrerci le vacanze. 

Il viaggio


Mettersi nei panni di un turista o di un lavoratore pendolare costretto a usare l’auto per raggiungere l’ufficio - treni e bus pubblici meritano un capitolo a parte di questa Commedia tutt’altro che divina - significa, per esempio, imboccare la statale 16 e restarci per un numero imprecisato di ore muovendosi a passo di lumaca. La lingua d’asfalto che dal Nord della Puglia conduce fino a Lecce diverrà, negli anni a venire, una strada con “caratteristiche autostradali”: la Regione intende usare 250 milioni di euro per migliorare la percorribilità della “colonna vertebrale” che innerva la Puglia collegando le province, i gioielli della provincia barese, più a Sud la Valle d’Itria, occhieggia a Taranto poco distante e, restringendosi, si tuffa nel Salento. 
Oggi la statale 16 è tuttavia molto più simile a un girone dell’inferno dantesco. Come già si poteva intuire a cavallo del 25 aprile – prima prova generale per l’estate in arrivo – il 2 giugno, che ha aperto un lungo ponte fino a oggi, c’è stato chi ha impiegato oltre tre ore per percorrere 30 chilometri. Una sola corsia attiva per oltre tre chilometri di carreggiata per consentire agli operai di sostituire – nell’ambito di un progetto Anas che vale 250 milioni di euro - le barriere protettive centrali e laterali, per rifare segnaletica, illuminazione e asfalto. I disagi e le proteste hanno spinto l’assessore ai Trasporti regionali, Anita Maurodinoia a strigliare Anas, chiedendo l’immediata conclusione dei lavori o una opportuna sospensione, mentre fra i parlamentari pugliesi c’è chi ha invitato il ministro Enrico Giovannini, a giorni in Puglia, a raggiungerci in auto per testare con mano la situazione. 

L'incidente


A peggiorare le cose, ieri, anche un incidente - fortunatamente non grave - che ha rallentato ulteriormente la circolazione nell’area intorno a Bari, dove il flusso di mezzi a motore è già elevatissimo nei giorni feriali. Un furgone è rimasto in panne all’altezza dello svincolo Carrassi-Carbonara, zona Bari Sud. Sul posto gli agenti della Polizia Locale e il personale dell’Anas sono stati a lungo impegnati per ripristinare la viabilità. E fra incidenti e cantieri, usare l’auto per muoversi in Puglia si rivela una scelta sbagliata, sbagliatissima, ma è l’unica a oggi abbordabile per i più. 
La sostituzione del guardrail è in corso lungo la strada che congiunge Lecce a Maglie e, da qui, porta fino a Leuca, altra meta amatissima dai turisti italiani e stranieri. E gli automobilisti se ne facciano pure una ragione: uno stop ci sarà non prima del 20 giugno, poi si rifiaterà - nella speranza che i cantieri non vengano lasciati “sospesi” come avvenne, per diverse estati, lungo la Lecce-San Cataldo - e i lavori ripartiranno a settembre. 
Stesso problema lungo la statale 101 che collega Lecce a Gallipoli, regina indiscussa del turismo giovanile. Lasciatasi la città barocca alle spalle, dopo appena pochi chilometri, si incrocia il primo cantiere, ormai quasi concluso: anche in questo caso si sta provvedendo a sostituire un guardrail vetusto e poco sicuro, com’è giusto che sia. Ma anche stavolta i tempi di cantierizzazione coincidono perfettamente con il periodo di maggior afflusso di auto lungo l’arteria, più volte teatro di incidenti, anche mortali. E va bene la suddivisione del cantiere in piccoli lotti, per non ostacolare il traffico e garantire maggiore sicurezza - come stabilito in una riunione prefettizia lo scorso autunno, insieme alle forze dell’ordine - ma perché non anticipare di qualche mese? Non è dato sapere, salvo poi sfogliare stupiti le riviste internazionali per scoprire che altrove, in altri Paesi del mondo come il Giappone o la vicinissima Spagna, si lavora di notte e di mattina molto presto proprio perché si ritiene inimmaginabile ostacolare la vivibilità degli spazi pubblici durante il giorno. Altri pianeti, più che altri Paesi. 
Spostandosi da Lecce poco più a Nord, verso Brindisi, la musica non cambia: cantieri avviati e in fase di apertura interessano infatti anche la statale 613, con rallentamenti lungo tutto l’arteria, in particolare durante le ore di punta dei giorni feriali e nei week end, quando ci si sposta dalle città alle località di villeggiatura lungo la costa. Il mare, bellissimo da Vieste al Salento, e l’agognato e meritato riposo, cari vacanzieri, vanno sudati. Un metro dopo l’altro. E giù le mani dal clacson.

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