Viaggi, basterà il Green pass: via l'obbligo di tampone. Coldiretti Puglia: «Il settore turistico torna a respirare»

Venerdì 28 Gennaio 2022

Si apre una nuova stagione per il turismo. Per i cittadini europei, in possesso di green pass, che entrano in Italia non sarà più necessario il tampone. Con i numeri della curva dei contagi vicini al punto di discesa e la distensione delle norme anti covid che si profila all’orizzonte, arriva una boccata di ottimismo per l’intero comparto pugliese e nazionale. Che potrebbe rappresentare la svolta definitiva per la ripartenza senza ulteriori stop. 
Dopo mesi di restrizioni e chiusure e di alti e bassi legati al variare delle norme per limitare la diffusione del contagio, e dopo le ennesime disdette a valanga per le festività natalizie e di capodanno causate dallo stop alle feste e ai veglioni e dall’obbligo di super green pass per accedere ai ristoranti e locali, era arrivata anche un’ennesima tegola: un raffreddamento del senso di sicurezza e la conseguente frenata delle prenotazioni per la primavera. «L’annuncio del superamento dell’obbligo di effettuare il tampone per i viaggiatori, in possesso di green pass, che giungono dall’Unione europea potrebbe finalmente sbloccare la situazione». 

 

L'associazione


Ad affermarlo è Coldiretti Puglia secondo cui «a pesare sui flussi turistici sono stati soprattutto i turisti stranieri bloccati alle frontiere dall’avanzare dei contagi e dalla misure di restrizione adottate». Anche il ministro per il turismo Massimo Garavaglia ha espresso parere positivo per le ricadute che questo provvedimento avrà sul settore. «È importante - ha dichiarato il Ministro - la previsione contenuta nell’ordinanza di Speranza grazie alla quale per i turisti provenienti da paesi UE sarà sufficiente il green pass. Una misura che riallinea il sistema-Italia a quello degli altri Paesi. Con questa ordinanza – ha dichiarato inoltre- vengono prorogati i corridoi turistici già in essere e se ne individuano di nuovi, come richiesto in una nostra lettera del 14 gennaio indirizzata proprio a Speranza. Si possono così ricreare parzialmente le condizioni di mercato indispensabili per attutire la crisi del settore».

 

Le regole


I viaggiatori provenienti dai Paesi dell’Unione Europea rappresentano infatti circa i due terzi del totale dei viaggiatori stranieri, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Bankitalia prima della pandemia. «L’ordinanza del ministro Roberto Speranza rappresenta dunque una boccata di ossigeno per il turismo che in Puglia ha registrato un calo del 72% degli arrivi dei viaggiatori stranieri rispetto a prima della pandemia – affermano da Coldiretti - con un tasso d’internazionalizzazione al 28% rispetto al totale degli arrivi nel 2019 che aveva raggiunto addirittura il 13% nei primi 7 mesi del 2021 sulla base dei dati dell’Osservatorio regionale del turismo di PugliaPromozione». 


Il turismo internazionale rappresenta per la regione una fetta importante non solo in termini di presenze e pernottamenti ma anche per la capacità di spesa e per la ricchezza che porta all’intero indotto. «I vacanzieri dall’estero in Puglia sono strategici per l’ospitalità turistica soprattutto nelle mete più gettonate anche perché – continua la Coldiretti regionale – i visitatori dall’estero hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Un problema che riguarda anche gli agriturismi dove gli stranieri rappresentavano oltre il 40% delle presenze totali prima della pandemia». 
Numeri significativi quelli presentati dal sindacato degli agricoltori e del comparto agrituristico. Il turismo impatta per 6,5 miliardi sui consumi finali, pari al 12,3% sui consumi totali. 


«È oggi più che mai necessario sostenere il settore turistico da primato per la qualità dell’offerta – commenta Filippo De Miccolis Angelini, presidente di Terranostra Puglia – con misure nazionali e regionali che aiutino l’importante segmento dell’accoglienza in Puglia. L’arrivo in questi giorni dei contributi previsti dal decreto del ministero del turismo del 24 agosto 2021, a favore delle imprese turistico-ricettive, fortemente sostenuti da Coldiretti e Terranostra, per effetto della nuova crisi non è sufficiente a garantire la sostenibilità economica ed occupazionale delle strutture. L’agriturismo ha aumentato la disponibilità di accoglienza turistica, offrendo una lettura positiva del territorio pugliese e, pertanto, lo sviluppo dell’agriturismo – insiste De Miccolis - significa maggiore capacità di attrazione da parte della Puglia a beneficio dell’intera economia regionale. L’ospitalità nelle strutture agrituristiche assume una rilevanza fondamentale per la salvaguardia del patrimonio rurale che, oggi, è il fiore all’occhiello del turismo regionale». 

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