Variante delta, tre mosse per fermare l'avanzata del virus mutato: tracciamento e sequenziamento, il piano della Puglia

Variante delta, tre mosse per fermare l'avanzata del virus mutato: tracciamento e sequenziamento, il piano della Puglia
di Vincenzo DAMIANI
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Martedì 22 Giugno 2021, 05:35 - Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 07:48

Per individuare rapidamente eventuali focolai di variante indiana in Puglia, d’ora in poi, verranno esaminati tutti i tamponi delle persone risultate positive che hanno viaggiato negli ultimi 15 giorni; che erano già state vaccinate o che sono state ricoverate dopo il peggioramento della malattia. Non solo: il sequenziamento dei ceppi virali verrà effettuato anche in caso di un rapido sviluppo di un focolaio. Sono queste le indicazioni che l’assessore alla Sanità, Pier Luigi Lopalco, ha dato alle Asl e ai dipartimenti di Prevenzione per provare a circoscrivere la diffusione della temuta variante Delta. Saranno due i laboratori che svolgeranno le indagini: quello del Policlinico di Bari, diretto dalla professoressa Maria Chironna, e l’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata. A loro le Asl dovranno inviare i tamponi per le ulteriori verifiche nei casi indicati dall’assessore.

Il dispositivo di prevenzione


La Regione ha deciso di rafforzare il dispositivo di prevenzione per bloccare sul nascere la diffusione del Covid mutato: ora che i contagi sono pochi è più facile poter eseguire il contact tracing e il successivo approfondimento in laboratorio. «Abbiamo avviato un’attività straordinaria di sequenziamento – spiega Lopalco – per limitare la diffusione della variante. Abbiamo due laboratori che lavorano a questo e siamo fra le regioni italiane che hanno già depositato più sequenze».

Oggi, intanto, inizierà anche la nuova indagine rapida sulla diffusione in Italia delle principali varianti del coronavirus, ieri è stata diramata dal ministero della Salute la circolare “Stima della prevalenza delle varianti Voc (Variant Of Concern, varianti che destano preoccupazione-ndr) in Italia: lineage B.1.1.7, P.1, B.1.617 (1,2 o 3) e B.1.351, e altre varianti del virus Sars-CoV-2”, firmata dal direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza. Anche la Puglia parteciperà alla ricerca. «L’indagine – si legge nel testo - sarà coordinata dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con le Regioni e Province autonome, e in particolare con i laboratori da queste ultime identificati. Questa valutazione - si precisa - prenderà in considerazione i campioni notificati il 22 giugno, corrispondenti a prime infezioni, da analizzare tramite sequenziamento genomico». Una cinquantina in tutto i tamponi che verranno esaminati in Puglia, si tratta infatti di una indagine a campione per calcolare la prevalenza dei vari ceppi. «Tenendo conto del fatto che sul territorio circolano varianti con diverse prevalenze - prosegue la nota - si calcola che, con l’ampiezza campionaria scelta» e indicata in una tabella per ognuna delle aree, «sia possibile stimare prevalenze intorno a 1%, 10% o 50% con precisione rispettivamente intorno a 0,9%, 2,7% e 4,5% nelle 4 macroaree considerate». Inoltre, «seguendo il protocollo Ecdc sul sequenziamento del Sars-CoV-2, con l’ampiezza campionaria scelta è possibile osservare in ogni macro-regione varianti che circolano intorno all’1% con un livello di confidenza del 95%».
Una tabella dettaglia anche la numerosità dei campioni richiesti a ogni Regione. «Il campione - si raccomanda - dovrà essere scelto in modo casuale fra i campioni positivi, garantendo la rappresentatività geografica e se possibile la rappresentatività per fasce di età». Le Regioni dovranno inviare i dati entro le 12 del primo luglio prossimo.

La situazione


In Puglia sono almeno 51 i casi accertati di variante indiana, in attesa dei risultati di altri campioni in fase di analisi, e una settantina le persone in quarantena. Venerdì c’è stata una riunione urgente tra le Asl e la task force regionale contro il Covid per fare il punto sulla diffusione: la variante Delta, come ribattezzata dall’Oms, è ormai presente in quasi tutto il territorio regionale anche se i soggetti contagiati, al momento, sono relativamente pochi. Il laboratorio Covid del Policlinico di Bari e l’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata hanno accertato altri 26 casi che si sommano ai 25 già individuati nei giorni scorsi, quindi in tutto 51 persone contagiate e che risiedono in diverse province: Brindisi, la più colpita, Lecce, Taranto, Foggia e Bari. Da ieri sono in vigore anche negli aeroporti italiani le nuove regole per l’ingresso in Italia dai Paesi dell’Unione Europea e da Stati Uniti, Canada e Giappone con i requisiti del Certificato Verde. Divieto di ingresso, invece, da India, Bangladesh e Sri Lanka e quarantena di 5 giorni con obbligo di tampone per chi proviene dalla Gran Bretagna.

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