Vaccini Covid, a gennaio in Puglia le prime 450mila somministrazioni: medici, infermieri, ospiti delle Rsa e anziani over 80 - Il piano

Giovedì 3 Dicembre 2020 di Vincenzo DAMIANI

Operatori sanitari e sociosanitari, ospiti e personale Rsa, anziani in età avanzata over 80: sono queste le categorie che per prime, presumibilmente a fine gennaio, potranno vaccinarsi contro il Covid, lo ha annunciato ieri il ministro Roberto Speranza al parlamento.
In Puglia, quindi, su 4,1 milioni di abitanti, coloro che potranno sottoporsi alla profilassi in prima battuta sono circa 450mila persone, il 10%: 35mila operatori sanitari, 10mila ospiti delle Rsa, 4mila collaboratori delle strutture private e circa 400mila anziani. Se il governo Conte dovesse decidere di allargare la fascia d'età, facendola partire dagli over 65, i pugliesi in più sarebbero 465mila circa. Ma, al momento, questa ipotesi sembra venire scartata perché le dosi che avrà a disposizione l'Italia a metà gennaio dovrebbero essere 3,4 milioni. Dove si faranno le vaccinazioni anti-Covid? L'indicazione che arriva dal commissario Domenico Arcuri è di utilizzare gli ospedali o unità mobili da installare nei pressi delle strutture sanitarie: in tutta Italia, saranno impiegate circa 20mila persone, con la pubblicazione di un invito per partecipare alla campagna di vaccinazione e contratti ad hoc. Saranno coinvolti anche gli specializzandi di Medicina. Solamente in una seconda fase, con l'ampliarsi della campagna, saranno coinvolti anche gli ambulatori vaccinali, medici di famiglia, medici militari.


Ieri Speranza ha illustrato il piano, uno sforzo, ha detto, «senza precedenti» dal punto di vista organizzativo, logistico e sanitario. Il piano, ha spiegato il ministro, parte da un «messaggio di fondo» che «è di ragionata fiducia: da gennaio avremo i primi vaccini, e progressivamente saremo in grado di vaccinare un numero sempre più alto di italiani». Speranza ha comunque invitato alla prudenza poiché al momento - ha ricordato - nessun vaccino ha ricevuto l'approvazione né dell'Agenzia europea per i farmaci, né della Food and drug administration statunitense. Nel caso in cui le autorizzazioni arrivassero - e le prime scadenze sono a fine dicembre per il vaccino Pfizer, e a inizio gennaio per quello preparato da Moderna - il governo ha intenzione di far partire immediatamente il piano vaccinale. Speranza ha detto, anzitutto, che la campagna di vaccinazione sarà imponente e che «dobbiamo evitare di arrivarci con presidi sanitari in difficoltà e personale impegnato in prima linea nella lotta contro il Covid«. Se a gennaio ci trovassimo di fronte a una terza ondata, la campagna di vaccinazione partirebbe con gravi difficoltà, avendo ospedali e medici impegnati contro il Covid.


L'acquisto del vaccino sarà «centralizzato e sarà somministrato gratis a tutti gli italiani», poiché «è un bene comune», ha evidenziato il ministro. L'Italia ha opzionato 202 milioni di dosi: anche se dovessero occorrere due dosi per ciascuna vaccinazione, come pare probabile, e pur senza conoscere al momento la durata dell'immunità garantita, saranno vaccinati tutti gli italiani. O almeno tutti coloro che decideranno di vaccinarsi, visto che al momento non è previsto un obbligo. La campagna di vaccinazione, nelle previsioni del governo, dovrebbe concludersi nel quarto trimestre del 2021. «Abbiamo sottoscritto in quota parte per il 13,46% tutti i contratti che la Ue ha formalizzato - ha garantito Speranza - perché non vogliamo correre il minimo rischio di non poter disporre di un vaccino efficace».


Queste le quote elencate dal ministro, opzionate dall'Italia per casa farmaceutica e tipologia di vaccino a partire dal primo trimestre 2021 e con completamento nel quarto trimestre: AstraZeneca, 40,38 milioni di dosi; Johnson & Johnson, 26,92 milioni di dosi; Sanofi, 40,38 milioni di dosi; Pfizer-Biontec: 26,92 milioni di dosi; CureVac 30,285 milioni di dosi; Moderna 10,768 milioni di dosi. Il ministro ha sottolineato che la campagna dovrà essere gestita «in modo sicuro e trasparente». Si sta predisponendo un sistema informativo per ottimizzare tutti i processi organizzativi e gestionale e dovranno essere predisposte procedure uguali per tutte le aree del Paese. Infine, l'obiettivo fondamentale è predisporre «una sorveglianza monitorando gli eventi avversi ai vaccini, individuando eventuali problematiche». L'Aifa, in aggiunta alle attività di farmaco vigilanza, promuoverà alcuni studi indipendenti su vaccini Covid. Per i vaccini che necessitano di catena del freddo standard ci sarà un sito nazionale di stoccaggio e siti territoriali; per i vaccini con catena del freddo estrema questi saranno consegnati dalle aziende stesse in 300 punti vaccinali.

Ultimo aggiornamento: 13:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA