Vaccini, che pasticcio: farmacie nel caos e limiti alla distribuzione, ecco cosa sta succedendo

Venerdì 23 Ottobre 2020 di Vincenzo DAMIANI

La distribuzione dei vaccini antinfluenzali ai medici di famiglia si è sbloccata, ma nelle farmacie le dosi restano un miraggio e non c’è una data certa sui rifornimenti. Quindi, chi non rientra nelle fasce a rischio, la cosiddetta “popolazione attiva”, ma vuole ugualmente vaccinarsi non potrà farlo a stretto giro e dovrà pazientare per un tempo che ancora non è stato definito. E il motivo appare burocratico e riguarda non solo la Puglia, ma un po’ tutta l’Italia, salvo rarissime eccezioni.


Cosa sta succedendo? Di sicuro un pasticcio. Le Regioni, in tempi non sospetti, hanno acquistato milioni di dosi, in previsione di una concomitante seconda ondata di contagi Covid. La Puglia ha comprato 2,1 milioni di vaccini, le aziende farmaceutiche, quindi, hanno esaurito le scorte e le farmacie sono rimaste a secco. Di conseguenza, nella Conferenza Stato-Regioni è stato individuata la soluzione: saranno le Regioni a cedere alle farmacie una quota dei loro vaccini, per la Puglia si parla di circa 150mila dosi. Ma è sorto un problema al momento della distribuzione: alle Regioni sono state consegnate forniture multidose, per essere più chiari confezioni contenenti più dosi di vaccino. Alle farmacie, però, la normativa nazionale impedisce la vendita di multidose, ogni vaccino deve essere monodose perché deve essere rintracciabile in qualsiasi momento. Ecco il motivo del blocco. «L’Italia morirà di burocrazia», dice quasi sconsolato il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari, Luigi D’Ambrosio Lettieri. «Siamo – prosegue - in una situazione di piena emergenza non nazionale, ma mondiale. Servirebbe maggiore flessibilità per una questione di tutela della salute pubblica, la situazione tra qualche settimana potrebbe essere esplosiva se dovessimo concentrare l’epidemia di coronavirus con quella influenzale che, ricordo, ogni anno coinvolge sino a 6 milioni di italiani. Stiamo rischiando di far collassare i nostri ospedali». Quale la soluzione? «Servirebbe un intervento normativo o uno autorizzativo dell’Agenzia del farmaco».


Né una cosa né l’altra arrivano, Regioni e Stato proseguono nel confronto ma, ad oggi, non è arrivata la soluzione. «È in fase di valutazione», conferma D’Ambrosio Lettieri. Sui tempi, però, resta l’incertezza: «La situazione – spiega il presidente dell’Ordine dei farmacisti - si potrebbe sbloccare oggi così come chissà quando, non abbiamo avuto indicazioni. Non sappiamo quando avremo disponibilità di vaccini e li potremo distribuire alla popolazione attiva, cioè quella non a rischio».
Si è, invece, sbloccata la consegna delle dosi ai medici di medicina generale in tutta la Puglia, anche se avviene ancora a singhiozzo. Ieri è partita la distribuzione anche in provincia di Bari, l’Asl ha incaricato una piattaforma logistica dotata di celle frigorifere e di veicoli per la consegna diretta negli studi dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. È iniziata anche la vaccinazione degli operatori sanitari e degli incaricati di pubblico servizio. Le prime dosi sono state distribuite ieri ai medici di Medicina generale che operano al quartiere San Paolo di Bari, riforniti del 40% dei quantitativi richiesti. Già a partire da questa mattina, ed entro 4- 5 giorni, sarà consegnato il resto delle 450mila dosi di vaccino previste. Per i medici che ne faranno richiesta, c’è inoltre la possibilità di rivolgersi direttamente al distributore, previo accordo con il Dipartimento di prevenzione. Anche la Asl Lecce lunedì scorso ha iniziato la distribuzione tramite i distretti di oltre 280mila dosi; a Brindisi sono state distribuite 50mila dosi; 130mila sono le dosi già distribuite in provincia di Foggia. Nella Bat sono state consegnate 30mila dosi. Distribuzione della seconda tranche in corso anche a Taranto, la prima azienda sanitaria a muoversi in Puglia. «Non c’è nessun ritardo nell’avvio della campagna di vaccinazioni antifluenzale - spiega l’assessore alle Politiche della Salute, Pierluigi Lopalco - fine ottobre è il momento giusto per l’avvio della campagna. Rispetto agli scorsi anni abbiamo deciso di anticipare perché ci aspettiamo un maggiore afflusso di utenti da vaccinare e nelle Asl le procedure di distribuzione sono state già avviate. Già dall’inizio di ottobre abbiamo iniziato a vaccinare gli operatori sanitari e di pubblica utilità. Abbiamo acquistato vaccini per chiunque ne abbia bisogno: non c’è bisogno di fare corse o di avere fretta».

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