Vaccini agli over80, l'ira dei medici contro i “limiti” imposti dalla Regione

Vaccini agli over80, l'ira dei medici contro i “limiti” imposti dalla Regione
di Paola COLACI
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Lunedì 15 Febbraio 2021, 08:03 - Ultimo aggiornamento: 12:57

Vaccini anti-Covid agli over 80, dopo lo stop parziale di ieri da questa mattina la macchina delle prenotazioni si rimette in moto. All'appello mancano ancora due terzi dei pugliesi che la Regione ha inserito nella lista di priorità in Fase 2. E le prime somministrazioni delle dosi sono previste a partire dal prossimo lunedì 22 febbraio. I canali per la prenotazione restano gli stessi: il sito web PugliaSalute, i Cup delle province di riferimento e le farmacie. Comprese quelle della provincia di Lecce che già da questa mattina, superati i problemi tecnici relativi al sistema informatico che in fase iniziale prevedeva la doppia prenotazione in contemporanea di prima e seconda dose, dovrebbero garantire un servizio più puntale agli over 80 salentini.
Salvo ulteriori intoppi, dunque, a cinque giorni dall'avvio della campagna pugliese per le prenotazioni la macchina organizzativa dovrebbe finalmente andare a regime.

Resta ancora da sciogliere, però, il nodo legato alla prenotazione dei vaccini per gli anziani che necessitano di assistenza e cure domiciliari. «Per quanto riguarda i cittadini non deambulanti, per il momento le farmacie non dovranno effettuare prenotazioni in quanto la Asl attiverà i medici di medicina generale o direttamente i Distretti» si legge in una nota trasmessa nelle scorse alle farmacie della provincia di Lecce a margine dell'incontro tra il direttore generale della Asl Rodolfo Rollo e i rappresentanti territoriali di farmacisti e medici di base. Stessi medici di famiglia che ora, per voce della Fimmg Puglia, denunciano limiti evidenti nell'organizzazione della campagna vaccinale pugliese. Il sindacato continua a lamentare l'esclusione dalla campagna vaccinale dei medici di famiglia per volontà della Regione. E nella giornata di ieri il segretario della Fimmg Bari e vicesegretario nazionale Nicola Calabrese ha puntato il dito contro il governo di Michele Emiliano: «Non siamo stati consultati in merito alla progettazione di una macchina organizzativa per la campagna vaccinale che sta mostrando tutti i propri limiti. Abbiamo ultraottantenni su sedia a rotelle in coda fuori dalle farmacie, che devono spostarsi di dieci, venti, trenta chilometri per la somministrazione del vaccino, che chiedono di essere vaccinati a casa e non ricevono risposte, con una priorità in base all'ordine di arrivo e non in base alle reali condizioni del paziente».


Il segretario della Fimmg ha poi ricordato come i medici di famiglia: «Con grande non si sono mai tirati indietro quando sono stati chiamati a supporto del sistema sanitario pugliese anche per attività che non rientravano tra i loro compiti, perché responsabilmente si sentono parte del sistema pubblico, come dimostra l'accordo regionale in cui la medicina generale è andata in soccorso del sistema di contact tracing in affanno». Eppure al momento, in Puglia sarebbero circa 4mila i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta tagliati fuori dalla campagna di vaccinazione per decisione della Regione. Una rete di operatori sanitari che, secondo la stessa Fimmg e l'Ordine dei medici, potrebbe essere utilizzata invece per le somministrazioni dei sieri AstraZeneca e Moderna che, a differenza di Pzifer, non richiedono super celle frigo a -70 gradi per la conservazione delle dosi. Già domani a Bari, comunque, è previsto un incontro tra i presidenti degli ordini provinciali pugliesi, le organizzazioni di categoria e l'assessore alla Sanità Pier Luigi Palco proprio fare il punto sulla questione. I medici sono «pronti al confronto, come sempre. Ma a processi avviati e oltre 70mila appuntamenti fissati, un'organizzazione carente che metta in crisi il rapporto di fiducia con i pazienti non facilita il nostro coinvolgimento» ha fatto sapere Calabrese.

Alla base del mancato coinvolgimento nella prima fase della campagna vaccinale, tuttavia, ci sarebbe una richiesta economica avanzata proprio dalla Fimmg per le somministrazioni. Somme che dovrebbero oscillare tra 10-15 euro per le prestazioni ambulatori e 20-25 euro per le somministrazioni a domicilio. Istanza che la Regione avrebbe già bollato come irricevibile. Si vedrà.
Intanto sono 67.798 i pugliesi che hanno ricevuto anche la seconda dose del vaccino anti Covid della Pfizer e che, quindi, hanno completato la copertura. Complessivamente, invece, le dosi inoculate in Puglia sono 161.914, così suddivise: 90.702 prime dosi Pfizer, 67.798 seconde dosi Pfizer e 3.414 dosi del siero Moderna. Nella serata di sabato, infine, erano 72.377 i pugliesi over 80 già in lista per le somministrazioni.

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