Vaccinazioni, 5mila bambini a rischio esclusione da scuola

Vaccinazioni, 5mila bambini a rischio esclusione da scuola
La nuova legge sull’obbligo vaccinale ha funzionato in Puglia, dove circa il 95% dei bambini tra i 0 e i 6 anni si è sottoposto all’esavalente e il 92% ha eseguito la profilassi anti morbillo. Però, ci sono ancora circa 5mila bimbi non vaccinati e da lunedì – termine ultimo fissato dalla norma approvata dal governo Gentiloni – rischiano l’esclusione da scuola. È quanto emerge dai dati diffusi dal dipartimento Salute della Regione Puglia aggiornati al 28 febbraio scorso: dei 200mila piccoli circa il 95% ha fatto il vaccino esavalente e, quindi, è in regola.
Da diversi anni non si raggiungeva una percentuale di copertura così elevata, nell’ultimo decennio la Puglia non è andata oltre l’85%. Un buon balzo in avanti, quindi, ma dalla prossima settimana chi non sarà in grado di – documentazione alla mano – di dimostrare di essere in regola secondo la normativa nazionale potrebbe non essere più ammesso a scuola. Dei 5mila bambini a rischio, però, potrebbe esserci chi è esonerato per motivi di salute dal sottoporsi alla vaccinazione, ma l’impossibilità dovrà essere certificata. «Il provveditore e il dirigente scolastico – spiega Giancarlo Ruscitti, direttore del dipartimento Salute - dovranno decidere, caso per caso, perché di questi 5mila bambini c’è una quota che non può fare la vaccinazione: possono essere immunodepressi o fare terapie di un certo tipo in cui la vaccinazione è sconsigliata, quindi va fatta una analisi. Poi ci sono quelli prenotati, la legge dice che è sufficiente aver prenotato entro il 10 marzo, cioè entro domani. Ma quale quota di prenotati ci sia da qui a dopo il 10 marzo ad oggi non riusciamo a dirlo In ogni caso - conclude - il tasso vaccinale è molto alto e proteggerà anche chi non lo è».
 
Chi – come il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il M5S - sosteneva che l’estensione dell’obbligo ad altri 4 vaccini avrebbe avuto effetto contrario sulla popolazione deve ricredersi. Dai dati emerge che l’obiettivo che il governo nazionale si era posto, cioè quello di riportare a livello di guardia la percentuale di copertura vaccinale, è stato raggiunto: mediamente, nella nostra regione, è stato “recuperato” quasi il 5% dei bambini. Cosa significa? Si tratta di piccoli tra 2 e i 6 anni che sino a giugno del 2017 non erano stati vaccinati e che, dopo l’introduzione della legge, sono stati sottoposti alla profilassi. Diversa la situazione tra i bambini e ragazzini tra i 7 e i 16 anni, anche per loro c’è l’obbligo di vaccinazione ma non è prevista l’esclusione da scuola. In caso di inadempienza è prevista solo una sanzione pecuniaria, ma la multa non ha spaventato le mamme e i papà. Non è un caso, infatti, che tra i bambini dai 2 ai 6 anni - quelli per cui la nuova legge prevede l’espulsione dagli asili e scuole materne - la copertura vaccinale è tocca il 95%. Dando uno sguardo alla situazione nella fascia di età tra i 7 e i 16 anni, risulta – invece - essere molto alta la percentuale di coloro che non sono stati sottoposti alla profilassi, in alcuni casi si supera la soglia del 20%. Tra i bambini e ragazzi più grandi, in sostanza, la vaccinazione resta pressoché un optional. Ecco qualche esempio. Per quanto riguarda il vaccino esavalente (anti tetano, difterite, pertosse, poliomielite, emofilo b, epatite b) il divario è netto: mentre tra i bambini di 6 anni solamente il 4,7% risulta essere “inadempiente” alla data del 31 ottobre del 2017, tra i piccoli di 7 anni coloro che non sono stati vaccinati rappresentano il 15,6% del totale. Quindi, basta “spostarsi” di un anno per vedere crescere di oltre 10 punti la percentuale di “inadempienti”. Addirittura, il 20,8% dei pugliesi di 16 anni non si è vaccinato: uno su 5 è a rischio pertosse, poliomielite o tetano. Una fetta molto grande della popolazione più giovane che preoccupa i medici. Identica situazione per il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia: se tra i bambini di 6 anni quelli non vaccinati rappresentato l’8,6% del totale, tra i piccoli di 7 anni si sale addirittura sino al 18,2%. Quasi dieci punti in più nonostante uno scarto solo di un anno. In media, contro rosolia, morbillo e parotite il 15% della popolazione tra i 7 e i 16 anni non è protetto.
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Sabato 10 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:16