Pagelle Anvur sulla ricerca, i rettori: «Ora diminuire il gap con il Nord»

Pagelle Anvur sulla ricerca, i rettori: «Ora diminuire il gap con il Nord»
di Giuseppe ANDRIANI
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Venerdì 15 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 16 Aprile, 08:29

Pagelle alla ricerca da Anvur, nella valutazione del ciclo 2014-2019: tante le graduatorie prese in esame, con i vari parametri, ma per la Puglia la situazione resta tra luci e ombre. Se - in quella complessiva, tra qualità e quantità - Bari è undicesima, Unisalento, Foggia e il Politecnico si trovano dal 35esimo in poi, in un contesto ben diverso. Eppure il Politecnico di Bari ha risultati eccezionali sui giovani ricercatori. Numeri, da leggere. Il rettore di Uniba, Stefano Bronzini, parte proprio dai criteri presi in esame, per la prima volta non soltanto bibliometrici ma legati anche a una serie di valutazioni “sul campo”: «I criteri di valutazione fotografano bene una linea di tendenza ed è quella che noi dobbiamo vedere. Non mi interessa essere decimo o quindicesimo, mi interessa sapere se la via intrapresa è virtuosa. Sono soddisfatto soprattutto per quel che riguarda i 12 casi studio per la terza missione. Siamo tra i primi atenei, in questo, e penso che sia un dato molto rilevante, perché ha ricadute sul sistema del territorio». 
La terza missione è quella per cui vengono valutati i rapporti con il territorio, con gli enti e con le aziende (e Bari è nona, ndr): «È questa la ricerca già nel presente, non soltanto nel futuro. Il rapporto con le aziende e il loro riconoscimento è importante. Ci siamo evoluti nel rapporto con le istituzioni e con le aziende. Non a caso la Puglia è diventato un polo attrattivo da questo punto di vista».

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Una ricetta per colmare il gap tra Nord e Sud? Bronzini ci va cauto, ma ricorda che i dati sono legati al periodo 2014-2019: «Il divario è fondamentalmente legato al periodo pre-covid, nel quale i dati di investimento sulla ricerca erano diversi rispetto ad ora. E c’era anche una diversità di assorbimento nel mondo del lavoro. Sarà bello vedere i prossimi dati, anche se non sarò più rettore, per capire l’accelerata che abbiamo dato ora che effetti avrà. Come invertire il trend? Utilizzando i finanziamenti in modo virtuoso, anche favorendo i processi di internazionalizzazione. Non basta far rientrare i cervelli dall’estero, bisogna anche cercarne di nuovi che parlino altre lingue». 

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Il Politecnico di Bari: «Bravi nel reclutamento»

Soddisfazione per i risultati anche dal Politecnico, che è decimo su 94 nel parametro che prende in considerazione il lavoro dei neo assunti. «Questo dato è per noi particolarmente soddisfacente – commenta il rettore, Francesco Cupertino – perché evidenzia quanto peso abbia avuto la qualità dei giovani ricercatori nel risultato complessivo. Indirettamente, rappresenta anche un riconoscimento alla qualità del nostro reclutamento. Merito e qualità – sottolinea Cupertino – vanno sempre di pari passo e tracciano la strada da seguire per le grandi sfide tecnologiche dei prossimi anni». Il Politecnico, per altro, ha avviato una campagna, così come accaduto anche altrove, proprio per raggiungere i risultati nella terza missione. Nella terza missione, ad esempio, ha già ottenuto incoraggianti sviluppi l’ateneo foggiano. «I risultati conseguiti dall’Università di Foggia - commenta la valutazione di Anvur, il rettore Pierpaolo Limone - sono in linea con quelli conseguiti nei precedenti esercizi e l’ateneo è perfettamente in linea con il trend nazionale. Addirittura spicchiamo per l’attenzione rivolta alle politiche di reclutamento ma soprattutto ci distinguiamo per la quarta posizione a livello nazionale nell’ambito dei risultati della terza missione, con cui dimostriamo la crescente apertura ed interlocuzione con il territorio».

La sfida di Unisalento

Da Unisalento, nel complesso, era arrivato un 35esimo posto, con un risultato meno importante se si guarda il lavoro dei neoassunti e le intersezioni con il mondo circostante. Da premettere che l’ateneo leccese, con sedi distaccate anche a Brindisi, ha avuto proprio l’anno scorso un boom di iscrizioni e che è in fermento per quel che riguarda i nuovi corsi (verrà inaugurato quello in Infermieristica dopo quello in Medicina partito a settembre scorso), la valutazione non può che passare anche da altri fattori. Un’idea, sulla situazione, arriva da Andrea Ventura, professore e delegato dal rettore alla perfomance: «La nostra realtà, il Salento, spesso è troppo distante rispetto alle opportunità che nel nostro Paese si trovano soprattutto al Nord. Noi facciamo il possibile, non dipende sempre da noi ma dall’intero contesto. Questo, a volte, finisce per penalizzarci. Su questo abbiamo puntato tanto nel corso di questo governo universitario».
Anche per l’ateneo leccese la vera sfida è quella del futuro: «Tra qualche anno raccoglieremo - prosegue il professor Ventura - i frutti di quanto stiamo facendo adesso. L’attenzione al territorio è un nostro cavallo di battaglia, uno dei punti di forza, con un insieme di iniziative che abbiamo messo in campo. Sono fiducioso che alla prossima valutazione, con queste iniziative, invertiremo il trend. Sull’accesso dei più giovani alla ricerca, il discorso è un po’ differente: noi abbiamo fatto un piano di assunzioni, con decine e decine di progressioni, tra il 2021 e quest’anno». 
Pagelle, senza bocciature ma con qualche eccellenza. Il meglio, però, deve ancora venire. O almeno: è l’augurio di tutti.
 

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