Pronta la mappa pugliese dei centri per il vaccino anti-Covid. Provincia per provincia, ecco dove saranno

Martedì 24 Novembre 2020

Pochi test (3.869), meno contagi (980), una percentuale di positivi (25,3% sulla mole quotidiana di tamponi) che però s'impenna, il bilancio dei decessi ancora allarmante (40). La Puglia continua a fare i conti con le curve della pandemia, sono settimane chiave per scollinare finalmente il picco della seconda ondata. E se il governo s'interroga sul nuovo Dpcm, su allentamento delle restrizioni e su nuovo giro di vite nei giorni di festa, la prospettiva ha un solo nome e il suono della speranza: vaccino. A fine gennaio partiranno le prime somministrazioni in tutta Italia, destinate innanzitutto alle categorie protette o a maggior rischio. Domenico Arcuri, commissario per l'emergenza, ha chiesto alle Regioni di indicare una lista - Asl per Asl - di siti di conservazione (in frigoriferi ideonei). Il termine per inviare a Roma l'elenco delle postazioni è scaduto ieri: la ricognizione è stata effettuata dalle singole Aziende sanitarie, che hanno trasmesso alla Regioni la mappa degli hub. Si badi: si tratta di proposte, che saranno successivamente vagliate dal commissario e dal governo.


Per quanto riguarda la provincia di Lecce, sono stati indicati l'ospedale Vito Fazzi del capoluogo e il Panico di Tricase (ente ecclesiastico): entrambi sono dotati di celle frigo in grado di conservare i vaccini (fino a temperature di quasi -80 gradi, richieste per almeno due tipologie di vaccino in corso di validazione). Si tratta del resto di strutture che ospitano una banca del sangue. Proprio come in molti degli altri casi, provincia dopo provincia. A Taranto in prima linea ci sarà l'ospedale Santissima Annunziata del capoluogo, l'Asl ha poi individuato quattro postazioni del Dipartimento di prevenzione. A Brindisi, oltre all'ospedale Perrino, nella lista ci sono anche l'ex ospedale Di Summa, il Presidio territoriale di Fasano e il poliambulatorio di Oria. A Bari c'è naturalmente il Policlinico, ma anche il Di Venere (sempre nel capoluogo), poi gli ospedali di Molfetta, Putignano e Monopoli (tutti dotati di banca del sangue e perciò di celle frigo). I centri indicati dovrebbero occuparsi pure della somministrazione dei vaccini, quantomeno nella prima fase: soprattutto per i prodotti che richiedono la conservazione a bassissima temperatura, appare difficile organizzare la trafila in modo diverso. La Regione, già nei giorni scorsi, aveva ad ogni modo fatto sapere che sarebbe stata nelle condizioni di indicare quantomeno 20 hub di conservazione. «Tutte le banche del sangue - aveva spiegato Vito Montanaro, capo del Dipartimento Salute della Regione - hanno celle frigorifere che raggiungono le temperature idonee a conservare i vaccini, in Puglia sono una ventina. Certo, va detto che si tratta di frigoriferi che sono già impegnati quindi stiamo facendo una ricognizione per trovare la soluzione migliore. Potremmo individuare un centro per provincia o suddividere la Puglia in tre aree. E se i frigoriferi non dovessero essere sufficienti ne compreremo altri, stiamo capendo se possiamo farlo attraverso la Protezione civile». Il presidio ospedaliero - si legge nella lettera inviata da Arcuri ai governatori - dovrà essere nelle condizioni di vaccinare almeno 2mila persone o più, ma con multipli di mille in 15 giorni. Per ogni centro è richiesto il personale operante a qualunque titolo; il personale sanitario e sociosanitario operante nel territorio, che potrà raggiungere il presidio in non più di 30-60 minuti; la disponibilità di congelatori con caratteristiche tali da consentire la conservazione del siero ed il relativo volume di spazio disponibile. Per la Puglia, la prima tornata di vaccinazioni potrebbe coinvolgere 50mila persone: 40mila dipendenti del sistema sanitario e 10mila ospiti delle Rsa.

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Intanto, l'obiettivo prioritario è appiattire la curva. I segnali restano contrastanti, in Puglia. È molto alto il numero di vittime registrato nelle ultime ventiquattrore, come detto. Molto ridotto invece il numero di test registrati, 3.869, che hanno consentito di individuare 980 nuovi casi positivi: 404 in provincia di Bari, 66 in provincia di Brindisi, 187 nella provincia Bat, 168 in provincia di Foggia, 16 in provincia di Lecce, 139 in provincia di Taranto, 3 residenti fuori regione, 3 casi di residenza non nota sono stati riclassificati ed attribuiti. Delle vittime, 20 sono in provincia di Bari, 18 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 1 in provincia di Taranto. Sotto stretta osservazione anche l'andamento dei ricoveri: 1.690 in tutto, 191 dei quali in terapia intensiva, crescita di qualche unità rispetto al giorno precedente. Il tasso di occupazione dei posti letto - dati Agenas - è del 42% per le terapie intensive e del 46% per gli altri reparti Covid.
 

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