Ucraina, la guerra spinge l'escalation di benzina e diesel: superati i due euro al litro

Ucraina, la guerra spinge l'escalation di benzina e diesel: superati i due euro al litro
di Alessio PIGNATELLI
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Giovedì 10 Marzo 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:01

Petrolio, carburante, materie prime. Solo per citare alcune voci. La guerra in Ucraina ha sconvolto vite umane ma anche equilibri e prezzi. E pure le famiglie pugliesi si interrogano rispetto a una quotidianità stravolta con un’impennata del costo della benzina e del diesel che sembra non fermarsi mai. Ogni giorno, infatti, le colonnine riservano sorprese amarissime ma è giusto un esempio dei rincari che stanno caratterizzando qualsivoglia comparto.

Ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato sostegni per circa 16 miliardi ma l’inflazione continua a mordere e maggiormente colpite sono le spese domestiche. Gli aumenti per i carburanti sono probabilmente quelli più eclatanti. Secondo i dati raccolti da Quotidiano Energia la media del diesel servito viaggia verso i 2,1 euro al litro, mentre si avvicina ai 2 euro nella modalità self già raggiunti in alcuni distributori. La verde continua a salire ed è ormai stabile sopra i 2,1 euro nel rifornimento con servizio. Corposi rincari si registrano anche per i prezzi praticati del metano auto. Nei distributori pugliesi è ormai raro trovare un prezzo praticato sotto i 2 euro e le previsioni sui mercati internazionali non sono rosee. Per JP Morgan - una delle banche Big Four americane - il petrolio potrebbe salire quest’anno fino a 185 dollari al barile.

Trasporto in subbuglio

Il conflitto in corso tra Russia e Ucraina esaspera dunque una situazione che già si era intravista nelle ultime settimane del 2021 con gli aumenti dell’energia e delle materie prime dovuti a differenti aspetti. Adesso il corto circuito è totale. Per Gianni Rendina, coordinatore Trasporti Unito Puglia, con il continuo aumento del costo del carburante il disorientamento ha assunto dimensioni spropositate poiché manca strutturalmente la norma che obbliga l’adeguamento delle tariffe di trasporto e, di conseguenza, le imprese rischiano di incorrere in un forte indebitamento finanziario. «L’impressione è che il Governo non abbia prestato la dovuta attenzione mentre la reazione delle associazioni di categoria appare troppo timida rispetto alla gravità del problema» ha spiegato Rendina. Il prossimo 15 marzo ci sarà un vertice con la viceministro Teresa Bellanova e nel frattempo sono in corso assemblea e riunioni da parte degli imprenditori dell’autotrasporto, spesso in modo autonomo e senza sigle, che manifestano la necessità di arrivare a forme di protesta più forti. L’innalzamento dei costi del carburante è talmente eccessivo che compromette seriamente la tenuta finanziaria e quindi la sopravvivenza delle imprese.

Il premier Mario Draghi, nel corso del question time alla Camera di ieri, ha cercato di rassicurare: «Il Governo condivide le preoccupazioni di tutti per l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime. E siamo al lavoro per limitare l’impatto di questi rincari sulle imprese e le famiglie soprattutto quelle più vulnerabili. Per quanto riguarda l’energia, ho fatto prima la cifra di circa 16 miliardi di euro, come intervento di sostegno, che è previsto duri fino al secondo trimestre di quest’anno. Abbiamo previsto l’azzeramento degli oneri di sistema per le utenze elettriche domestiche e per le imprese, e l’abbassamento dell’Iva al 5 per cento per le utenze del gas. Abbiamo potenziato i sussidi energetici per le famiglie più svantaggiate. E abbiamo introdotto un credito d’imposta per i consumatori industriali energivori pari al 20 per cento dell’incremento del costo della fornitura di elettricità del primo trimestre 2022».

Ma, come detto, la fiammata dei costi è a cascata. Dagli imballaggi ai prodotti dell’agricoltura fino alla carta. Uno shock energetico, seguente al conflitto in Ucraina, che sta rapidamente compromettendo «la situazione di un’intera filiera, già in difficoltà nella gestione degli incrementi dei prezzi della carta e degli altri fattori produttivi e nell’approvvigionamento di tutte le materie prime», ha avvertito Assografici. E il carrello della spesa per i pugliesi impatta sempre più sui portafogli. Con lo spettro, infine, di altre proteste e di una situazione che rischia di sfuggire di mano.

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