Turismo e nodo personale, Sos imprese: «Gravi ritardi da Governo e Regione»

Turismo e nodo personale, Sos imprese: «Gravi ritardi da Governo e Regione»
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Sabato 4 Giugno 2022, 07:24 - Ultimo aggiornamento: 14:55

La missiva è datata 23 maggio, quando il termometro nel Sud Italia segnava già 30 gradi e spiagge e alberghi cominciavano a riempirsi di turisti. Nella lettera congiunta del ministero degli Interni e di quello del Turismo si chiedeva alle associazioni di categoria (Federturismo Confindustria, Confturismo Confcommercio, Assoturismo Confesercenti e Federterme) di indicare «una stima del fabbisogno del settore, distinta per lavoratori subordinati stagionali e non stagionali, riferita ai prossimi mesi» con l'obiettivo di «valutare le azioni da intraprendere con tempestività per far fronte alla carenza di manodopera nel settore turistico». Per le imprese del settore il Governo si è mosso con grave ritardo, a stagione avviata e quando ormai i ristoranti si trovavano costretti a ridurre il numero dei tavoli a disposizione per mancanza di camerieri e gli alberghi a modulare i servizi in base al personale, scarso, disponibile.

I nodi

I nodi da sciogliere sono numerosi: percorsi di formazione frammentati e mai avviati, il cambio di approccio al lavoro dopo una pandemia che ha messo tutto in discussione, il Reddito di cittadinanza al quale molti non sono disposti a rinunciare per soli tre mesi di lavoro estivo. Certo è che per le aziende, chiamate a risollevarsi dopo due anni di attività a scartamento ridotto, completare gli organici è punto irrinunciabile. «Un problema serio che ha radici antiche - dice la pugliese Marina Lalli, presidente nazionale di Federturismo e Federterme -. Già durante i due anni di pandemia abbiamo iniziato a comprendere che qualcosa stava spezzandosi. Abbiamo proposto che ci consentissero di formare quanti erano in cassa integrazione, ma il Governo è rimasto fermo sul no e queste persone sono rimaste a casa senza fare nulla e ora non hanno la necessaria preparazione».

Poi il capitolo dolente del Reddito di cittadinanza, che «rende poco conveniente il lavoro stagionale. Il ministro Garavaglia ci sta aiutando molto, andando anche contro la linea storica del suo partito quando chiede di allargare i cordoni degli ingressi dai Paesi fuori dall'Unione europea». Ciò non toglie che pur vedendo montare la tempesta, il Governo si sia mosso in ritardo: «Già a febbraio continua Lalli avevamo chiesto aiuto al ministero del Lavoro, suggerendo persino di impiegare i profughi ucraini, nonostante l'evidente problema di lingua che avremmo avuto. I tempi erano stretti allora, figurarsi oggi». Peraltro, la Puglia e l'Italia restano fra le mete preferite dei turisti: «Abbiamo tantissime prenotazioni, che accettiamo consapevoli di non avere personale sufficiente, aggrappandoci alla speranza che si trovi una soluzione. Siamo veramente molto preoccupati».

Le stime

Fra le imprese più piccole c'è chi stima una perdita minima variabile fra i 70 e i 100mila euro se non si riuscirà a intervenire per tempo. «Soffriamo persino la concorrenza sleale di chi accetta di mettere a lavorare le persone in nero per garantire loro di mantenere il Reddito di cittadinanza, un modo per uscirne va trovato» chiude Lalli.
Sulla stessa linea Giuseppe Chiarelli, responsabile di Confuturismo Confcommercio Puglia: «Come ha ricordato il presidente Caizzi, ci sono 4.000 posizioni vacanti da riempire e dover aprire le porte del Paese per far arrivare lavoratori stranieri, con un nuovo Decreto Flussi, è una scelta d'emergenza. Ma Reddito di cittadinanza e lavoro non devono essere alternativi. È giusto che chi percepisce il Reddito non voglia perderlo per un impiego stagionale, dunque va reso compatibile con un'attività lavorativa entro una certa soglia di reddito, facilitando così anche il trasferimento degli inattivi nel mercato del lavoro».

Mancanze e ritardi, poi, non sono addebitabili solo al Governo centrale: «Già dall'anno scorso prosegue Chiarelli avevamo chiesto alla Regione di individuare specifici percorsi di politiche attive del lavoro per far fronte al problema. Non abbiamo ricevuto risposta». E solo quest'anno, a emergenza ormai deflagrata, «pare ci si stia impegnando, con l'apertura di un confronto sul tema: aspettiamo risposte dall'assessore Sebastiano Leo dice ancora Chiarelli - e speriamo di ottenere qualcosa, tanto più che quest'anno la situazione è peggiorata. Nel mondo del turismo sono le persone che lavorano e offrono servizi a movimentare reddito e creare profitti. Se mancano le persone, viene giù tutto».
P.Anc.
 

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